Editoriale

DPI: operai, quanto vale la vostra vita?

Se non vi consegnano i DPI di legge, esigeteli. E se invece li avete nella vostra dotazione, usateli. Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail nel bimestre gennaio-febbraio 2022, sono state 121.994, in aumento del 47,6% rispetto alle 82.634 del primo bimestre del 2021 e del 26,4% rispetto alle 96.549 del periodo gennaio-febbraio 2020. Di queste, 114 hanno avuto esito mortale, in aumento del 9,6%, 10 in più rispetto alle 104 registrate nel primo bimestre del 2021 e sei in più rispetto alle 108 del periodo gennaio-febbraio 2020.

Giorno 11 febbraio 2022, palazzo di Fuoco in Viale Monza, Milano. Due tecnici ascensoristi stanno montando una cabina, messa in sicurezza in modo che a loro sembra corretto. Il cavo di sostegno, l’unico a tenere l’apparecchiatura, si spezza e i due cadono nel vuoto.

“Non indossavano le imbragature perché non stavano facendo attività pericolose”, hanno dichiarato i colleghi disperati davanti a un morto e ad un ferito grave.

Sospesi nel vuoto, in due su un tetto di una cabina agganciata ad un cavo, non è pericoloso. No.

Mi domando perché alcuni aggeggi si chiamino D.P.I. (dispositivi di protezione individuale) Anticaduta e forse dovrebbero chiederselo anche chi deve indossarli.

Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail nel bimestre gennaio-febbraio 2022, sono state 121.994, in aumento del 47,6% rispetto alle 82.634 del primo bimestre del 2021 e del 26,4% rispetto alle 96.549 del periodo gennaio-febbraio 2020. Di queste, 114 hanno avuto esito mortale, in aumento del 9,6%, 10 in più rispetto alle 104 registrate nel primo bimestre del 2021 e sei in più rispetto alle 108 del periodo gennaio-febbraio 2020 (Fonte sito INAIL – sez. Open data).

Dati veri? Sì, ma certamente sottostimati in quanto non possono, per ovvi motivi, tenere conto delle denunce non fatte per lavoratori non regolarmente assunti e delle denunce non fatte per accordi tra il lavoratore e il datore di lavoro che ha interesse a tenere basso il rischio INAIL e contenere il premio assicurativo.

Ho lavorato nel settore metalmeccanico e ora in quello dell’edilizia, entrambi caratterizzati dal cosiddetto rischio alto, dove formazione speciale e attestati per ogni lavorazione svolta sono ormai parte della vita dell’azienda e del lavoratore. Potete immaginare l’incidenza di tali costi sul bilancio aziendale, i costi che vengono definiti Oneri di Sicurezza e che vengono sì remunerati negli appalti pubblici, ma mai calcolati a dovere nei contratti con i privati.

Nella mia esperienza trentennale, svolta in una posizione prossima alla proprietà, ma vicina anche ai lavoratori, ho assistito, anche in aziende virtuose attente agli obblighi della sicurezza, sia in termini di medicina del lavoro che di formazione, a episodi non condivisibili.

Lo stesso docente del corso nel quale ho conseguito l’attestato di RLS (Responsabile per la Sicurezza dei Lavoratori) attribuiva una percentuale altissima degli infortuni sul lavoro ad imperizia, ma più spesso alla superficialità proprio del lavoratore.

Quando parlo con gli operai chiedo loro: Ma quanto vale la vostra vita?

Se non vi consegnano i DPI di legge, esigeteli. E se invece li avete nella vostra dotazione, usateli.

Nessuna esperienza professionale, anche di decine di anni spesi in cantiere, su trabattelli, impalcature, nei locali macchine a contatto con apparecchiature meccaniche ed elettriche, vicino a quadri di Alta Tensione, vi darà la certezza che non può accadere nulla.

Mina Garofalo

Mina Garofalo, napoletana, è laureata in Commercio Internazionale e Mercati Valutari ed è una professionista di lungo corso. Donna di azienda, legge e scrive per passione.

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