Società

Passaporto vaccinale, quando arriva la soluzione per tornare a viaggiare?

Impazza il dibattito sul passaporto vaccinale: ma che cos'è e quando arriva la soluzione che renderà accessibili i viaggi?

Il passaporto vaccinale è ormai realtà. Dagli Stati Uniti all’Europa, passando per la Russia, ovunque nel mondo si sta studiando un modo per tornare ad essere globalizzati e favorire, in piena sicurezza, gli spostamenti da un Paese all’altro.

Non sono mancate in questi mesi le proposte alternative, come le sperimentazioni sul turismo contactless, lo sviluppo di approcci alternativi e di “comunità”, fino ad arrivare alle app che tutelano sia il cliente che il gestore di strutture ricettive come quella di BeSafe Rate, oppure i decaloghi UE con principi uguali per tutti i Paesi membri per viaggiare in sicurezza. Ma questi che sembrano essere granelli di sabbia nel deserto non possono bastare: per sconfiggere il Coronavirus e tornare a viaggiare in sicurezza, è necessario adottare soluzioni trasversali e soprattutto condivise a livello mondiale.

La necessità di rilanciare il turismo

Il punto focale è questo: dopo oltre 12 mesi di pandemia, non si può più pensare di vivere ancora in emergenza, perché per sua natura è qualcosa di limitato nel tempo. Una precisazione qui è dovuta: dobbiamo tutti sempre attenerci alle regole di distanziamento, prevenzione e profilassi sanitaria. Ma la terza ondata che ha colpito tutti i Paesi sta dimostrando che la pandemia da Coronavirus non si risolverà tanto in fretta, trasformandosi ormai in condizione endemica della vita così come la conosciamo. In altre parole, per ancora un po’ di tempo dobbiamo continuare a convivere con questo virus tremendo e imparare a gestire la situazione, che non può protrarsi ancora negli stop&go che tamponano, ma non risolvono.

E mentre il piano vaccini procede a ritmi più o meno spediti a seconda di dove si vive, si leva forte l’allarme sul turismo, perché un altro stop rischia veramente di essere fatale per il settore che solo in Italia vale il 13% del PIL, come denuncia Federalberghi. Ancora, secondo il report dell’ISTAT sul movimento turistico in Italia, nei primi nove mesi del 2020 si è registrato un calo complessivo del 68%, corrispondente a circa 74 milioni di incassi in meno. Una situazione non proprio rosea, se si pensa alle migliaia di persone che lavorano nel settore e nell’indotto relativo.

Le stime dell’Organizzazione mondiale del Turismo dell’Onu, inoltre, indicano un calo del 60% del turismo internazionale e tra 840 e 1000 miliardi di euro di perdite per l’industria mondiale dei viaggi. Nel territorio europeo è stata stimata una riduzione tra il 60% e il 90% delle prenotazioni rispetto a periodi analoghi degli anni precedenti, con una perdita stimata di 6 milioni di posti di lavoro. A soffrirne sono tutti gli operatori della filiera turistica, che hanno ridotto dall’85% al 90% il loro fatturato nel 2020 (dati Commissione Europea).

Nel contesto di incertezza attuale, per mettere in sicurezza l’estate 2021 e dare una spinta all’economia nazionale dei Paesi si sta lavorando collettivamente in direzione del passaporto vaccinale, sperando che sia la strada giusta per tornare a vivere un po’ di normalità.

Cos’è il passaporto vaccinale

Quando parliamo di passaporto vaccinale stiamo parlando di una card (al pari del codice fiscale, probabilmente) che verranno consegnate a tutti i cittadini che si sono già vaccinati. Il punto di partenza è proprio questo: il commissario europeo Thierry Breton nei giorni scorsi ha ammonito gli Stati membri affinché accelerino sulla campagna di vaccinazione, velocizzando i tempi della distribuzione e della somministrazione, per raggiungere l’immunità di gregge prevista – secondo le stime UE – attorno alla metà del prossimo luglio.

Il passaporto vaccinale sarà, quindi, un documento cartaceo o digitale a seconda della Nazione che attesta l’avvenuta vaccinazione del cittadino contro la Covid. Secondo le prime notizie, si potrà richiedere in modo volontario e i Paesi UE dovrebbero essere pronti entro il 15 giugno nel completare le operazioni burocratiche e amministrative. Il passaporto vaccinale avrà un codice QR che riporterà i dati sanitari del cittadino e la tipologia di vaccino somministrato: con questo documento, sarà possibile prendere aerei, treni, partecipare ad eventi “di massa” come concerti e manifestazioni sportive e culturali.

[il passaporto vaccinale] “sarà uno strumento per una riapertura ordinata, soprattutto una certificazione delle persone che possiamo considerare fuori pericolo e meno pericolose”

David Sassoli, presidente del Parlamento europeo

Restano ancora da chiarire autorizzazioni e validità del passaporto vaccinale: secondo quanto riporta Euronews, “fonti di Bruxelles rivelano che la proposta sarà valida solamente per le vaccinazioni approvate dall’Ema. Ciò potrebbe potenzialmente significare che centinaia di migliaia di cittadini dell’UE vaccinati con vaccini russi o cinesi saranno esclusi dalla possibilità di viaggiare. Il certificato dell’UE dimostrerà lo stato di salute del cittadino: se è stato vaccinato, se è guarito dalla malattia o risultato negativo a un test molecolare. Solo in queste condizioni potrà essere libero di viaggiare”.

Altre fonti sostengono che il passaporto vaccinale potrebbe riguardare “non solo vaccinati, ma anche persone che si sono sottoposte al test Covid con esito negativo e coloro che hanno potranno ottenere il pass verde per gli spostamenti in Europa“.

Negli Stati Uniti, invece, il Washington Post citando alcune fonti rivela che “il passaporto vaccinale sarà gratuito e disponibile sotto forma di app per il cellulare. Chi non ha uno smartphone potrà invece stampare il documento. Si tratterà sostanzialmente di una app, messa a punto con aziende private, che offrirà agli utilizzatori un codice a barre facilmente scannerizzabile per cercare di tornare alla normalità in estate, come promesso da Joe Biden.

In Russia, il presidente Vladimir Putin ha indicato ai responsabili politici di “prendere in considerazione il rilascio di certificati alle persone che verranno vaccinate contro le infezioni da Covid-19 utilizzando vaccini russi (…) allo scopo di consentire ai cittadini di viaggiare attraverso il confini della Federazione Russa e quelli di altri Paesi “.

Le sollecitazioni italiane

Mentre a livello europeo si prendono decisioni, anche in Italia impazza il dibattito su iniziative che vadano oltre – o che rappresentino l’alternativa – rispetto al passaporto vaccinale, come le app. A Capri, ad esempio, Fedelabergatori sta promuovendo un’applicazione per tracciare gli ospiti dell’isola azzurra del Golfo di Napoli, prevedendo testi antigenici a tariffe convenzionate e un piano di ricoveri con l’ASL locale per eventuali quarantene.

La Ragione Campania si dichiara pronta ad inviare oltre 4 milioni di card ai soggetti vaccinati. La Regione Lazio si muove già in direzione di un attestato di certificazione per coloro che hanno ricevuto la seconda dose. In Sardegna, invece, si prevede di richiedere il test molecolare negativo in alternativa al certificato di vaccinazione.

Lo sguardo, però, inevitabilmente si allarga verso i nostri cugini mediterranei. Il passaporto vaccinale sembra non essere l’unica strada per accedere al turismo e ai divertimenti: è di questi giorni la notizia che in Spagna, a Barcellona, 5.000 persone con mascherina FFP2 hanno partecipato a un concerto, quasi come accadeva prima della pandemia. Prima dello spettacolo sono stati tutti sottoposti a un test antigenico e solo sei persone sono state impossibilitate a partecipare all’evento.

Chissà se la combinazione di queste iniziative possa dare a tutti la possibilità di viaggiare in sicurezza.

Federica Colucci

Napoletana, classe 1990, Federica Colucci è giornalista, HR e communication specialist. Già responsabile della comunicazione dell'Assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, ha come expertise i temi del lavoro, del welfare e del terzo settore. Direttore editoriale di FMag.it

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