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BTP Futura, conviene investire nel titolo che dura 12 anni e raddoppia il premio?

La novità del quarto BTP Futura è la durata, pari a 12 anni, quindi più breve rispetto all’ultima emissione che aveva durata 16 anni con titoli ad incremento crescente. Ed è confermato il meccanismo del doppio premio fedeltà, collegato alla crescita dell'economia nazionale.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha reso noto che a partire dai prossimi giorni sarà disponibile il nuovo BTP Futura, il titolo 100% retail (ossia, destinato agli investitori o risparmiatori privati, quindi i cittadini) volto a finanziare la crescita del Paese.

Il BTP Futura di nuova emissione questa volta ha una durata di 12 anni e raddoppia il premio “fedeltà” collegato al PIL nominale, ossia il valore medio del BTP Futura in base all’andamento del PIL nazionale.

BTP Futura, di cosa si tratta

Non è la prima volta che il MEF propone un’azione del genere per i motivi appena esplicati: già qualche mese fa ne parlammo, non senza qualche dubbio. Ma la novità del quarto BTP Futura è la durata, pari a 12 anni, quindi più breve rispetto all’ultima emissione che aveva durata 16 anni con titoli ad incremento crescente.

Inoltre, nel nuovo BTP Futura resta confermato il meccanismo del doppio premio fedeltà, collegato alla crescita dell’economia nazionale durante il periodo di vita del titolo, che sarà corrisposto in momenti diversi.

Questo vuol dire che, in altre parole, premio è legato all’andamento del PIL italiano con un minimo e un massimo: come spiega il Ministero,

al termine dei primi otto anni, l’investitore che avrà detenuto il BTP Futura sin dall’emissione avrà diritto a un premio intermedio pari al 40% della media del tasso di crescita del PIL nominale registrato nei primi otto anni di vita del titolo, con un minimo dello 0,4% del capitale investito, fino ad un massimo dell’1,2%.

Alla scadenza finale (dopo i successivi quattro anni), agli investitori che avranno continuato a detenere il titolo senza soluzione di continuità dall’emissione fino alla scadenza, verrà corrisposto un premio finale che includerà due componenti: la prima pari al restante 60% della media del tasso di crescita del PIL registrato nei primi otto anni di vita del titolo, con un minimo dello 0,6% fino ad un massimo dell’1,8%; la seconda pari al 100% della media del tasso di crescita del PIL registrato dal nono al dodicesimo anno, con un minimo dell’1% ed un massimo del 3% del capitale investito.

Il BTP Futura presenterà cedole nominali semestrali calcolate sulla base di tassi fissi predeterminati e crescenti nel tempo secondo il meccanismo step-up, che per questa emissione prevederà 3 step. Nel dettaglio, le cedole saranno corrisposte in base ad un tasso cedolare fisso per i primi 4 anni, che aumenterà una prima volta per i successivi 4 anni ed una seconda per i restanti 4 anni di vita del titolo prima della scadenza.

Il valore del BTP Futura, quindi, sembrerebbe comunque essere sempre incrementale e mai deficitario: questo insieme di premesse, potrebbe indicare la convenienza nell’investire nel nuovo BTP messo a disposizione.

BTP Futura, da quando investire

Come per le emissioni precedenti, sarà possibile sottoscrivere BTP Futura in banca, alla posta o tramite il proprio home banking se abilitato alle funzioni di trading, da lunedì 8 novembre a venerdì 12 novembre 2021 (fino alle ore 13.00), salvo chiusura anticipata.

La serie dei tre tassi cedolari minimi garantiti di questa quarta emissione del BTP Futura sarà comunicata al pubblico il giorno venerdì 5 novembre 2021, e potrà essere rivista al rialzo, in base alle condizioni di mercato, alla chiusura del collocamento, il giorno venerdì 12 novembre 2021. Il tasso cedolare dei primi 4 anni resterà comunque invariato, mentre potranno essere rivisti a rialzo, al termine dell’emissione, solo i tassi dei due step successivi.

Il titolo sarà sottoscrivibile sul mercato alla pari (prezzo 100,00) attraverso la piattaforma elettronica MOT di Borsa Italiana per il tramite di due banche dealers: Intesa Sanpaolo S.p.A. e UniCredit S.p.A. L’importo minimo acquistabile è pari a 1.000 euro.

Il collocamento non prevede eventuali riparti, né sarà applicato alcun tetto massimo assicurando la completa soddisfazione degli ordini a tutti, salvo facoltà da parte del MEF di chiudere anticipatamente l’emissione. Per consentire la massima partecipazione dei cittadini all’emissione, l’eventuale chiusura anticipata non potrà comunque avvenire prima di mercoledì 10 novembre, garantendo dunque almeno tre intere giornate di collocamento.

Nel caso la chiusura anticipata avvenisse alle 17.30 del terzo o del quarto giorno di collocamento, i tassi cedolari definitivi verranno fissati nella mattina del giorno successivo a quello di chiusura del collocamento.

Per il sottoscrittore non sono previste commissioni sugli acquisti nei giorni di collocamento, mentre sul rendimento del titolo si applica la consueta tassazione agevolata per i titoli di Stato pari al 12,5% e l’esenzione dalle imposte di successione, su cedole e premio fedeltà, come per gli altri titoli di Stato.

Il titolo potrà essere sottoscritto rivolgendosi al proprio referente in banca o all’ufficio postale presso cui si possiede un conto titoli o attraverso il proprio home banking, se abilitato alle funzioni di trading online. Per maggiori informazioni, tornerà anche attiva, fino alla data di regolamento del titolo, la casella di posta dedicata (btpfutura@mef.gov.it) gestita dal Dipartimento del Tesoro.

Il parere dell’esperto

Abbiamo quindi chiesto un parere al nostro contributor esperto, Bernardino Salsarone, sull’argomento BTP Futura e su quanto sia conveniente investire. In primis, consiglia Salsarone, occorre tenere presente il fine dell’investimento: “se si vuole mettere da parte un piccolo tesoretto investendo in qualcosa di “abbastanza” sicuro (visti gli scenari degli ultimi anni), l’idea potrebbe essere vincente, sia per i rendimenti che i premi fedeltà che daranno se trattieni il titolo fino a scadenza“.

Ma quanto rende? “I rendimenti non si conoscono ancora per la prossima emissione, ma per quella di aprile si parlava di tassi a scaglioni fino al 2% lordo per il rendimento della cedola e premi fedeltà che a seconda degli scenari possibili andava dal 2 al 6% dell’investimento”.

Quindi? “Anche considerando una crescita del costo del denaro (ipotizzabile visto il lungo periodo), i valori sono in ogni caso apprezzabili anche in considerazione delle alternative ad oggi disponibili sul mercato. Se invece non si è disposti a tenere i soldini da parte per così tanto tempo e nell’incertezza di certe variabili, ma si punta ad un investimento speculativo (cioè a rivendere il titolo tra qualche tempo) le previsioni non sarebbero proprio rosee almeno rispetto alla situazione attuale”.

In conclusione allora, Salsarone spiega che: “il valore del BTP cresce quando vengono emessi altri BTP con rendimento inferiore, ma di solito questi ultimi sono ancorati ai tassi di mercato (che a loro volta risentono, tra l’altro, dell’inflazione). Considera quindi che: 1. oggi l’euribor è ai minimi storici e 2. il caro petrolio e della materia prima nei prossimi mesi farà crescere i prezzi al mercato e il tasso di inflazione. Si presume quindi che i tassi possano a questo punto solo che aumentare. Tassi + alti = maggiori rendimenti possibili dei BTP di futura emissione = minore valore dei BTP già presenti sul mercato”.

Federica Colucci

Napoletana, classe 1990, Federica Colucci è giornalista, HR e communication specialist. Già responsabile della comunicazione dell'Assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, ha come expertise i temi del lavoro, del welfare e del terzo settore. Direttore editoriale di FMag.it

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