Innovazione

Banda ultralarga, il piano “Italia 1 Giga” di Colao e Giorgetti

Banda ultralarga, cloud europeo e "Italia 1 Giga", i progetti per la trasformazione digitale italiana del Ministro Colao

«Il mio obiettivo è un piano per la Banda ultarlarga entro l’estate, anzi prima della fine dell’estate per vedere dove possiamo arrivare». È l’annuncio del ministro per l’Innovazione tecnologica e la Transizione digitale, Vittorio Colao. L’ex amministratore delegato di Vodafone ha parlato al webinar di Fratelli d’Italia “Le nuove reti per l’industria italiana e i consumatori” ed ha annunciato il suo programma a breve termine per la banda ultralarga.

«Dobbiamo mantenere la concorrenza, garantire che non si creino posizioni dominanti e che i cittadini possano continuare a scegliere. Col ministro Giorgetti abbiamo cominciato il lavoro per il piano “Italia 1 Giga”, il piano che vuole portare la banda ultralarga in tutte le case, tutte le scuole, le strutture sanitarie, le isole e i territori interni, ovunque insomma».

La banda ultralarga per tutto il Paese

Nel piano per connettere l’Italia il ministro per l’Innovazione spiega i tre punti fermi del suo piano: «Celerità, neutralità e concorrenza». Elementi che Colao sintetizza, passando all’analisi più pratica del tema, «in una semplificazione dei permessi necessari per realizzare le connessioni in fibra e in una mappatura dei dati a disposizione». Tre è il numero perfetto, e Colao in un altro passaggio sintetizza il suo lavoro – prendendo a prestito la battuta di un collega, ammette – come «il piano delle tre S: soldi, supporto, strutture».

Oltre alla banda ultralarga l’altro campo d’intervento è il Cloud, con l’obiettivo di mettere l’Italia al centro del progetto Gaia X, il cloud europeo. «La nostra ambizione – conclude Colao – è quella di essere nel gruppo dei migliori entro 5 anni». E ancora. «Chiederemo una mappatura precisa e con impegni più forti rispetto alla fibra e al 5G. È un elemento importante per sapere a cosa possiamo ambire per il 2026», ha aggiunto il ministro.

Quello messo in campo «è un programma di cambiamento molto importante», dice Colao che suggerisce il giusto approccio alla trasformazione digitale: «Possiamo affrontarlo come al solito cioè come una evoluzione, guardandolo come una formalità, con i tempi di sempre. Ho paura che questo non ci permetterà di arrivare al 2026 e poi al 2030 in linea con le ambizioni che abbiamo. Oppure possiamo cercare di essere veloci, soprattutto semplificare. Al centro ma anche in periferia, nelle amministrazioni locali, nei ministeri. E eventualmente modificare in corsa se qualcosa non va. È importante essere pragmatici e non ideologici. Se prendiamo questo approccio nel 2026 possiamo essere nel gruppo dei migliori in Ue».

Colao, però, non si è sbilanciato sul progetto rete unica, altro argomento molto atteso come ammette lui stesso. «So che c’è una certa aspettativa sulla rete unica, che io faccia commenti. Non li farò ma dico che come governo non dobbiamo aspettare gli eventi ma pianificare gli eventi», si limita a dire a proposito Colao.

Dario De Martino

Nato all'ombra del Vesuvio il 18 marzo 1994, dopo la maturità classica e la laurea in scienze politiche alla Federico II diventa giornalista professionista lavorando per il "Roma", la testata più antica del Sud Italia. Sin da giovane racconta il mondo e le sue evoluzioni dall'osservatorio che definisce "privilegiato di una città unica per tanti aspetti e, seppur legata alle sue tradizioni, pronta ad adeguarsi alle nuove velocità del globo".

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