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Chi è Vittorio Colao, Ministro per la Transizione Digitale

Vittorio Colao, bresciano, 59 anni, ex carabiniere, dopo l’esperienza in divisa ha costruito la sua carriera alla guida di Vodafone. Il “digital first” è stata sempre la sua guida.

La chiamata di Mario Draghi rappresenta una sorta di rivincita per Vittorio Colao, chiamato dall’ex premier Giuseppe Conte alla guida della Task force per la ripartenza nella Fase 2 (in cui c’era anche Roberto Cingolani, neo ministro per la Transizione ecologica) il cui progetto era però stato accantonato. Come riporta un take dell’AGI di qualche mese fa, Colao infatti proponeva venti obiettivi, ripartiti in due step:

“Nel breve termine bisogna investire per ripartire e mantenere la coesione sociale; nel più lungo periodo gli investimenti devono servire a disegnare un’Italia più efficiente e migliore per le nuove generazioni, per quelli che avranno venticinque o trent’anni a metà di questo decennio e che oggi si trovano ad affrontare una situazione particolarmente difficile”. Quindi “dobbiamo fare il meglio che possiamo per ammodernare e rinforzare e rimuovere problemi e arretratezze del Paese. Non ci sono alternative”

Vittorio Colao

Ora allora il duo Colao – Cingolani potrà rilanciare i piani per la ripartenza del Paese basata sull’innovazione per la rivoluzione digitale che l’Italia aspetta da anni.

Primo consiglio dei Ministri
La prima riunione del Consiglio dei Ministri dell’era Draghi (immagine messa a disposizione con licenza CC-BY-NC-SA 3.0 IT dal Governo Italiano – Presidenza del Consiglio dei Ministri)

Cosa si tratta, di preciso? La svolta proposta dal super manager è chiaramente descritta nel piano che Colao ha curato per il Governo Conte. Nel documento “Iniziative per il rilancio 2020-22”, consegnato a giugno a Palazzo Chigi, c’è in sintesi la ricetta Colao per il rilancio.

Uno dei punti del programma è la realizzazione di un cloud pubblico per collegare digitalmente i 23mila uffici pubblici nazionali, così da superare i data center e le banche dati pubbliche e soprattutto la condivisione totale delle informazioni tra i pubblici esercizi. Inoltre per la trasformazione digitale della pubblica amministrazione Colao pensa ad un team di cinquecento persone per affiancare le pubbliche amministrazioni, da quelle centrali a quelle locali, nel processo di innovazione.

Ma la trasformazione del Paese in digitale non passa solo attraverso l’amministrazione ma soprattutto attraverso le famiglie, portando la nuova era sotto tutti i tetti. Per questo Colao immagina un bonus per le famiglie ad Isee più basso per l’abbonamento al web veloce e super-veloce. Per far ciò c’è bisogno prima di un piano infrastrutturale per portare la fibra ottica in tutto il Paese, anche nelle zone attualmente più isolate.

Infine, per quanto riguarda gli aspetti prettamente economici, Vittorio Colao potrebbe seguire la scia del Governo Conte nel puntare sui pagamenti con le carte piuttosto che in contanti, partendo dall’obbligo del Pos per tutte le attività che prevedono la riscossione di pagamenti, riducendone però le commissioni.

Dario De Martino

Nato all'ombra del Vesuvio il 18 marzo 1994, dopo la maturità classica e la laurea in scienze politiche alla Federico II diventa giornalista professionista lavorando per il "Roma", la testata più antica del Sud Italia. Sin da giovane racconta il mondo e le sue evoluzioni dall'osservatorio che definisce "privilegiato di una città unica per tanti aspetti e, seppur legata alle sue tradizioni, pronta ad adeguarsi alle nuove velocità del globo".

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