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Transizione energetica, a che punto siamo? Intervista al Sen. Gianni Girotto

"Le fonti di energia rinnovabile sono le più economiche e pure le più rapide da installare, oltre ad avere il minor impatto ambientale. Inoltre, anche nella mera ipotesi di un nucleare pulito (la “fusione” nucleare), le rinnovabili sono in assoluto le più “democratiche”, nel senso che si possono installare micro, mini impianti ovunque, con spese molto contenute"

Energia rinnovabile, transizione energetica ed ecologica, aumento dei costi delle materie prime, caro – bollette, aumenti sulla benzina, Decreto Energia. Negli ultimi giorni questi temi caldi si sono susseguiti, dall’allarme per l’aumento dei prezzi di energia e carburante alla decisione del Governo di contenere gli effetti dell’aumento dei costi per famiglie e imprese.

Ma cosa sta realmente accadendo e a che punto è la transizione energetica ed ecologica in Italia? Per provare a fare chiarezza F-Mag ha intervistato il Senatore M5S Gianni Girotto, Presidente della X Commissione Permanente (Industria, Commercio, Turismo) al Senato ed esperto in temi ambientali.

Presidente, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico e del gas e che interverrà per il periodo relativo al quarto trimestre del 2021. Standard & Poor’s sostiene che sono previsti, almeno per l’Italia, aumenti in bolletta fino al 2025 rispetto al resto d’Europa (2023).  Questo perché pare sia mancata una politica seria sulla transizione verso fonti alternative. Gli italiani sono frastornati.

“Con tutto il rispetto ma non farei molto affidamento sulle previsioni di un’agenzia di rating: cosa facevano le stesse quando sino al giorno prima del fallimento che diede avvio alla tremenda crisi finanziaria 2007/2008 la Lehman Brothers era quotata tripla A, cioè il massimo della solidità? Detto questo direi che è chiaro che il mercato delle fonti fossili da una parte risente di oggettive situazioni di scompensi lungo la filiera, mentre dall’altro la speculazione ancora una volta ci mette la sua pesantissima mano, ricordo infatti a tutti che la quantità di petrolio che viene scambiata ogni giorni sui mercati virtuali è trenta volte superiore a quella che viene effettivamente venduta nel mondo reale.

Dopodiché noi del M5S è dal 2013, dal primo giorno che siamo presenti in Parlamento, che diciamo che si deve puntare appunto sulle Rinnovabili, e da fine 2018, cioè da quando siamo al governo, ci adoperiamo per questo, con l’approvazione di nuove leggi con soluzioni concrete come il Superbonus 110 e le Comunità Energetiche Rinnovabili, ma le resistenze esplicite e nascoste sono enormi, e quindi il processo è lento.

Siamo confortati dal fatto che l’Unione Europea è assolutamente d’accordo con noi, basta riascoltare le recentissime dichiarazione sia di Timmermans che della Von Der Leyen. La domanda va quindi indirizzata a quei partiti politici che hanno governato sino al 2018, ponendo in essere addirittura una norma retroattiva, che in quanto tale ha distrutto la fiducia degli operatori di mercato, insomma non si fidano più dell’Italia. Ricordiamoci viceversa che nel 2008 in Italia si installarono 8GW di impianti fotovoltaici, con prezzi che erano superiore di cinque volte rispetto agli attuali, per cui se la politica di allora avesse voluto perseguire questa strada, oggi non ci troveremmo ancora così in balia delle fossili”.

Il Ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, ha sollevato la questione di come in Italia il referendum impedisca di tornare alle “vecchie” fonti energetiche come il nucleare. Come possiamo tornare a parlare di questo argomento se non riusciamo neanche a smaltire le scorie della medicina nucleare?

“Premesso che è semplicemente inefficiente/inconcludente chiedere a Tizio di spiegare le motivazioni che hanno indotto Caio a dire una certa cosa, è stato lo stesso ministro Cingolani a chiarire il suo pensiero nelle settimane appena trascorse. In sintesi lui afferma, “se domani piovesse la manna dal cielo, vogliamo prendere in considerazione l’idea di nutrircene?”. La parola chiave dei suoi ragionamenti è il “se”… se succede una certa cosa, una cosa nuova, innovativa, rispetto allo status quo, vogliamo provare a ragionarci sopra?

Detto questo per il M5S la linea è chiara e “taglia la testa al toro”: le fonti di energia rinnovabile sono le più economiche e pure le più rapide da installare (ricordo gli 8 GW installati in un solo anno, nel 2008-2009, con prezzi che erano cinque volte più alti degli attuali…), oltre ad avere il minor impatto ambientale. Inoltre, anche nella mera ipotesi di un nucleare pulito (la “fusione” nucleare), le rinnovabili sono in assoluto le più “democratiche”, nel senso che si possono installare micro, mini impianti ovunque, con spese molto contenute, cosa che invece non si prevede affatto per le tecnologie nucleari, i costi degli impianti saranno decisamente alti e quindi gli impianti non saranno affatto “democratici” e diffusi, insomma a prezzi abbordabili”.

In che modo l’Italia può effettivamente sostenersi sotto il profilo energetico e diventare sempre più autonoma e meno dipendente dai Paesi dell’Est?

“Riallacciandomi a quanto detto nella domanda precedente, la strada maestra rimane sempre la stessa: da un lato le fonti energetiche rinnovabili, nella produzione di energia, dall’altro il perseguimento dell’efficienza energetiche cui, ricordo, l’Unione Europa dà la stessa identica importanza delle infrastrutture energetiche, e che anzi mette al primo posto, con lo slogan “Efficiency first”. Pertanto partendo da quest’ultima dobbiamo insistere su strumenti come il “Superbonus110”, che è in grado di (almeno) dimezzare il fabbisogno energetico di centinaia di migliaia di edifici, attualmente estremamente “assetati” di energia per il loro fabbisogno (sopratutto termico, cioè il riscaldamento invernale e l’acqua calda sanitaria).

Tornando alla produzione di energia, abbiamo già messo in funzione, e stiamo continuando a migliorare, l’innovativo strumento delle “Comunità Energetiche Rinnovabili”, che permette e permetterà ad esempio ai 1,2 milioni di condomini di utilizzare finalmente il loro tetto ed eventuali altri spazi comuni, per produrre energia con un impianto “condominiale” e condividerla a tutti gli appartamenti che aderiscono all’iniziativa, consentendo loro di risparmiare circa il 25% in bolletta. Ma non finisce qui, al di là che i Condomini sono solo un esempio, poiché le Comunità energetiche si possono fare “di quartiere”, “agricole”, “di borgo”, nelle zone industriali, insomma dappertutto, i vantaggi economici si trasmettono all’intera nazione, e sono vantaggi strutturali, cioè che abbassano determinate voci di spesa insite nel sistema energetico italiano, dal momento della loro installazione e per tutta la durata del loro funzionamento, che è pluridecennale.

Questi vantaggi strutturali sono il minor fabbisogno di investimenti per magliare ulteriormente la rete elettrica, la riduzione degli sbilanciamenti, e l’abbassamento del costo dell’elettricità nel mercato elettrico. E sono tutte voci “miliardarie” per quanto riguarda il valore economico assoluto.  Superfluo ricordare i benefici ambientali, così come che sole e vento sono gratis, non li importiamo nè dalla Russia nè da nessun altro Paese, e superfluo pure ricordare che ogni KW rinnovabile che installiamo contribuisce a spegnere le grandi centrali a carbone, a gas, e pure quel circa 10% di elettricità da fonte nucleare che compriamo appunto dall’estero, e come per l’installazione di tali centrali, così come per il Superbonus, si creeranno migliaia di posti di lavoro.

Da notare che tutta la politica Italiana converge sulle Comunità Energetiche Rinnovabili che, pur essendo nate da emendamenti del Movimento 5 Stelle, sono state votate poi in Italia all’unanimità”.

Tutto ci riporta alla necessità di avviare nuovi scenari energetici, tipo le comunità energetiche. Cosa impedisce oggi lo sviluppo di queste comunità su tutto il territorio nazionale?

“Solo la mancanza di conoscenza sulla sua esistenza e dei grandi vantaggi che comporta, sia per il cittadino che per le imprese! C’è naturalmente da dire che la norma è “uscita” quando la pandemia era già iniziata, tutto il Paese era ed è ancora impegnato a sopravvivere, e quindi questa innovazione, come altre cose buone che abbiamo fatto, semplicemente non è arrivata ai cittadini.

Con tutto il rispetto, ma anche i massmedia sono corresponsabili, perchè troppo spesso si fermano alle notizie “pruriginose” di cronaca, e non colgono le grandi innovazioni strutturali come quella delle Comunità Energetiche Rinnovabili, e pertanto Vi ringrazio per avermi chiesto di parlarne e per il contributo alla divulgazione che state dando”.

Federica Colucci

Napoletana, classe 1990, Federica Colucci è giornalista, HR e communication specialist. Già responsabile della comunicazione dell'Assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, ha come expertise i temi del lavoro, del welfare e del terzo settore. Direttore editoriale di FMag.it

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