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Parità di genere, Bonetti: “Basta incentivi a tempo, sì ad interventi strutturali”

"Oggi le donne pagano un elemento di disparità in ingresso e questo costo va sostenuto dalla collettività perché la parità è un valore per tutti, non solo un diritto da tutelare"

Il gender gap, o parità di genere, torna (finalmente) ad essere un tema ricorrente dell’agenda politica italiana. Ai microfoni del Sole24 Ore, il Ministro alle Pari Opportunità Elena Bonetti ha spiegato la visione strategica e di sviluppo propria del Governo Draghi (che lui stesso aveva definito, qualche mese fa, “immorale” il gender gap):

“Intendiamo superare la politica degli incentivi a tempo, per platee ristrette, e dei tanti microbonus per le donne e la genitorialità. Approveremo misure strutturali che puntino davvero a cambiare il Paese e le politiche familiari, rimuovendo gap e ostacoli”.

Elena Bonetti

La strategia nazionale per la parità di genere

Non solo, quindi, una presa di posizione ma un quadro ben chiaro sulla parità di genere intesa come obiettivo di una strategia nazionale:

“Intendiamo procedere – spiega il Ministro Bonetti – con il Family act e la Strategia nazionale per la parità di genere che riuniscono questi sforzi in un quadro unico. Il cambio di passo sarà duraturo e misurabile nel tempo attraverso indicatori certificati, così come i costi e i benefici delle politiche approvate. Il metodo è lo stesso che abbiamo adottato con l’assegno unico universale per riordinare le misure per le famiglie: oggi introdotto con una misura ponte, a gennaio diventerà stabile e riassorbirà anche le detrazioni fiscali per i figli a carico. Siamo nella fase di stesura dei decreti legislativi”.

Sebbene restino alcune perplessità – e si spera vivamente che si trasformino in misure inclusive e non escludenti, che potenzino il welfare familiari e le opportunità per le donne – la Ministra Bonetti prosegue decisa:

“Abbiamo già iniziato a distribuire i fondi per la costruzione di nuovi asili nido: oltre ai 700 milioni che abbiamo già assegnato, sono arrivati i fondi del Pnrr che verranno assegnati tramite bandi con procedure semplificate. Entro fine anno vogliamo introdurre i Livelli essenziali delle prestazioni (Lep) per gli asili nido a cui saranno ancorati gli stanziamenti. E sempre per favorire il Mezzogiorno, dove questi servizi sono particolarmente carenti, utilizzeremo i fondi disponibili per sostenere, e affiancare con competenze mirate, i piccoli Comuni nella progettazione. In parallelo stiamo lavorando alle linee guida per la Certificazione della parità di genere in azienda e quelle per gli appalti pubblici e, a breve, all’attuazione del fondo per l’imprenditorialità femminile. La manovra è in fase di costruzione ed è chiaro che ci saranno passi concreti in questa direzione”.

Misure strutturali: l’impegno del Governo

Secondo quanto riportato dal Ministro alle Pari Opportunità, quindi, sul gender gap l’impegno del Governo sarebbe strutturale e totale. Il primo passo, spiega ancora la Bonetti,è

“la riforma del Family act, che attende il voto definitivo alla Camera, e prevede già degli strumenti di fiscalità perché crediamo che la leva fiscale sia estremamente efficace per rimuovere gli ostacoli al lavoro femminile. Intendiamo introdurre una decontribuzione per le assunzioni e le sostituzioni di maternità, in modo da far risultare non più sconveniente per un’azienda assumere una donna invece che un uomo”.

E poi, cosa succederà? “A regime la misura deve diventare strutturale per tutte le lavoratrici. Oggi le donne pagano un elemento di disparità in ingresso e questo costo va sostenuto dalla collettività perché la parità è un valore per tutti, non solo un diritto da tutelare. Prevediamo poi meccanismi di premialità fiscale per le imprese che promuovono strumenti di welfare e di parità di genere e l’introduzione di voucher per i servizi educativi”.

Quanto al superamento del gender pay gap e sulla possibilità che anche l’Italia introduca una soglia, la Bonetti afferma che “la Strategia nazionale lo prevede. C’è già un provvedimento in dibattito alla Camera per la trasparenza salariale, a prima firma Chiara Gribaudo, che vede unite tutte le forze politiche della maggioranza e si affianca alla certificazione della parità di genere che promuove anche altri aspetti. Certamente si tratta di un cambio di prospettiva, un modo nuovo di affrontare le politiche del lavoro, attraverso una ricomposizione degli interessi e dei diritti. Le parti sociali e datoriali, che hanno partecipato alla stesura della Strategia dando un importante contributo, verranno coinvolte nel monitoraggio. A livello aziendale si tratta di trovare dinamiche innovative per mettere al centro la parità di genere, come strategia di investimento complessivo per lo sviluppo del mondo del lavoro. In questo senso la contrattazione di secondo livello e il dialogo con i sindacati saranno sicuramente molto utili”.

Federica Colucci

Napoletana, classe 1990, Federica Colucci è giornalista, HR e communication specialist. Già responsabile della comunicazione dell'Assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, ha come expertise i temi del lavoro, del welfare e del terzo settore. Direttore editoriale di FMag.it

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