Innovazione

Imprese, ecco il Temporary Innovation Manager per la trasformazione digitale

Si sente sempre più spesso parlare di Temporary Innovation Manager per dare una maggiore opportunità alle micro e piccole medie imprese di accedere ai benefici della trasformazione digitale. In effetti, abbandonando gli inglesismi del caso, il Temporary Innovation Manager non è altro che il manager dell’Innovazione riconosciuto dal MISE – con un albo apposito – una figura – chiave nel panorama dell’innovazione aziendale e industriale di cui abbiamo spesso parlato.

Complice la congiuntura pandemica e la crisi economica da questa derivante, però, si è ben presto compreso che non sempre per le aziende che vogliono avvicinarsi al mondo 4.0 e 5.0 è possibile inserire in organico una figura specifica – vuoi per carenze di risorse, vuoi per convinzioni o assetti imprenditoriali più “tradizionali” – ed è per questo motivo che nasce il Temporary Innovation Manager, ossia una figura manageriale temporanea, che porta avanti il progetto d’innovazione necessario.

Perché è una figura-chiave il Temporary Innovation Manager?

Un’indicazione dell’efficacia di una figura di questo tipo, se non altro, è data anche dai numerosi bandi promossi con voucher per avvicinare industria e imprese ai processi di innovazione e digitalizzazione. Ma per gli esperti del settore, il Temporary Innovation Manager – così come l’Innovation Manager – è destinato, nei prossimi anni, ad imporsi nel mercato del lavoro sempre di più. Il perché lo spiega Davide Boati, Executive Director di Hunters, divisione di Hunters Group, azienda specializzata nella ricerca e selezione di personale qualificato:

“Sebbene per molte aziende la trasformazione digitale fosse già in atto, l’ultimo anno ci ha dimostrato quanto il percorso verso l’innovazione sia tortuoso. Non dobbiamo pensare, infatti, che per essere innovativi e digitali sia sufficiente far lavorare le risorse da remoto. Servono un approccio strategico, una visione di lungo periodo e l’implementazione di nuovi modelli di business. Si tratta di un processo che richiede notevoli competenze e che, in nessun modo, si può improvvisare.

Oggi per una piccola media impresa può essere estremamente difficile assumere un professionista che possa occuparsi di un processo tanto indispensabile, quanto complicato. Scegliere un Temporary Innovation Manager, dunque, permette di soddisfare l’esigenza di avere competenze elevate, soltanto per il periodo di tempo necessario. Nell’ultimo anno, molte aziende con cui abbiamo collaborato hanno optato proprio per questa soluzione e credo che nel prossimo futuro questa tendenza continuerà ad aumentare”.

Non ci sono più scuse, quindi, per poter iniziare il processo di innovazione: la società 5.0 è alle porte e, questa volta, è meglio non farsi trovare impreparati.

Federica Colucci

Napoletana, classe 1990, Federica Colucci è giornalista, HR e communication specialist. Già responsabile della comunicazione dell'Assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, ha come expertise i temi del lavoro, del welfare e del terzo settore. Direttore editoriale di FMag.it

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