Impresa e StartupEconomia

DL Imprese, ok a rifinanziamento Nuova Sabatini e sblocco licenziamenti. Ecco perché

E’ stato approvato nella tarda serata di ieri il Decreto Legge 30 giugno 2021, n.99 recante “Misure urgenti in materia fiscale, di tutela del lavoro, dei consumato e di sostegno alle imprese” meglio noto come DL Imprese. Con questo intervento, che anticipa alcune misure contenute nella conversione in legge del Decreto Sostegni Bis (prevista per fine luglio), il DL Imprese va ad impattare su due ambiti principali: il lavoro e le imprese.

Gli effetti del DL Imprese sui licenziamenti

Il primo effetto del DL Imprese concerne lo sblocco dei licenziamenti: nonostante sia stato annunciato come “grande successo” l’accordo ottenuto dal Governo con le parti sociali, forse non è stato notato che il citato accordo tutela solo alcune tipologie e categorie di lavoratori. Nel dettaglio, l’intesa riguarda i dipendenti del settore tessile – moda – calzaturiero (e i comparti a questi collegati), che sicuramente rappresenta un tessuto produttivo largamente diffuso nella rete delle PMI italiane, lasciando però fuori tutte le altre categorie che da oggi potrebbero essere licenziate. Si poteva fare diversamente, si poteva fare di più? Non possiamo saperlo.

Aprendo una parentesi per poi introdurre il DL Imprese, tutto questo accade perché, se si legge l’accordo con i sindacati, il Governo “raccomanda” – azione che non ha alcun valore di obbligo da un punto di vista legale – di non procedere a licenziamenti, ma di utilizzare una nuova cassa integrazione straordinaria della durata di 13 settimane in attesa della più ampia riforma degli ammortizzatori sociali promessa dal Ministro Orlando entro questa scadenza. Si, probabilmente siamo di fronte all’ennesimo paradosso tutto italiano, sulla pelle di chi la crisi la vive da diversi mesi e non ne vede il termine.

Altra postilla del sopracitato accordo è il blocco dei licenziamenti relativo a tutti i tavoli di crisi-lavoro che siano regionali o nazionali: per fare un esempio, sulla vertenza Whirlpool di Napoli o la Jabil di Marcianise (ne potremmo citare a iosa) questo accordo produce nel breve periodo effetti positivi, rimandando in qualche modo un destino che sembra ormai ineluttabile. Su tutte le altre aziende che non hanno numeri da vertenza sindacale, chiaramente, no. Dopotutto, “piuttosto che niente è meglio piuttosto” recita un antico detto milanese.

Tanto quanto premesso per spiegare la cornice semantica e sociale in cui si inserisce il DL Imprese: con l’articolo 4, infatti, si prevede lo sblocco dei licenziamenti per l’industria manifatturiera ed edilizia e per quanti si trovino in una condizione di mancata produttività. Resta sempre valida la possibilità di ricorrere ad una nuova CIG straordinaria, della durata di 13 settimane (fino al 31 dicembre 2021)

nel limite massimo di spesa pari a 185,4 milioni di euro per l’anno 2021. L’INPS provvede al monitoraggio del limite di spesa di cui al presente comma. Qualora dal predetto monitoraggio emerga che è stato raggiunto anche in via prospettica il limite di spesa, l’INPS non prende in considerazione ulteriori domande.

DL IMPRESE, art. 4, comma 6 (dalla Gazzetta Ufficiale)

Chiaramente, chi ricorrerà alla CIG straordinaria ha l’espresso divieto di procedere ai licenziamenti. Inoltre, riguardo ai settori esclusi dallo sblocco (tavoli di trattative sindacali comprese) è prevista un’ulteriore proroga fino al 31 ottobre del divieto di licenziare e l’erogazione di ulteriori settimane di cassa COVID gratuita.

Il rifinanziamento della Nuova Sabatini

Il DL Imprese prevede, all’articolo 5, il rifinanziamento e la semplificazione della misura Nuova Sabatini, ormai “a secco” da un mese. La misura, lo ricordiamo, permette alle startup, alle micro e piccole – medie imprese di accedere a finanziamenti e a contributi a tasso agevolato (anche con leasing finanziario) per investire in macchinari innovativi, beni strumentali d’impresa, nuove attrezzature, impianti, parti hardware e software e tecnologie digitali del filone d’industria 4.0. 

Nel DL Imprese l’incentivo viene rifinanziato con 600 milioni, di cui 300 milioni di euro per il 2021, a cui si aggiungono ulteriori 300 milioni che saranno finanziati con la prossima legge di assestamento di bilancio per l’anno 2021, il cui disegno di legge è stato approvato sempre il 30 giugno dal Consiglio dei Ministri.

1. Al fine di accelerare i processi di erogazione dei contributi agli investimenti produttivi delle micro, piccole e medie imprese previsti dall’articolo 2, comma 4, del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, il Ministero dello sviluppo economico, con riferimento alle domande di agevolazione presentate in data antecedente al 1° gennaio 2021 per le quali sia stata gia’ erogata in favore delle imprese beneficiarie almeno la prima quota di contributo, procede, secondo criteri cronologici, nei limiti delle risorse autorizzate dal comma 2, ad erogare le successive quote di contributo spettanti in un’unica soluzione, anche se non espressamente richieste dalle imprese beneficiarie, previo positivo esito delle verifiche amministrative propedeutiche al pagamento.
2. Per le necessita’ derivanti dal comma 1 e al fine di assicurare continuita’ alle misure di sostegno agli investimenti produttivi delle micro, piccole e medie imprese attuate ai sensi dell’articolo 2 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, l’autorizzazione di spesa di cui al comma 8 del medesimo articolo 2 e’ integrata di 425 milioni di euro per l’anno 2021, cui si provvede ai sensi dell’articolo 7.

art 5 DL Imprese (dalla Gazzetta Ufficiale)

Non resta che aspettare l’apertura ufficiale dello sportello per poter procedere con le nuove domande di finanziamento.

Federica Colucci

Napoletana, classe 1990, Federica Colucci è giornalista, HR e communication specialist. Già responsabile della comunicazione dell'Assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, ha come expertise i temi del lavoro, del welfare e del terzo settore. Direttore editoriale di FMag.it

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