Economia
Trending

Credito d’imposta e acquisti 4.0, lo slancio del DL Sostegno

Il decreto Sostegno rafforzerà gli investimenti per la transizione digitale e l'acquisto di strumenti 4.0 con il credito d'imposta

Una delle novità del Decreto Sostegno, la misura che sostituirà il Decreto Ristori di contiana legislatura, riguarderà la maggiorazione del credito d’imposta e l’incentivo agli acquisti di beni strumentali 4.0.

Il nuovo decreto economico, infatti, non prevedrà solo misure di sostegno al reddito ed indennizzi per imprese, commercianti ed aziende costretti a chiudere oppure limitare le attività a causa dell’alternanza di zone “colorate” in tutta Italia sancite dai vari DPCM per frenare la pandemia. Comporterà anche una spinta alla transizione digitale e tecnologica del Paese, in cui le startup, aziende e PMI saranno protagoniste.

Credito d’imposta per beni strumentali 4.0

La misura, già esistente, ha lo scopo di supportare e incentivare le imprese che investono in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato.

E lo fa attraverso il riconoscimento di un credito d’imposta sugli acquisiti effettuati.

Fino a questo momento, quindi entro il 31 dicembre 2020 o, in alternativa, il 30 giugno 2021 per acquisti già effettuati e per i quali sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione, il credito d’imposta sul 4.0 era riconosciuto:

A) Per gli investimenti in beni strumentali materiali tecnologicamente avanzati (allegato A, legge 11 dicembre 2016, n. 232 – ex Iper ammortamento) nella misura del:

  • 40% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro
  • 20% del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro.

B) Per gli investimenti in beni strumentali immateriali funzionali ai processi di trasformazione 4.0 (allegato B, legge 11 dicembre 2016, n. 232, come integrato dall’articolo 1, comma 32, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 – ex Iper ammortamento) nella misura del:

  • 15% del costo nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 700.000. Si considerano agevolabili anche le spese per servizi sostenute mediante soluzioni di cloud computing per la quota imputabile per competenza.

C) Per investimenti in altri beni strumentali materiali (ex Super Ammortamento), diversi da quelli ricompresi nel citato allegato A, nella misura del:

  •  6% nel limite massimo dei costi ammissibili pari a 2 milioni di euro.

Il Piano di Transizione 4.0

Il Decreto Sostegno, che dovrebbe essere approvato dal Consiglio dei Ministri entro il 12 marzo, modificherà le aliquote del credito d’imposta 4.0 con la finalità di sostenere la transizione digitale del Paese, per un totale di 6,7 miliardi di euro (cifra già prevista dalla Legge di Bilancio 2021).

Le modifiche alle aliquote sarebbero tese a soddisfare le richieste inoltrate dalla Commissione Europea all’esecutivo italiano. Bruxelles, pochi mesi fa, ha invitato l’Italia ad adottare interventi funzionali alla digital transition dell’industria italiana, evitando politiche di semplice sostegno al ricambio dei macchinari in favore di misure più penetranti.

L’obiettivo del Piano Transizione 4.0, rafforzato dalla Manovra 2021 con circa 24 miliardi di euro agganciati al Recovery Plan, è accompagnare le imprese nel processo di transizione tecnologica e di sostenibilità ambientale, rilanciando il ciclo degli investimenti danneggiato e sfavorito dall’emergenza legata alla pandemia da virus Covid 19.

Inoltre, con la finalità di assicurare supporto tecnico al Ministero dello Sviluppo Economico nell’emanazione dei pareri relativi alla riconducibilità degli investimenti alle disposizioni del Piano Nazionale Transizione 4.0, sono stati anche stanziati 2 milioni di euro per il biennio 2021/2022 a favore di Enea, la Fondazione vigilata dal MISE, la cui missione è investire in tecnologie innovative di interesse strategico nazionale e di scala globale.

Le novità del DL Sostegno

Il DL Sostegno dovrebbe valere attorno ai 32 miliardi di euro e prevede aliquote maggiorate per il credito d’imposta, a seconda della destinazione d’acquisto:

  • per i beni strumentali materiali 4.0, avrà aliquota maggiorata al 50% sia nel 2021 che nel 2022. Attualmente, la maggiorazione dell’aliquota al 50% è prevista solo per il 2021 e scende al 40% nel 2022 per le spese inferiori a 2,5 milioni di euro; per gli investimenti tra 2,5 e 10 milioni di euro è del 30% nel 2021 e del 20% nel 2022; tra i 10 e i 20 milioni di investimento, invece, l’aliquota è del 10% nel biennio 2021/22;
  • per i software 4.0, l’aliquota sale, invece, dal 20% dal 25%. Attualmente l’incremento previsto è dal 15 al 20%;
  • i software tradizionali vedranno l’aliquota salire dal 10% al 15% (come già previsto per i beni funzionali allo smart working). Attualmente, l’aliquota è fissata al 10% per gli investimenti fatti nel 2021 e al 6% per quelli effettuati nel 2022.
  • d’altra parte, dovrebbe diminuire la quota di fondi destinati al credito d’imposta per i beni strumentali non 4.0 (ex super-ammortamento), con aliquota al 10% solo nel 2021.

Federica Colucci

Napoletana, classe 1990, Federica Colucci è giornalista, HR e communication specialist. Già responsabile della comunicazione dell'Assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, ha come expertise i temi del lavoro, del welfare e del terzo settore. Direttore editoriale di FMag.it

Articoli correlati

Back to top button