Sociale

Assegno unico e universale, ecco le cifre che spetteranno alle famiglie nel 2022

Il Consiglio dei Ministri, riunitosi in mattinata, ha dato il via libera al decreto attuativo dell’Assegno unico e universale, la misura di welfare familiare che sostituirà gli attuali ANF (Assegno Nucleo Familiare) legati al reddito contributivo, per allargare la forbice anche a coloro che sono senza reddito.

Il Governo aveva approvato la Legge per l’Assegno unico e universale a marzo scorso, prevedendo un assegno “unico” – in sostituzione, quindi, degli ANF ma anche del bonus bebè, le detrazioni per i figli a carico e le varie misure analoghe – e universale, ossia allargato a tutta la popolazione con figli fino ai 21 anni, indipendentemente dalla posizione contributiva, prevedendo un impegno di spesa pari circa a 20 miliardi di euro per il 2022.

Non sono poche le perplessità espresse su questa misura perché, nelle intenzioni del Governo, c’è quella di dare a tutti un contributo pari a 250 euro con l’assegno unico e universale. Conti alla mano, però, risulta evidente che allargando (in modo sacrosanto) la forbice dei beneficiari, le risorse al momento a disposizione non saranno sufficienti per dare a tutti la stessa cifra, impoverendo di fatto le famiglie e minando, ancora una volta, il concetto di welfare familiare.

Altresì, le rassicurazioni del Presidente dell’INPS Pasquale Tridico risalenti agli scorsi mesi, avevano sì chiarito la compatibilità fra l’assegno unico e universale e il reddito di cittadinanza per le fasce più fragili della popolazione ma, al contempo, l’aveva definito come “non una forma di contrasto alla povertà ma uno strumento per far fronte al calo demografico”. Come se, insomma, bastasse “solo” il denaro (e non una rete di welfare familiare, politiche di inserimento lavorativo, accessibilità al diritto all’abitare e finanche le strutture scolastiche come gli asili nido comunali) per incentivare le nascite.

Perplessità a parte, ad ogni modo, nel testo del decreto attuativo che è stato approvato dal Consiglio dei Ministri, sono stati indicati gli importi e i criteri per applicare delle maggiorazioni alla somma base dell’assegno unico e universale per i figli.

“Sono molto soddisfatta ed emozionata, è un provvedimento storico a cui ho lavorato. E’ un provvedimento che, finalmente, risponde alle richieste delle famiglie italiane, che dal 1° gennaio possono fare richiesta sul sito dell’Inps, presentando un Isee. Se non si presenta un Isee o lo si ha superiore a 40mila euro si avrà l’assegno più basso, che parte da 50 euro per un figlio. E’ obbligatorio presentare domanda per ricevere l’assegno”.

Elena Bonetti, Ministro alle Pari Opportunità

L’Assegno unico e universale in cifre: quanto spetta alle famiglie

In attesa di un ulteriore decreto dell’INPS che renderà noto, con una tabella definitiva, gli importi reali che spetteranno alle famiglie con l’assegno unico e universale, è possibile fare un distinguo fra i figli minori, adolescenti e con disabilità.

Nel primo caso, quindi con figli minorenni, nel decreto è indicato un importo minimo e massimo a seconda dell’ISEE:

  • ISEE inferiore a 15.000,00€: per il figlio minorenne spetta un assegno di 175,00€;
  • ISEE superiore a 15.000,00€ ma inferiore o pari a 40.000,00€: l’importo si riduce progressivamente, fino ad arrivare a 50,00€;
  • ISEE superiore a 40.000,00€: l’importo è sempre di 50,00€.

Nel caso delle famiglie numerose, i suddetti importi valgono per i primi due figli. Dal terzo figlio, infatti, si applica una maggiorazione dell’importo che va dagli 85,00€ ai 15,00€, quindi:

  • ISEE inferiore a 15.000,00€: dal terzo figlio minorenne spetta un assegno di 260,00€;
  • ISEE superiore a 15.000,00€ ma inferiore o pari a 40.000,00€: l’importo si riduce progressivamente, fino ad arrivare a 65,00€ mensili;
  • ISEE superiore a 40.000,00€: dal terzo figlio maggiorenne spetta sempre un assegno pari a 65,00€ mensili.

Ancora, si potrebbe applicare una ulteriore maggiorazione nel caso in cui entrambi i genitori lavorano, ma non in tutti i casi:

  • ISEE inferiore a 15.000,00€: se entrambi i genitori lavorano per i primi due figli spetta un importo di 205,00€, mentre per il terzo figlio di 290,00€;
  • ISEE superiore a 15.000,00€ ma inferiore o pari a 40.000,00€: l’importo si riduce progressivamente, fino ad arrivare a 50,00€ per i primi due figli e 65,00€ per il terzo figlio, anche nel caso in cui entrambi i genitori lavorano;
  • ISEE superiore a 40.000,00€: l’importo è sempre di 50,00€ per i primi due figli e di 65,00€ per il terzo figlio, anche qualora entrambi i genitori hanno un lavoro.

Si applica poi una maggiorazione di 20,00€, indipendentemente dall’ISEE, nel caso in cui la madre abbia meno di 21 anni (non compiuti). Ad esempio, una mamma di 20 anni con due figli, riceverà:

  • ISEE inferiore ai 15.000,00€200,00€ per figlio;
  • ISEE superiore ai 15.000,00€ ma inferiore o pari a 40.000,00€: spetta un assegno mensile che va dai 200,00€ per figlio per poi ridursi progressivamente fino ad arrivare a 75,00€ mensili;
  • ISEE superiore ai 40.000,00€: l’assegno è sempre di 75,00€ per i primi due figli.

Se entrambi i genitori lavorano e la madre ha un’età inferiore ai 21 anni, gli importi saranno pari a:

  • ISEE inferiore ai 15.000,00€230,00€ per figlio;
  • ISEE superiore ai 15.000,00€ ma inferiore o pari a 40.000,00€: spetta un assegno mensile che va dai 230,00€ per figlio per poi ridursi progressivamente fino ad arrivare a 75,00€ mensili;
  • ISEE superiore ai 40.000,00€: l’assegno è sempre di 75,00€ per i primi due figli, anche se entrambi i genitori lavorano.

Infine, in aggiunta a tutte le somme appena indicate, si applica una maggiorazione forfettaria di 100,00€ alle famiglie con quattro o più figli

L’assegno unico e universale per i figli, in taluni casi, è rivolto anche a coloro che abbiano figli maggiorenni ma fino ai 21 anni se la prole:

  • frequenta un corso di formazione scolastica o professionale o un corso di laurea;
  • svolge un tirocinio o un lavoro con reddito complessivo inferiore a 8.000,00€
  • è disoccupata in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego;
  • svolge il servizio civile universale.

Per questi, la quota dell’assegno è calcolata sempre in base all’ISEE ed è pari a:

  • ISEE inferiore ai 15.000,00€85,00€ al mese;
  • ISEE superiore a 15.000,00€ e pari o superiore a 40.000,00€: l’importo si riduce fino ad arrivare a 25,00€ al mese;
  • ISEE superiore a 40.000,00€: l’assegno è sempre di 25,00€ mensili.

Assegno unico e universale per figli con disabilità

“L’assegno unico universale esprime una particolare attenzione per le disabilità. Prevede infatti, in particolare per i figli con disabilità minorenni, una maggiorazione che varia da 105 a 85 euro mensili, in base alla condizione di disabilità (non autosufficienza, grave e media), che si aggiunge ai 175 euro mensili previsti invece per tutti i figli (importo graduato in base all’Isee)”.

Ministro per le Disabilità Erika Stefan

Per coloro che hanno figli con diverse abilità ai calcoli precedenti sono riconosciute alcune maggiorazioni, non in base all’ISEE ma relativamente al grado di disabilità. In caso del minore la maggiorazione sarà:

  • 105,00€ al mese per figlio minore non autosufficiente
  • 95,00€ al mese in più in caso di disabilità grave del figlio minorenne
  • 85,00€ al mese in più per il figlio minorenne con disabilità media

Se il figlio maggiorenne ha fra i 18 e i 21 anni, la maggiorazione sarà pari a 50€ sull’importo riconosciuto in base all’ISEE. Quando il figlio disabile ha più di 21 anni, invece, l’assegno viene riconosciuto secondo i seguenti criteri:

  • ISEE inferiore ai 15.000,00€85,00€ al mese;
  • ISEE superiore a 15.000,00€ e pari o superiore a 40.000,00€: l’importo si riduce fino ad arrivare a 25,00€ al mese;
  • ISEE superiore a 40.000,00€: l’assegno è sempre di 25,00€ mensili.

Aggiornamento: il simulatore di importi sul sito INPS

Sul sito dell’INPS è stato reso disponibile il simulatore di importi dell’Assegno Unico e Universale Familiare. Il servizio permette agli interessati di simulare l’importo mensile che spetterà alle famiglie con l’assegno unico e universale: nella simulazione è possibile fare un distinguo fra i figli minori, adolescenti e con disabilità, inserendo i dati del nucleo familiare.

Federica Colucci

Napoletana, classe 1990, Federica Colucci è giornalista, HR e communication specialist. Già responsabile della comunicazione dell'Assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, ha come expertise i temi del lavoro, del welfare e del terzo settore. Direttore editoriale di FMag.it

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