Innovazione

I 7 interventi della BUL, la Strategia Italiana per la Banda Ultralarga

Per spingere al massimo il piede sull’acceleratore della transizione digitale, è stata approvata la Strategia Italiana per la Banda Ultralarga (BUL)Verso la Gigabit Society” con sette strategie che rispondono alle indicazioni della Commissione Europea. L’immagine che si vuole dare all’Italia è quella di un Paese che si rappresenta come una evoluta società tecnologica (cd. gigabit society), in grado di superare il digital divide e di connettere allo stesso modo cittadini ed imprese provenienti da ogni zona.

Alla Strategia Italiana per la Banda Ultralarga il PNRR assegna 6,7 miliardi di euro per portare a compimento i 7 interventi, che vedremo di seguito, entro il 2030. L’obiettivo finale della BUL è quello di portare la connettività a 1 Gbit/s su tutto il territorio nazionale entro il 2026, in anticipo rispetto agli obiettivi europei.

Ma, per dare un’idea del percorso complesso e tortuoso che ci si appresta ad intraprendere, basta osservare un dato: secondo le rilevazioni del comitato tecnico scientifico, alla fine di marzo del 2021 solo il 55% delle famiglie italiane è coperto da una rete con velocità superiore a 100 Mbit/s, e poco meno del 23% è coperto con una rete in grado di fornire velocità di trasmissione in download fino a 1 Gbit/s. In altre parole, basandoci sul dato che in Italia al primo gennaio 2021 i residenti registrati sono 59 milioni 259mila persone, in questo momento ad avere la connessione in banda ultralarga sono solo circa 13 milioni e mezzo di persone.

Le strategie per la banda ultralarga

Gli interventi della BUL, la Strategia Italiana per la Banda Ultralarga si orientano verso 7 strategie: piano aree bianche e piano voucher, già attivi a partire dall’approvazione della strategia del 2015; i piani Italia a 1 Giga e Italia 5G; i piani Scuole e Sanità connesse e, infine, il piano Isole Minori.

Il piano aree bianche della strategia per la banda ultralarga ha l’obiettivo di portare Internet veloce nelle zone a fallimento di mercato in 7.416 comuni, per un totale di circa 8,4 milioni di unità immobiliari, assegnando a tale intervento circa 2,8 miliardi di euro tra risorse FSC, FESR e FEASR. Allo stato attuale, sono stati avviati i lavori in 3.282 comuni, dei quali ne sono stati completati 1.572 interventi. Il cronoprogramma prevede un rapido avanzamento dei lavori fino al 2026. I voucher per accedere a servizi di connessione veloce, invece, sono stati previsti per le famiglie in stato di fragilità economica ma, per il momento, è necessaria un’accelerazione delle azioni necessarie ad erogare in modo efficiente ed efficace l’intero ammontare della cifra stanziata.

Per la strategia di connessione in banda ultralarga Italia 1 Giga, il Governo italiano, in conformità alle regole definite dalla normativa europea in materia di aiuti di Stato, deve garantire che l’intervento pubblico sia limitato alle aree NGA a fallimento di mercato, quelle cioè in cui non ci siano già infrastrutture idonee a raggiungere, in tempi ragionevoli, le prestazioni di connettività necessarie a rispondere alle esigenze degli utenti e definite nella Strategia e deve pertanto assicurare che l’investimento pubblico non si sovrapponga ai piani di investimento privati già previsti dagli operatori. La situazione è in fase di monitoraggio e si prevede che fra la fine del 2021 e l’inizio del 2022 si procederà con l’apertura e l’assegnazione dei bandi di gara per raggiungere l’obiettivo.

Il Piano sul 5G, invece, vede il Paese in vantaggio: l’Italia è stata fra le prime nazioni europee a regolamentarne l’utilizzo e a diffonderlo anche in via commerciale, pertanto il piano di connettività a banda ultralarga prevede la realizzazione di “corridoi europei di connessione 5g” (ossia, zone lunghe più di 2.645 km) e la realizzazione di infrastrutture urbane ed extra urbane predisposte alla connessione ultraveloce, anche e soprattutto nelle zone a rischio fallimento di mercato.

Scuole, sanità ed isole iper-connesse

Gli ultimi tre interventi della Strategia Italiana per la Banda Ultralarga riguardano, invece, le scuole, la sanità e le isole. Mai come nel corso della congiuntura pandemia sono venuti al pettine tutti i nodi e i limiti delle possibilità legate alle attuali connessioni, soprattutto con le difficoltà registrate nell’usufruire della didattica a distanza – che, in molti casi, ha accentuato il digital divide fra famiglie e classi sociali, innalzando il tasso di abbandono scolastico nelle aree periferiche del Paese. Accanto alla situazione domestica, si è registrata di fatto l’incapacità delle strutture scolastiche di offrire servizi di connessione: per questo motivo, la misura “Scuole Connesse” mira a completare, con il medesimo modello di intervento avviato nel 2020 il Piano per la copertura a banda ultralarga di tutti gli edifici scolastici presenti sul territorio nazionale, con un costo complessivo stimato in 261 milioni di euro.

La misura “Sanità Connessa” mira a fornire connettività a banda ultralarga a 1 Gbit/s a circa 12.280 strutture sanitarie in tutto il Paese. Il costo complessivo dell’intervento è stimato in 501 milioni di euro. Sul totale delle strutture, in circa 4.700 edifici (in base all’ultima mappatura 2020) sarà necessario supportare il roll-out di reti in grado di fornire il suddetto livello di connettività. La nuova rete sarà formata da elementi attivi e passivi (tra cui fibra spenta e apparati attivi). Una volta connesse alle nuove infrastrutture di rete, le strutture sanitarie beneficeranno di servizi di connettività a banda ultralarga, assistenza tecnica e servizio di manutenzione. Le strutture sanitarie riceveranno inoltre le apparecchiature terminali (modem/router) necessarie per connettersi alla rete. Questo si tradurrà in un beneficio per l’accesso al paziente nel sistema di prenotazioni e per la logistica interna alle strutture.

Situazione non diversa nelle isole minori, non adeguatamente dotate di infrastrutture di connessione ultra larga e della possibilità di usufruire e di rendere disponibili, anche ai turisti, un’adeguata rete internet. La misura “Isole Minori” mira a fornire connettività adeguata a 18 isole minori oggi prive di collegamenti con fibra ottica con il continente. In particolare, le isole saranno dotate di backhaul ottico che consentirà lo sviluppo della connettività a banda ultralarga. Il backhaul ottico sarà accessibile a tutti gli operatori tramite Submarine Backhaul Access Point individuati secondo il criterio di minore distanza dal punto neutro di consegna (NDP), se presente nell’isola, e dal punto di approdo del cavo sottomarino.

Gli obiettivi della Strategia Italiana per la Banda Ultralarga sono sicuramente ambiziosi. Occorrerà aspettare il 2026 per vedere se il Paese riuscirà finalmente a mostrare il suo volto tecnologico e connettere tutte le aree, ritrovando un profilo di equità nell’accesso ai servizi digitali.

Federica Colucci

Napoletana, classe 1990, Federica Colucci è giornalista, HR e communication specialist. Già responsabile della comunicazione dell'Assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, ha come expertise i temi del lavoro, del welfare e del terzo settore. Direttore editoriale di FMag.it

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