Editoriale

Ho fatto il vaccino Johnson & Johnson: iniezione di felicità (e qualche effetto collaterale da condividere)

Sono stata una delle privilegiate che ha avuto il vaccino Covid Johnson & Johnson. Privilegiata perché lo scorso sabato sera sono stata tra gli ottomila fortunati (e con una buona connessione) della fascia d’età 30 – 39 a poter accedere, tramite prenotazione online, all’open night organizzata dalla Regione Campania – ASL Napoli 1 destinato ai miei coetanei. Fino allo scorso giovedì eravamo una generazione fuori dai radar, di cui non si parlava ancora. Malgrado la maggior parte di noi “giovani” sia ancora in balia di attese infinite e pazienti per la somministrazione del vaccino, qualcosa ha iniziato a muoversi in questa direzione e questa open night ne è una dimostrazione.

Abbiamo addirittura avuto la possibilità di scegliere: Astrazeneca, per chi optava per l’hub dell’Hangar di Capodichino; Jannsen di Johnson & Jonhson per chi invece ha scelto la Mostra d’Oltremare di Fuorigrotta.

Sarò sincera: la voglia di vaccinarmi era così tanta che avrei optato anche per acqua e bicarbonato se fosse servito a contrastare il virus Covid 19. Ho, quindi, voluto provare il vaccino di Johnson & Johnson, monodose, che entro venti giorni dovrebbe immunizzarmi del tutto.

L’esperienza dell’open night

L’esperienza è stata a mio parere emozionante: erano tanti i ragazzi e le ragazze della mia età in fila, impazienti e vogliosi finalmente di potersi vaccinare. L’aria che si respirava era un’aria leggera, fatta di condivisione e di un’allegria che non ci apparteneva da un po’ in situazioni di collettività. Ho avvertito il senso di comunità unita e – finalmente – spensierata grazie al pensiero che – evviva! – finalmente toccava a noi. Da un punto di vista emotivo, questo vuol dire un subbuglio di emozioni e soluzioni: a breve saremmo stati protetti, potevamo quindi proteggere le persone a noi care, e poi ripartire, ricominciare a pensare ai viaggi e assaggiare un po’ di normalità da troppo tempo negata.

Open night vaccin Covid Johnson e Johnson alla mostra d'oltremare di Napoli
La fila per l’open night Johnson & Johnson all’apertura dei cancelli alla Mostra d’Oltremare di Napoli (foto di Enrico Parolisi)

Forse l’incubo della pandemia sta veramente finendo”, sembravamo ripeterci mentre scorrevamo in coda.
E speriamo veramente che sia così.

L’attesa è stata abbastanza breve, il personale cordiale e gentile, l’organizzazione rapida. Step by step siamo arrivati alle postazioni vaccinali senza troppi intoppi di sorta o nervosismi.

Quando è toccato a me non stavo più nella pelle. La dottoressa ha controllato l’anamnesi e mi ha fatto alcune domande di routine. Poi mi ha fatto accomodare e mi ha somministrato il vaccino.

Cosa fare dopo aver fatto il vaccino

Chiariamo immediatamente una cosa: l’inoculazione del vaccino Johnson & Johnson fa un pochino male. Niente di più forte di un pizzicotto sulla spalla, sia chiaro, ma il dolore per l’ago si sente e si avverte nettamente la sensazione del medicinale che entra nel corpo. Una esperienza condivisa e diffusa tra tutti i ragazzi con cui ho potuto confrontarmi nell’area “osservazione” nei 15 minuti post vaccino.

Qualche consiglio: quando andate a fare il vaccino indossate una maglietta che lasci scoperta la spalla o che sia facile da tirare su fin sopra la scapola. Dopo la puntura evitate di toccarvi o palpare il punto dove vi hanno vaccinato perché così eviterete irritazioni e ulteriori dolori. Potrebbe sanguinarvi il braccio (come è successo a me), ma non andate in ansia, può capitare in qualsiasi occasione e per qualsiasi iniezione!

Una volta a casa optate per indumenti di cotone per non irritare la pelle. Prima di riuscire ad appoggiarvi sul braccio “vaccinato”, potrebbe volerci del tempo: io ci sono riuscita subito ma non per tutti è così.

Ed è proprio a partire dalla mia personale esperienza – e di quella delle altre persone che l’hanno condivisa con me – che voglio raccontarvi cosa succede. Lo dico in premessa: non bisogna avere paura. Il vaccino Johnson & Johnson è sicuro ma qualche suggerimento sugli eventuali effetti collaterali ci offre la possibilità di affrontare questo iter in modo più sereno e consapevole.

Effetti collaterali di Johnson & Johnson: la mia esperienza

Non so come vada per gli altri vaccini, ma con Johnson & Johnson – che ripeto, è monodose e quindi un po’ più pesante da gestire e smaltire – gli effetti si avvertono subito. Come prima cosa, ho avvertito il braccio pesante e una sensazione di spossatezza e confusione, quasi di realtà ovattata. Come se ci si sentisse un po’ rimbambiti. Dopo due o tre ore, però, questa sensazione è passata. Ho fatto il vaccino alle dieci di sera e a mezzanotte mi sentivo solo molto stanca.

La notte non sono riuscita a chiudere occhio fino alle 5, situazione che ho avuto modo di comprendere ha accomunato alcuni ma non con tutti i neo-vaccinati.

Dopo circa 10 ore dalla somministrazione del Johnson & Johnson, ho iniziato ad avvertire i primi veri effetti collaterali: ho avuto un mal di testa lancinante e dolori diffusi alle gambe, come se avessi l’influenza. A questi si accompagnava una sensazione di stanchezza diffusa. Altri con cui mi sono confrontata hanno manifestato nausea, mal di stomaco, febbre alta fin dall’inizio, dolori molto forti al braccio e giramenti di testa.

Per quanto mi attiene, verso ora di pranzo (quindi a quasi 15 ore dall’inoculazione), ho avuto i primi decimi di febbre sempre con i medesimi dolori alle gambe. Il braccio non si è gonfiato, è emerso solo un piccolo livido. Altri raccontano di un braccio praticamente inutilizzabile dal dolore fino a tarda sera.

In questo frangente, dopo il vaccino, vi consiglio di bere molto e, se potete, di assumere vitamina C: io ho preferito acqua e limone e frullati di kiwi. Aiutano a sentirsi meglio e ad avere più energia.

La febbre mi è poi salita fino a notte, alle tre avevo ancora 38. Ma niente che non si sia risolto con una Tachipirina 1000 che ha mitigato molto gli effetti collaterali. E tanto, tanto riposo.

Nell’arco delle 24 ore dai primi effetti collaterali del Johnson & Johnson, però, sparisce tutto. La febbre passa, la maggior parte dei dolori pure, resta solo una sensazione di estrema stanchezza fisica e mentale.

Nulla di vagamente comparabile a quella sensazione del day after di felicità per esserci vaccinati, di aver avuto la possibilità di sentirci più protetti contro il virus e di tornare a guardare alla vita con maggiore serenità. Per quello che mi sento di dire oggi, il vaccino è il momento in cui ognuno, nel suo personale libro di questi anni, volta la pagina e inizia a guardare seriamente al dopo.

Federica Colucci

Napoletana, classe 1990, Federica Colucci è giornalista, HR e communication specialist. Già responsabile della comunicazione dell'Assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, ha come expertise i temi del lavoro, del welfare e del terzo settore. Direttore editoriale di FMag.it

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