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Fondo Impresa Femminile, si bissa col boom di domande: anche il nuovo sportello chiuso in 24h

"Oggi il tema "impresa femminile" è sempre più al centro delle agende delle istituzioni e mai come nei prossimi anni ci sarà richiesto un supplemento di impegno per saper cogliere l’importante opportunità che auspichiamo per arrivare ad un cambio del modello di sviluppo".

Anche lo sportello del Fondo Impresa Femminile, questa volta dedicato alle imprese femminili attive già da 12 mesi su tutto il territorio nazionale, ha visto un vero e proprio boom di domande: in sole 24 ore dall’apertura, sono pervenute più di ottomila adesioni, determinando l’immediata chiusura dello sportello.

Fondo Impresa Femminile, una misura sempre più richiesta

Lo stesso scenario si era verificato nella data della prima apertura dello sportello del Fondo Impresa Femminile: lo scorso mese di maggio, all’apertura dedicata alle imprese femminili di nuova costituzione, il portale è stato letteralmente preso d’assalto registrando in poche ore 4.985 domande. Che hanno, ovviamente, determinato l’esaurimento delle risorse disponibili.

Anche in questa occasione, per la parte del Fondo impresa femminile dedicata alle imprese “in rosa” già esistenti, sono terminate le risorse disponibili: come informa il Ministero allo Sviluppo Economico (MISE), nel dettaglio sono

8.095 le imprese attive da oltre un anno che hanno presentato oggi domanda per gli incentivi del Ministero dello sviluppo economico che sostengono lo sviluppo e il consolidamento delle imprese guidate da donne.

Le Regioni che hanno inviato il maggior numero di progetti sono state la Lombardia e il Lazio con rispettivamente 1176 e 978 domande. A seguire la Campania e l’Emilia Romagna con 831 e 684 richieste.

Le iniziative riguardano prevalentemente attività di commercio all’ingrosso o al dettaglio, attività manifatturiere o attività legate a servizi di alloggio e ristorazione.

Il rilevante numero di domande inviate già nel corso del primo giorno di apertura ha determinato la chiusura dello sportello che pertanto domani non verrà riaperto.

Il Fondo Impresa Femminile, insieme alla misura Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero e il Nuovo Selfiemployement fa parte della rosa di investimenti, ampiamente sostenuti dai fondi del PNRR per la creazione di imprese create o sostenute da donne. La misura del Fondo Impresa Femminile, infatti, prevedeva un plafond complessivo di 200 milioni di euro suddivisi in contributi a fondo perduto e finanziamenti a tasso agevolato.

Proprio perché rispondente agli obiettivi del PNRR e in gran parte finanziato con la prima tranche delle risorse, è logico pensare che, presto o tardi, lo sportello potrebbe essere riaperto (un po’ come è accaduto per il fondo 394 di Simest dedicato all’internazionalizzazione che ha aperto, chiuso, riaperto con modifiche… ma è tutta un’altra storia).

Inoltre, in questo momento sono in corso i colloqui di valutazione dei progetti presentati per gli incentivi in favore di imprese femminile nuove o costituite entro i 12 mesi, il cui sportello è stato chiuso lo scorso 19 maggio. Si potrebbe pensare, pertanto, che in caso di domande non valide, qualcuno possa essere ripescato in caso di esito negativo dei colloqui.

Perché è importante investire nelle imprese femminili

Le imprese femminili, quasi 1 milione e 400 mila in Italia, hanno subìto un calo di iscrizioni del 12,1% nel 2021, comunque meno peggio del -21% dell’anno precedente. E’ quanto riporta l’indagine realizzata da Terziario Donna Confcommercio, in collaborazione con il Centro Studi delle Camere di commercio “Guglielmo Tagliacarne”.

Queste imprese sono più fragili rispetto a quelle maschili (oltre il 20% chiude entro i tre anni rispetto al 16% delle imprese non femminili), hanno scarsa diversificazione produttiva, bassa internazionalizzazione e sono poco innovative, anche se le giovanili femminili fanno ben sperare. Il 39% delle imprese femminili dichiara di avere problemi con l’accesso al credito contro il 35% di quelle maschili.

Dal punto di vista territoriale, i problemi di accesso al credito riguardano soprattutto le regioni centro-meridionali dove quasi la metà delle imprese ha difficoltà ad avere finanziamenti dalle banche. Entrando nell’analisi della distribuzione delle problematiche di accesso al credito, per le imprese femminili è più elevata l’incidenza di credito non accolto (12% contro 4% delle maschili) e la quota di imprese “scoraggiate” (23% contro 20%).

Commenta Anna Lapini, presidente di Terziario Donna Confcommercio:

“Oggi il tema “impresa femminile” è sempre più al centro delle agende delle istituzioni e mai come nei prossimi anni ci sarà richiesto un supplemento di impegno per saper cogliere l’importante opportunità che auspichiamo per arrivare ad un cambio del modello di sviluppo. Cambiamento che oggi finalmente sembra avere favorevoli condizioni per realizzarsi. L’attenzione posta dal Ministero dello sviluppo economico, che ha messo a disposizione i fondi per finanziare le nuove attività intraprese dalle donne e rafforzare quelle già attive, è una buona notizia che attendevamo da tempo. Ci auguriamo che questo sia un primo passo verso un percorso di valorizzazione e promozione dell’imprenditoria femminile che rappresenta uno dei settori strategici per lo sviluppo del paese”.

In un Paese come l’Italia, che spesso stenta a riconoscere il ruolo della donna nel mondo del lavoro e ancor di più delle imprenditrici, c’è “fame” di fondi per sostenere idee di impresa al femminile. Che ben vengano, allora, iniziative di promozione imprenditoriale.

Federica Colucci

Napoletana, classe 1990, Federica Colucci è giornalista, HR e communication specialist. Già responsabile della comunicazione dell'Assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, ha come expertise i temi del lavoro, del welfare e del terzo settore. Condirettore di FMag.it

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