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Batterie, UE: una migliore gestione del ciclo di vita per la transizione verso l’economia circolare

L'Europa chiede maggiore attenzione ambientale e sociale. E la gestione delle batterie diventa cruciale anche per l'obiettivo impatto zero.

Batterie più sostenibili e più facili da sostituire, anche quelle dei nostri smartphone; standard sulla due diligence dell’intera catena produttiva; obiettivi maggiormente ambiziosi per la gestione dei rifiuti. In questi tre assets si può riassumere il giro di vite sulle batterie che l’Europa chiede ai suoi Stati membri. L’UE è pronta a negoziare con i Governi appartenenti all’Unione nuove norme per regolare l’intero ciclo di vita delle batterie, dalla progettazione alla fine vita. Durante la sessione di dibattito al Parlamento Europeo dello scorso mercoledì 9 marzo 2022, i parlamentari comunitari hanno sottolineato “il ruolo cruciale che un’opportuna gestione delle batterie potrebbe avere nella transizione verso un’economia circolare a impatto zero sull’ambiente, e nella competitività e autonomia strategica dell’UE”. Autonomia che è un tema assolutamente centrale in questo difficile momento storico.

Il testo legislativo in materia, che è stato adottato con 584 voti favorevoli, 67 contrari e 40 astensioni, dimostra ancora una volta la grande attenzione che le istituzioni comunitarie stanno dedicando all’argomento, come nel caso dei caricabatterie.

Tra le implicazioni con maggiore ripercussione per i consumatori finali (e gli operatori indipendenti), c’è sicuramente l’obbligo, entro il 2024, di progettare batterie (anche per smartphone) che siano rimovibili facilmente e in sicurezza.

“Per la prima volta nella legislazione europea – afferma a margine la relatrice, l’eurodeputata Simona Bonafè – il regolamento sulle batterie stabilisce un insieme olistico di regole per governare un intero ciclo di vita del prodotto, dalla fase di progettazione allo smaltimento”.

“Questo – spiega nel dettaglio Bonafè – crea un nuovo approccio che promuove la circolarità delle batterie e introduce nuovi standard di sostenibilità che dovrebbero diventare un punto di riferimento per l’intero mercato globale delle batterie. Le batterie sono una tecnologia chiave per promuovere la mobilità sostenibile e per lo stoccaggio di energia rinnovabile. Per raggiungere gli obiettivi del Green Deal e attrarre investimenti, i co-legislatori dovrebbero adottare rapidamente regole e scadenze chiare e ambiziose”.

Una nuova categoria di batterie per i mezzi di trasporto leggeri

Nell’auspicata “revisione dell’attuale legislazione che tenga conto degli sviluppi tecnologici” chiesta dagli europarlamentari, c’è spazio anche per la richiesta di introduzione di una nuova categoria di batterie per “mezzi di trasporto leggeri (Light Means of Transport – LMT)”, come scooter elettrici e biciclette. Anche per queste, come per quelle degli apparecchi come gli smartphone, sarà fatto obbligo entro il 2024 che siano facilmente rimovibili e, quindi, sostituibili.

Le altre misure

Gli europarlamentari chiedono “requisiti più risoluti sulla sostenibilità, il rendimento e l’etichettatura” delle batterie. Chiedono inoltre che l’industria garantisca che la catena produttiva delle batterie rispetti pienamente i diritti umani e gli obblighi di diligenza (due diligence). Così facendo, si affrontano i rischi relativi “all’approvvigionamento, alla lavorazione e al commercio delle materie prime” che, ricordano i parlamentari, spesso sono concentrati in uno o pochi Paesi. Non ultimo, nel testo vengono anche fissati i livelli minimi per la quantità di cobalto, piombo, litio e nichel che dovrebbe essere recuperata dai rifiuti e riutilizzata per nuove batterie, e degli obiettivi di raccolta più rigorosi per le batterie portatili.

Enrico Parolisi

Giornalista, addetto stampa ed esperto di comunicazione digitale, si occupa di strategie integrate di comunicazione. Insegna giornalismo e nuovi media alla Scuola di Giornalismo dell'Università Suor Orsola Benincasa. Aspirante re dei pirati nel tempo libero.

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