Economia

Le riforme possibili contro l’inflazione: come risparmiare 900 euro a famiglia

“Lo studio si concentra su alcuni possibili interventi ‘a costo zero’ (o quasi) attraverso cui il governo può sostenere famiglie e imprese mitigando l’inflazione. Si tratta, in gran parte, di riforme ‘dal lato dell’offerta’, finalizzate ad aumentare l’offerta di alcuni prodotti e la concorrenza nei mercati, facendo un uso limitato della spesa pubblica e, al massimo, riducendo in modo strutturale la pressione fiscale”.

Si può combattere l’inflazione e permettere risparmio alle famiglie di circa 900 euro l’anno. Uno studio dell’Istituto Bruno Leoni, firmato da Giacomo Da Ros e Carlo Stagnaro suggerisce una serie di riforme che potrebbero determinare risparmi consistenti, pari a circa 900 euro all’anno per la famiglia media nei settori dell’energia, del trasporto pubblico locale, negli stili di vita e nella spesa farmaceutica.

Le riforme contro l’inflazione

Lo studio, intitolato “Modeste proposte contro l’inflazione: misure a costo zero (o quasi) su energia, trasporto pubblico, stili di vita e farmacie” mostra come una maggiore concorrenza o una razionalizzazione dell’imposizione fiscale possano contribuire a significativi risparmi sul bilancio familiare. In particolare, i temi presi in considerazione sono l’energia (elettricità, gas e carburanti), il trasporto pubblico locale, gli stili di vita (bevande alcoliche, prodotti a base di nicotina e soft drink) e la spesa farmaceutica privata.

Le riforme suggerite vanno quasi sempre nella direzione di una maggiore concorrenza: il superamento dei regimi di tutela per l’energia elettrica e gas, l’eliminazione dei vincoli all’apertura di nuove stazioni di rifornimento (in particolare presso i supermercati), la liberalizzazione dei farmaci di fascia C e l’affidamento tramite gara dei servizi di trasporto pubblico locale oltre al rafforzamento della concorrenza nel trasporto su medio-lunga percorrenza (ferroviario e bus).

In altri casi, gli autori propongono una razionalizzazione del sistema tributario (per esempio allineando l’imposizione fiscale su benzina e gasolio a un valore intermedio tra le attuali accise quando verranno superati gli sconti temporaneamente in vigore) e invitano a evitare di introdurre nuove tasse o di aumentare quelle esistenti (come nel caso dei prodotti a base di nicotina, della plastic tax e della sugar tax).

“Gli effetti dell’inflazione sulle spese delle famiglie sono quasi immediati e molto significativi”, scrivono Da Ros e Stagnaro. “Lo studio si concentra su alcuni possibili interventi ‘a costo zero’ (o quasi) attraverso cui il governo può sostenere famiglie e imprese mitigando l’inflazione. Si tratta, in gran parte, di riforme ‘dal lato dell’offerta’, finalizzate ad aumentare l’offerta di alcuni prodotti e la concorrenza nei mercati, facendo un uso limitato della spesa pubblica e, al massimo, riducendo in modo strutturale la pressione fiscale”.

Lo studio nasce da un progetto coordinato da Epicenter, il network dei think tank europei per il libero mercato, e che confluirà in un unico volume con contributi da parte di altre organizzazioni europee. In precedenza IBL ha già pubblicato un rapporto sulle scelte politiche che aggravano l’inflazione in Italia edito in inglese – assieme ad altri lavori dedicati ad altri paesi europei – nel volume collettaneo Out of Pocket. How governments fuelled the cost of living crisis.

Finora lo strumento principale con cui abbiamo cercato di affrontare l’inflazione è la spesa pubblica: ma questo” – spiega Carlo Stagnaro, direttore studi e ricerche dell’Istituto Bruno Leoni – “rischia di cancellare i segnali di prezzo (come nel caso dell’energia), aggravando i problemi, e comunque rischia di avere un impatto enorme sui conti pubblici. Al contrario è necessario intervenire con riforme che aumentino l’offerta dei prodotti e migliorino l’efficienza dei mercati, aggredendo rendite che – se mai sono state giustificabili – oggi certo si sono fatte insostenibili”.

Redazione

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