Innovazione

L’Europa verso una dichiarazione su diritti e principi digitali universali

"Vogliamo tecnologie sicure che servano alle persone e che rispettino i nostri diritti e valori. Anche quando siamo online. E vogliamo che tutti abbiano la possibilità di svolgere un ruolo attivo nelle nostre società sempre più digitalizzate. Questa dichiarazione ci fornisce un chiaro punto di riferimento sui diritti e i principi del mondo online".

Lo scorso 26 gennaio, la Commissione Europea ha presentato una proposta di dichiarazione su diritti e principi digitali che guideranno la trasformazione digitale nell’Eurozona. Il documento di proposta al Parlamento punta ad essere un punto di riferimento condiviso fra i Paesi dell’Unione sulle modalità, principi e tipologie di trasformazione digitale che le istituzioni europee promuovono e difendono.

La dichiarazione su diritti e principi digitali rappresenterà, inoltre, una guida ai responsabili politici e alle imprese per quanto riguarda le nuove tecnologie e l’applicazione delle stesse, sia online che offline, nei confronti delle risorse umane. Il documento, infatti, mette al centro le persone nella vita connessa e interconnessa che si delinea sempre più come terreno “reale” di rapporti umani e di lavoro, scambi esistenziali e, pertanto, ambienti suscettibili di regole, diritti e libertà.

I presupposti della dichiarazione sui diritti e principi digitali

Il nostro obiettivo – si legge nella dichiarazione – è promuovere un modello europeo per la transizione digitale, che metta al centro le persone. Tale modello deve basarsi sui valori europei e apportare benefici
a tutte le persone e le imprese”
.

La dichiarazione sui diritti e principi digitali, infatti, si apre con una premessa:

Tutte le persone nell’UE dovrebbero trarre il massimo vantaggio dalla trasformazione digitale. I diritti e i principi digitali guideranno l’UE nella promozione di una società inclusiva, prospera e sostenibile. La dichiarazione è la prima al mondo nel suo genere. Sarà un punto di riferimento per tutti nell’UE e una guida per i responsabili politici e le imprese che sviluppano tecnologie digitali. I diritti e i principi digitali si rifletteranno nelle azioni, nei lavori futuri e nell’impegno dell’UE con i partner globali.

Questi diritti e principi dovrebbero accompagnare i cittadini dell’UE nella loro vita quotidiana: connettività digitale ad alta velocità e a prezzi accessibili ovunque e per tutti, classi ben attrezzate e insegnanti con le giuste competenze digitali, accesso agevole ai servizi pubblici, ambiente digitale sicuro per i bambini, disconnessione dopo l’orario di lavoro, fornitura di informazioni facilmente comprensibili sull’impatto ambientale dei nostri prodotti, controllo di come vengono utilizzati i dati personali e con chi sono condivisi.

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La dichiarazione si fonda sul diritto dell’UE, dai trattati alla Carta dei diritti fondamentali, ma anche sulla giurisprudenza della Corte di giustizia. Si basa sull’esperienza del pilastro europeo dei diritti sociali. L’ex presidente del Parlamento europeo David Sassoli nel 2018 ha promosso l’idea dell’accesso a Internet come nuovo diritto umano.

La promozione e l’attuazione dei principi enunciati nella dichiarazione rappresentano un impegno politico e una responsabilità che condividono l’Unione e gli Stati membri nell’ambito delle rispettive competenze. Per garantire che la dichiarazione produca effetti concreti sul campo, in settembre la Commissione ha proposto di monitorare i progressi compiuti, valutare le lacune riscontrate e provvedere alla raccomandazione di azioni attraverso una relazione annuale sullo “stato del decennio digitale“.

Le linee guida della dichiarazione sui diritti e principi digitali sono:

mettere al centro della trasformazione digitale le persone: l’Unione deve lavorare per far sì che il progresso tecnologico avvantaggi tutti e i diritti siano rispettati tanto offline che online.

– solidarietà e inclusione: è importante infatti che l’evoluzione tecnologica non lasci indietro le persone con disabilità, gli anziani e le persone più vulnerabili e indifese. Le imprese che beneficiano della trasformazione digitale dovranno restituire quel benessere con contributi adeguati a coprire i costi della cosa pubblica; l’accesso a internet dovrà essere garantito a tutti così come tutti dovrebbero avere accesso alle risorse per una formazione base e avanzata nel settore digitale, in ottica di riqualificazione per chi è già nel mercato del lavoro e rischia di subire il cambiamento tecnologico. Infine dovrebbe essere garantito il diritto alla disconnessione e gli Stati dovrebbero poter offrire i servizi pubblici principali anche online, mediante l’uso dell’identità elettronica certificata.

– libertà di scelta:  trasparenza degli algoritmi, uso di dataset completi per l’addestramento dell’intelligenza artificiale, per limitare i bias, e sul rispetto dei diritti fondamentali delle persone, garantiti anche dalle piattaforme stesse.

partecipazione nello spazio pubblico digitale: tutela della libertà d’espressione online combattendo la disinformazione, rimozione dei contenuti illegali e trasparenza sulla proprietà dei media.

– sicurezza online: con sistemi che garantiscano la privacy e la cybersicurezza e siano adeguati anche a un pubblico più giovane che possa godere dei vantaggi del digitale senza correre rischi durante la navigazione.

economia circolare dei prodotti digitali: per ridurre al massimo gli sprechi e l’impatto ambientale.

Adesso, il Parlamento europeo e il Consiglio sono invitati a discutere il progetto di dichiarazione e ad approvarlo al più alto livello entro l’estate. Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva per Un’Europa pronta per l’era digitale, ha dichiarato: 

“Vogliamo tecnologie sicure che servano alle persone e che rispettino i nostri diritti e valori. Anche quando siamo online. E vogliamo che tutti abbiano la possibilità di svolgere un ruolo attivo nelle nostre società sempre più digitalizzate. Questa dichiarazione ci fornisce un chiaro punto di riferimento sui diritti e i principi del mondo online”.

Federica Colucci

Napoletana, classe 1990, Federica Colucci è giornalista, HR e communication specialist. Già responsabile della comunicazione dell'Assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, ha come expertise i temi del lavoro, del welfare e del terzo settore. Condirettore di FMag.it

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