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Bonetti: “Nel PNRR parità di genere come leva di sviluppo: puntiamo su leadership femminile”

“Investire oggi in talenti femminili, carriere femminili e lavoro femminile è diventato un elemento di sviluppo riconosciuto per tutto il Paese", ha sottolineato la ministra Bonetti

Nelle ore in cui le dichiarazioni sulla (dis)parità di genere della celebre imprenditrice e stilista Elisabetta Franchi fanno discutere e impazzano sui tabloid (ndr, la Franchi ha ammesso di assumere solo donne over 40 perché già hanno avuto figli e non sarebbero “distratte” dai problemi familiari), il Ministro alle Pari Opportunità Elena Bonetti ha voluto spiegare non solo come affermazioni di questo tipo siano da biasimare ma cosa stia facendo il Governo sul tema della parità di genere.

“Il Governo Draghi ha da subito scelto di investire come asse prioritario della propria azione governativa e della visione anche da proporre al Paese sull’empowerment delle donne e sulla parità di genere. Lo abbiamo fatto con forza attraverso fondi del PNRR nel porre in particolare la parità di genere come una leva di sviluppo e di investimento con un effetto moltiplicativo rispetto a tutto quello che il piano mette in campo sia dal punto di vista economico, con uno stanziamento inedito di risorse che abbiamo a disposizione, ma anche con una visione progettuale che vuole profondamente rinnovare il nostro Paese“.

La parità di genere come leva di sviluppo

L’occasione è stata il convegno “Empowerment femminile: un catalizzatore della parità di genere” organizzato questa mattina a Roma da Abbott (azienda attivamente impegnata a sostenere la diversità, l’equità e l’inclusione) in collaborazione con le associazioni Healthcare businesswomen’s association (Hba) Italia e Le Contemporanee.

“Oggi quando parliamo di investimenti di imprenditoria femminile, come previsto da uno dei progetti del nostro Piano, parliamo non solo di un investimento significativo di 400 milioni di euro a sostegno dell’imprenditoria femminile, ma di un nuovo paradigma che stiamo portando avanti attraverso con corsi di formazione, di riqualificazione delle competenze, in particolare nell’ambito digitale, per permettere alle donne imprenditrici, con una attenzione al Sud Italia, di poter essere protagoniste, animare e condurre da leader anche i processi di transizione ecologica, energetica e digitale che il nostro Paese sta affrontando”, ha continuato il Ministro Bonetti.

“Investire oggi in talenti femminili, carriere femminili e lavoro femminile è diventato un elemento di sviluppo riconosciuto per tutto il Paese”, ha sottolineato la ministra Bonetti. Su cosa, allora, il Governo ha deciso di puntare?

“La certificazione per la parità di genere,. Qualche giorno fa ho firmato il decreto che istituisce formalmente la prassi Uni 125- 2022 come una prassi di riferimento che costituisce la certificazione per la parità di genere, permetterà a tutte le imprese, micro e grandi, di avere certamente benefici fiscali così come previsto dalla legge 162. Inoltre, come Governo abbiamo cambiato il codice degli appalti e introdotto un principio di primarietà nell’ambito degli appalti pubblici proprio per le imprese che otterranno questa certificazione”.

Ma non solo.

Questo si affianca alla legge del Family Act – ha aggiunto – che per la prima volta integra le politiche familiari con politiche reali di pieno raggiungimento delle pari opportunità e della condivisione dei carichi di cura nelle famiglie con la riforma dei congedi parentali, l’investimento in servizi educati (4,6 miliardi del Pnrr) ,ma anche un investimento nel mondo dell’imprenditoria per favorire l’assunzione delle donne, per favorire una continuazione di carriera e per favorire un incentivo perché la scelta a della maternità e della carriera professionale siano pienamente e concretamente integraste e integrabili”.

È una “nuova visione di Paese che stiamo interpretando e io credo che serva davvero un patto significativo tra tutte le componenti che costituiscono il nostro Paese, richiamando in particolare la visione che la Von der Leyen ha espresso: è una sfida dell’Europa, quella di cui noi oggi ci stiamo facendo carico è la sfida di un futuro che necessita della leadership femminile”, ha detto.

“Le nostre democrazie devono essere capaci non solo di dare voce non solo all’esperienza ma all’umanità delle donne ma di portare da questa voce per costruire una proposta corale per tutte e per tutti”, ha concluso.

Federica Colucci

Napoletana, classe 1990, Federica Colucci è giornalista, HR e communication specialist. Già responsabile della comunicazione dell'Assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, ha come expertise i temi del lavoro, del welfare e del terzo settore. Condirettore di FMag.it

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