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Artvise: con InArtNFT certificate in blockchain opere fisiche e collezioni rare

• “Vogliamo trasformare l'Arte in una classe di attività finanziaria e in bene rifugio per gli investimenti, grazie alla blockchain”, dichiara il fondatore Giorgio Cuneo

Un tempo, a certificare l’autenticità di un quadro, c’era la firma dell’artista come unico sigillo di garanzia. Al giorno d’oggi, la tecnologia riesce ad entrare anche nel campo delle opere d’arte: con InArtNFT, l’inedito servizio lanciato da Artvise, è possibile comprare e vendere token non fungibili collegati a opere d’arte fisiche e oggetti rari da collezione certificati, attraverso transazioni in criptovalute sulla piattaforma online del marketplace dedicato al Fine Art.

Artvise, società di consulenza e gestione di patrimoni e grandi eredità artistiche attiva a livello internazionale, con InArtNFT si pone l’obiettivo pionieristico e innovativo di creare l’“Internet del valore” in un mercato dell’arte tracciabile, sicuro e trasparente.

Ma di cosa stiamo parlando di preciso? I token non fungibili (non-fungible token, o NFT) è un tipo speciale di token crittografico che rappresenta qualcosa di unico; i gettoni non fungibili non sono quindi reciprocamente intercambiabili e vengono, per questo motivo, utilizzati per creare scarsità digitale verificabile ossia, in altre parole, proprietà digitale. Alcune applicazioni degli NFT esistono già nel campo dei videogame ma si stanno pian piano espandendo nella cryptoart.

Come funziona InArtNFT

Basato su tecnologia blockchain, InArtNFT permette di trasferire all’acquirente, insieme al valore dei beni, anche un certificato digitale di autenticità delle opere d’arte e delle collezioni. I dati di proprietà, provenienza e originalità di un bene artistico vengono iscritti in modo univoco e non modificabile nei Non-fungible token (Nft) elaborati su blockchain, semplificando il processo di vendita grazie all’emissione di smart contract, protocolli It automatizzati, inviati all’acquirente.

Il sistema punta così a risolvere il problema della certificazione e del percorso delle opere d’arte, nell’assoluta sicurezza e tracciabilità della procedura, rivoluzionando un mercato spesso opaco e gestito da agenti senza scrupoli che danneggiano l’intero settore.

Nato dalla collaborazione tra i fondatori di Artvise e Alessandro Brunello, imprenditore fintech, InArtNFT si configura come un intermediario digitale in grado di semplificare in pochi minuti procedure che talvolta richiedono mesi, in un mondo solitamente estraneo se non retrivo nei confronti della tecnologia.

Basterà avere un account sugli exchange di Binance o Coinbase ed effettuare il login con le credenziali del proprio cripto-wallet Metamask, per accedere a InArtNFT. Una volta effettuato l’acquisto in Binance Coin, il Non-fungible token dell’opera comparirà nel portafoglio virtuale pochi minuti dopo aver cliccato su “Compra”, mentre il bene fisico verrà recapitato all’indirizzo indicato in una settimana, svolte le verifiche antiriciclaggio.

“Come unità di dati archiviata su un registro digitale condiviso e immutabile, quale è la blockchain, un Nft certifica che un determinato asset digitale è unico e non intercambiabile o duplicabile – evidenzia Brunello -. Costituisce quindi lo strumento ideale per valorizzare proprio quei beni che in economia si definiscono ‘infungibili’, quali sono appunto le opere d’arte, il cui valore non è convenzionalmente misurabile né equiparabile nella quantità e nella qualità”.

L’applicazione dei NFT nel campo dell’arte

Il Nft si presenta come una stringa alfanumerica crittografata dalle funzioni di hash della Binance Smart Chain, a partire dall’impronta digitale della scansione dei documenti connessi all’opera, come lo storico dei certificati di proprietà, le perizie, documentazione visiva e altro materiale disponibile.

Di per sé, il token costituisce un documento di legittimazione per ottenere la consegna dell’opera e dei documenti originali, ma non rappresenta il titolo di proprietà, che resta l’oggetto della procedura di compravendita sulla piattaforma, che l’emissione del Nft perfeziona.

“Sebbene gli Nft siano già stati usati nel mondo dell’arte in connessione alle opere digitali, il marketplace di InartNFT compie un passo oltre, decisivo e storico, associandoli a oggetti reali che l’acquirente riceverà, mettendo in discussione le precedenti modalità di esercizio e trasmissione dei diritti, osserva Giorgio Cuneo, cofondatore di Artvise.

“Garantire la certezza dei dati di un’opera, rendendoli immodificabili, servirà a suggellare l’autenticazione dei documenti, spesso soggetti a falsificazione, una precondizione necessaria per trasformare l’Arte da investimento percepito come rischioso, poiché spesso basato sulla mera attribuzione, in una vera e propria classe di attività finanziaria, capace cioè di mantenere il proprio valore di investimento come un bene rifugio e di rivalutarsi in modo sicuro nel tempo”.

L’accelerazione digitale causata dalle restrizioni sanitarie adottate in tutto il mondo ha creato le condizioni per il record di vendite di sempre nel mercato dell’arte online: 12,4 miliardi di dollari, il 25% del totale nel 2020 (dal 9% dell’anno precedente), secondo l’ultimo Global Art Market Report di Art Basel e banca Ubs.

La quota del digitale è stata più alta tra gli intermediari (39%), tanto che il 67% di loro ritiene che questo canale si svilupperà ulteriormente nei prossimi cinque anni, un parere condiviso dal 94% delle maggiori case d’asta.

Il mercato dei token non fungibili è sbocciato nei primi sei mesi del 2021, con vendite per 2,5 miliardi di dollari e applicazioni in molteplici campi, mentre un anno fa valeva appena 13,7 milioni di dollari, secondo il tracker di DappRadar. Proprio il collezionismo e il mercato dell’arte rappresentano i due maggiori segmenti per valore di scambio, con il 66 per cento e il 14% rispettivamente, secondo l’ultimo report di NonFungible.com, benché gli impieghi siano finora soltanto in ambito digitale.

“Come primo cripto-marketplace dedicato a opere d’arte fisiche di elevato valore, InArtNFT è un progetto giovane ma ben posizionato per cogliere i segnali che emergono dal mercato digitale a livello globale – conclude Cuneo -. Siamo certi che il pubblico più evoluto a livello finanziario coglierà il valore del connubio dirompente fra arte e tecnologia, nella sua disintermediazione libera, decentralizzata, trasparente, tracciabile, verificabile e programmabile delle opere d’arte, accompagnate da un certificato di autenticità in blockchain, non falsificabile”

Agli investitori – conclude – forniamo uno strumento per acquisire un vantaggio competitivo nel diversificare il proprio patrimonio e rivalutarlo nel tempo. Il resto lo farà la qualità indiscussa del nostro catalogo: da Canaletto a Beato Angelico, da Donatello al Pontormo e Della Robbia, oltre a francobolli rari e realizzazioni di qualità museale di statue in marmo ed in bronzo rigorosamente Made in Italy”.

Federica Colucci

Napoletana, classe 1990, Federica Colucci è giornalista, HR e communication specialist. Già responsabile della comunicazione dell'Assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, ha come expertise i temi del lavoro, del welfare e del terzo settore. Direttore editoriale di FMag.it

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