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Connessione 5G in tutto il Paese: Italia prima in Europa su banda ultralarga

“Il nostro Paese è un caso unico in Europa, non solo perché abbiamo anticipato gli obiettivi europei e lavorato all’azzeramento del divario digitale, ma anche perché saremo i primi ad avere reti mobili 5G interamente rilegate in fibra ottica, requisito essenziale per garantire altissima velocità di connessione e minima latenza ovunque".

L’Italia sarà un Paese avanguardistico, il primo in Europa ad avere una connessione 5G in tutto il territorio grazie ad un investimento pubblico: parliamo del bando “Italia a 1 Giga“, cui sono stati assegnati tutti i lotti per creare le infrastrutture utili a connettere il Paese, in particolare le zone prive di internet veloce e della banda ultralarga.

Il progetto del 5G fa parte della più ampia Strategia per la Banda Ultralarga (BUL), cui il Piano di Ripresa e Resilienza ha assegnato – in generale – 6,7 miliardi di euro per portare a compimento i 7 interventi entro il 2030. L’obiettivo finale della BUL è quello di portare la connettività a 1 Gbit/s, ossia l’internet veloce, su tutto il territorio nazionale entro il 2026, in anticipo rispetto agli obiettivi europei.

La banda ultralarga e il 5G in Italia: quanto è complesso?

Per dare un’idea del percorso complesso e tortuoso che è stato avviato, occorre partire da un dato: secondo le rilevazioni del comitato tecnico scientifico, alla fine di marzo del 2021 solo il 55% delle famiglie italiane è coperto da una rete con velocità superiore a 100 Mbit/s, e poco meno del 23% è coperto con una rete in grado di fornire velocità di trasmissione in download fino a 1 Gbit/s. 

In altre parole, basandoci sul dato che in Italia al primo gennaio 2021 i residenti registrati sono 59 milioni 259mila persone, in questo momento ad avere la connessione in banda ultralarga sono solo circa 13 milioni e mezzo di persone.

A giugno 2022, quindi, si conclude la prima fase del progetto “Italia a 1 Giga” che vedrà la creazione di infrastrutture di rete per portare le connessioni mobili 5G ad elevate prestazioni e interamente rilegate in fibra ottica, in grado di garantire altissima velocità e minima latenza ovunque.

“Sono molto soddisfatto dell’obiettivo raggiunto – spiega il Ministro Vittorio Colao – In 13 mesi abbiamo approvato la Strategia italiana, ottenuto le autorizzazioni europee, pubblicato e assegnato tutti i bandi Pnrr e investito in totale un valore di circa 5,5 miliardi di euro, con l’ambizioso obiettivo di connettere tutta l’Italia entro il 2026 con reti ad altissima velocità fisse e mobili”.

“Il nostro Paese è un caso unico in Europa, non solo perché abbiamo anticipato gli obiettivi europei e lavorato all’azzeramento del divario digitale, ma anche perché saremo i primi ad avere reti mobili 5G interamente rilegate in fibra ottica, requisito essenziale per garantire altissima velocità di connessione e minima latenza ovunque”.

Secondo i dati del Ministero dell’Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale (MITD), con la conclusione del bando per le nuove reti mobili 5G e del 15° lotto di Italia a 1 Giga, sono investiti 5,5 miliardi nella banda ultra larga. Un grande passo avanti per il Paese.

Come funzionerà il 5G in Italia

Vale qui la pena ricordare che sul 5G l’Italia parte in vantaggio rispetto agli altri Paesi europei: l’Italia è stata fra le prime nazioni europee a regolamentarne l’utilizzo e a diffonderlo anche in via commerciale, pertanto il piano di connettività a banda ultralarga prevede la realizzazione di “corridoi europei di connessione 5g” (ossia, zone lunghe più di 2.645 km) e la realizzazione di infrastrutture urbane ed extra urbane predisposte alla connessione ultraveloce, anche e soprattutto nelle zone a rischio fallimento di mercato.

Il bando di gara, gestito da Infratel Italia sulla base della convenzione stipulata con il Dipartimento per la trasformazione digitale e Invitalia, ha aggiudicato circa 346 milioni di euro e prevede 6 aree geografiche (i cosiddetti lotti) che sono state assegnate al raggruppamento temporaneo di imprese composto da Inwit, Vodafone e Tim.

Il finanziamento copre fino al 90% del costo complessivo delle opere. Tutti gli altri operatori interessati avranno accesso all’ingrosso alle infrastrutture finanziate secondo le condizioni definite dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom). Il 15° lotto del bando “Italia a 1 Giga”, relativo alla copertura con reti fisse delle province autonome di Trento e di Bolzano e pari a 65 milioni di euro, è stato invece assegnato a Tim.

L’intervento per la densificazione delle reti 5G prevede la realizzazione di nuovi siti radiomobili 5G, rilegati in fibra ottica, – con velocità di trasmissione di almeno 150 Mbit/s in downlink e 30 Mbit/s in uplink – nelle aree a fallimento di mercato, che dovranno essere completati entro il 2026. I fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, seguono quelli dei bandi per connettere scuole, strutture sanitarie e isole minori, insieme ai fondi del bando “Italia a 1 Giga”, tutti rientranti nella Strategia nazionale per la Banda Ultra Larga.

Ma quanto tempo ci vorrà per vedere i primi risultati?

Tra quattro anni – spiega ancora il Ministro Colao – le case degli italiani avranno una connessione fissa di almeno 1 Giga, le aree popolate saranno raggiunte dal 5G ad altissima capacità, tutte le scuole e le strutture sanitarie avranno la connessione adatta per garantire servizi ad altissime prestazioni. Lo abbiamo fatto portando allo Stato un risparmio di circa 1,2 miliardi di euro e un investimento da parte del privato, dove previsto, di oltre 2,2 miliardi di euro”.

Il mio ringraziamento va alle strutture che hanno lavorato per rendere possibile questo traguardo e alle aziende che hanno creduto e investito in tutte le iniziative del Piano. Ora è il momento di lavorare in sinergia con i Comuni e gli enti locali per garantire, entro il 2026, uguaglianza ed inclusione sociale attraverso un Paese connesso ai migliori livelli europei, di cui potranno beneficiare tutti i cittadini”.

Federica Colucci

Napoletana, classe 1990, Federica Colucci è giornalista, HR e communication specialist. Già responsabile della comunicazione dell'Assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, ha come expertise i temi del lavoro, del welfare e del terzo settore. Condirettore di FMag.it

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