Innovazione

Dalla corte del ‘600 all’era Cyber: InArtNFT “salva” in blockchain il Guercino ritrovato

● “Vogliamo trasformare l'Arte in una classe di attività finanziaria e in bene rifugio per gli investimenti, grazie alla tecnologia”, Giorgio Cuneo fondatore di Artvise

“Giuseppe e la moglie di Putifarre” è l’opera del pittore barocco che sarà venduta sul marketplace di InArtNFT con un certificato di autenticità trasmesso in blockchain (Nft): è la rivoluzionaria novità della piattaforma tecnologica che intreccia insieme beni di lusso (come le automobili artigianali) e manufatti artistici con la catena del valore della blockchain, certificandoli e rendendoli sicuri.

L’ultima novità in casa InArtNFT è rappresentata dall’opera d’arte, realizzata da Giovanni Francesco Barbieri (detto Guercino) nel 1631 su commissione di Francesco I d’Este duca di Modena e di Reggio, che fu creduta dispersa per quattro secoli e oggi è proprietà di un collezionista privato che ha scelto InArtNFT come “intermediario digitale” per la vendita del dipinto, valutato 5 milioni di euro.

InArtNFT e il valore “digitale” dell’arte

Vogliamo trasformare l’Arte in una classe di attività finanziaria e in bene rifugio per gli investimenti, grazie alla tecnologia”, spiega Giorgio Cuneo fondatore di Artvise, società di consulenza e gestione di patrimoni e grandi eredità artistiche attiva a livello internazionale, con InArtNFT si pone l’obiettivo pionieristico e innovativo di creare l’“Internet del valore” in un mercato dell’arte tracciabile, sicuro e trasparente.

Il catalogo propone dipinti e sculture dal Canaletto a Beato Angelico, da Donatello al Pontormo e Della Robbia, acquistabili in criptovaluta (Binance Coin). Insieme al valore dei beni la piattaforma permette di trasferire all’acquirente anche un Nft, collegato alle singole opere e collezioni, in funzione di certificato digitale di autenticità e come documento di legittimazione a ottenere la consegna dell’opera e dei documenti originali.

L’originalità di Giuseppe e la moglie di Putifarre fu determinata, qualche tempo dopo il suo ritrovamento, attraverso le analisi chimico-stratigrafiche effettuate nel 2011 all’epoca dell’acquisizione da parte della Zanasi Foundation, nonché dai documenti relativi alle perizie elaborate dai maggiori esperti d’arte come Nicholas Turner, considerato l’erede di Sir Denis Mahon e maggior storico sul pittore ferrarese (1591-1666), uno degli artisti più rappresentativi della fase matura del barocco. L’opera sarà esposta e visitabile al Museo della Permanente di Milano da martedì 23 novembre al 6 febbraio 2022.

Guercino raffigura l’episodio della castità del giovane ebreo Giuseppe, il quale, a costo della sua libertà, resiste alle seduzioni della moglie del suo padrone egiziano, Putifarre. L’integrità di questa condotta, narrata nel libro della Genesi, fu motivo di ispirazione per numerosi artisti nel corso dei secoli, come lo stesso Dante (Inferno, XXX, 97). In fede a tale connotazione, Francesco I “volle che il dipinto illustrasse fortemente l’importanza della giustizia, la responsabilità morale e la libertà personale nelle vite dei soggetti” (Turner).

Esposto nella Sala del Trono, fu uno degli espedienti del mecenate per risollevare il morale dei cittadini, nella ricostruzione dopo la peste del 1630 e nel contesto della guerra dei Trent’anni, che lambiva i confini del ducato.

Donata a Laura Martinozzi, moglie di Alfonso IV d’Este, l’opera finì tra le mani di diverse famiglie della nobiltà umbro-marchigiana, restando pur sempre nota agli studiosi e inclusa tra le loro principali ricerche. Fino a riapparire oltre 350 anni dopo, con l’acquisizione da parte della Zanasi Foundation e il successivo ritorno nella Sala del Trono, per una mostra dedicata nel 2013.

Turner ritenne l’opera “interamente di mano del Guercino”, definendola “uno dei dipinti da galleria più strabilianti” prodotti dall’artista intorno al 1630: “Malgrado i quasi quattro secoli trascorsi, l’energia e l’esuberanza del concetto immaginativo del pittore sono rimaste pienamente intatte”.

Come acquistare l’opera

Per acquistare l’opera su InArtNFT, basterà avere un account sugli exchange di Binance o Coinbase ed effettuare il login con le credenziali del proprio cripto-wallet Metamask. Pochi secondi dopo la transazione effettuata in Binance Coin, il Non-fungible token contenente lo smart contract dell’opera comparirà nel portafoglio virtuale dell’acquirente perfezionando la compravendita, mentre il bene fisico verrà recapitato all’indirizzo indicato dall’utente, svolte le verifiche antiriciclaggio.

“La tecnologia Nft costituisce uno strumento ideale per valorizzare quei beni che in economia si definiscono ‘infungibili’ – osserva Giorgio Cuneo, cofondatore di Artvise -. Oggi l’innovazione ci offre la possibilità di fornire un nuovo standard al mondo dell’Arte, in grado di trasformare le opere da un investimento spesso percepito come rischioso, poiché basato sulla mera attribuzione, in un vero ‘asset’ class finanziario.

Ciò è tanto più vero nel caso di dipinti come il ‘Giuseppe’ del Guercino: una volta ritenuto disperso, oggi è stato attribuito e autenticato. La certificazione decentralizzata, trasparente, verificabile e non falsificabile in blockchain proposta da Artvise fornirà quindi agli investitori uno strumento per acquisire un vantaggio competitivo nel diversificare il proprio patrimonio, usufruendo nell’opera d’Arte anche di un bene rifugio capace di rivalutarsi in modo sicuro nel tempo”.

Federica Colucci

Napoletana, classe 1990, Federica Colucci è giornalista, HR e communication specialist. Già responsabile della comunicazione dell'Assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, ha come expertise i temi del lavoro, del welfare e del terzo settore. Direttore editoriale di FMag.it

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