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Crisi Gas, Europa: “Taglio totale Russia scenario probabile”. Pronti a ridurre consumi estivi del 15%

Il nuovo regolamento fisserebbe l'obiettivo per tutti gli Stati membri di ridurre la domanda di gas del 15% tra il 1 agosto 2022 e il 31 marzo 2023, dando alla Commissione la possibilità di dichiarare, previa consultazione degli Stati membri, un' "allerta dell'Unione" sulla sicurezza dell'approvvigionamento, imponendo un'obbligatoria riduzione della domanda di gas su tutti gli Stati membri.

L’Europa si dice pronta ad affrontare la sempre più probabile crisi del gas che colpirà i Paesi membri nei prossimi mesi. Non è una novità, infatti, che la Russia stia utilizzando le forniture di gas all’Europa come strumento nello scacchiere degli equilibri geopolitici internazionali: quello che mette, oggi, i Paesi europei ancora più in allerta è la percettibile riduzione del 40% dei quantitativi erogati, giustificati da Gazprom – il fornitore di gas Russo all’Europa – con un guasto ad una turbina che impedirebbe il corretto funzionamento del Nord Stream, il gasdotto tra Russia ed Europa.

E, sebbene il Presidente Putin nella giornata di ieri abbia dichiarato che “Gazprom è pronta a pompare tutto il gas necessario” e che “Gazprom ha sempre adempiuto e intende adempiere a tutti i suoi obblighi”, è palese che l’Unione Europea non può stare ferma a guardare e farsi travolgere da una possibile crisi.

Lo scenario Europeo di emergenza sul gas

Ad oggi, i Paesi Europei nel loro complesso importano dalla Russia circa 150 miliardi di metri cubi di gas naturale per anno. Un quantitativo importante, fondamentale per molti Paesi, sebbene si stiano stringendo accordi con altri fornitori per tamponare la situazione e cercare di ribellarsi al possibile scacco matto della Russia.

Ma andiamo con ordine: lo scenario che profila l’Unione Europea sulla possibile quanto probabile emergenza gas che i Paesi membri potrebbero vivere a partire dai prossimi mesi è “basato sullo scenario peggiore possibile“, cioè il taglio totale delle forniture di gas naturale dalla Russia. Lo ha spiegato nella giornata di ieri il portavoce capo della Commissione Europea Eric Mamer, durante il briefing con la stampa a Bruxelles, alla vigilia della presentazione del Piano Europeo sul Gas presentato oggi.

Prima di addentrarci sui dettagli del piano, occorre considerare il quadro complessivo attuale: già dall’imperversa del conflitto fra Russia e Ucraina l’Europa ha varato il piano RepowerEu che prevede alcune misure per ridurre di almeno due terzi il quantitativo di gas importato dalla Russia già a partire dalla fine di quest’anno. Il Piano RepowerEu prevede, quindi, una serie di misure che riguardano il risparmio e l’efficienza energetica, la diversificazione degli approvvigionamenti, la sostituzione dei combustibili fossili con le fonti rinnovabili (con un forte focus sul solare e sull’eolico) e combinando investimenti e riforme.

Anche Marmer ha ricordato che una delle strategie già adottate è la diversificazione delle fonti di approvvigionamento del gas, ma risulta evidente che non può bastare: “Lavoriamo su tutti gli scenari possibili e uno degli scenari è che i flussi non ripartano” attraverso il gasdotto Nord Stream, dopo la pausa tecnica imposta da Gazprom per lavori di manutenzione.

Occorre, allora, agire in fretta per tagliare il “cordone ombelicale” che lega l’Europa alla Russia sulla fornitura di gas e agire oggi per salvare il domani: sul primo punto si è espresso il portavoce per l’Energia Tim McPhie, ricordando che nella prima metà del 2022 le consegne di Gnl (gas naturale liquefatto) dagli Usa all’Unione Europea sono ammontate a circa 30 miliardi di metri cubi, contro 22 miliardi di metri cubi in tutto il 2021. Le importazioni di Gnl dagli Usa ammontano ormai al 46% delle importazioni complessive di Gnl. Nel 2021, invece, l’Unione Europea ha importato dalla Russia circa 155 mld di metri cubi di gas naturale, pari al 43% circa delle importazioni totali di gas. 

Risparmia energia per un inverno sicuro: perché agire adesso

Solo poche ore fa la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha presentato in conferenza stampa a Bruxelles il piano per risparmiare gas in vista del prossimo inverno. La notizia corre veloce sui social e nelle agenzie di stampa, ma perché è così necessario agire adesso?

Attualmente – ha spiegato la Presidente von der Leyen – abbiamo undici Stati membri che hanno dichiarato lo stato di preallerta e uno Stato ha dichiarato lo stato di allerta, ma sappiamo che dobbiamo prepararci per altro. Dobbiamo affrontare la questione della sicurezza energetica a livello europeo: dobbiamo essere proattivi e prepararci per una potenziale totale interruzione delle forniture di gas dalla Russia. E’ uno scenario probabile. Sappiamo che la Russia sta tentando in modo calcolato di metterci pressione riducendo la fornitura di gas, quindi è uno scenario probabile un taglio completo del gas russo, che colpirebbe l’intera Ue”. 

“Una crisi del gas nel mercato unico – continua – colpirà ogni singolo Paese membro dell’Ue. Abbiamo imparato la lezione della pandemia: sappiamo che in tempi di crisi la frammentazione è il nostro peggior nemico e che, se agiamo uniti, possiamo affrontare qualsiasi tipo di crisi. Siamo molto più forti della mera somma dei 27 Paesi. Sappiamo che c’è molto in gioco: il benessere dei nostri cittadini, i posti di lavoro, la nostra economia. Se agiamo insieme, possiamo superare le difficoltà”.

Cosa prevede il Piano Europeo sul gas?

La Commissione Europea ha quindi proposto oggi un nuovo strumento legislativo e un piano europeo di riduzione della domanda di gas, per ridurre il consumo di gas in Europa del 15% fino alla prossima primavera. Parliamo del Save Gas for a Safe Winter, per il quale tutti i consumatori, le pubbliche amministrazioni, le famiglie, i proprietari di edifici pubblici, i fornitori di energia elettrica e l’industria possono e devono adottare misure per risparmiare gas.

L‘energia risparmiata in estate è energia disponibile per l’inverno.

“Agire ora ridurrà l’impatto negativo sul PIL, evitando azioni non pianificate in una situazione di crisi in un secondo momento. I primi passi hanno anche esteso gli sforzi nel tempo, alleviano le preoccupazioni del mercato e la volatilità dei prezzi e consentono una migliore progettazione di misure mirate ed economicamente vantaggiose per proteggere l’industria” spiega la Commissione.

Il nuovo regolamento fisserebbe l’obiettivo per tutti gli Stati membri di ridurre la domanda di gas del 15% tra il 1 agosto 2022 e il 31 marzo 2023, dando alla Commissione la possibilità di dichiarare, previa consultazione degli Stati membri, un’ “allerta dell’Unione” sulla sicurezza dell’approvvigionamento, imponendo un’obbligatoria riduzione della domanda di gas su tutti gli Stati membri.

Per aiutare gli Stati membri a realizzare le necessarie riduzioni della domanda, la Commissione Europea ha inoltre adottato un piano europeo di riduzione della domanda di gas che stabilisce misure, principi e criteri per una riduzione coordinata della domanda:

  • Prima di prendere in considerazione le riduzioni, gli Stati membri dovrebbero esaurire tutte le possibilità di sostituzione del carburante, i regimi di risparmio non obbligatori e le fonti di energia alternative. 
  • Ove possibile, dovrebbe essere data la priorità al passaggio alle energie rinnovabili oa opzioni più pulite, a minore intensità di carbonio o inquinanti.
  • Un altro importante pilastro del risparmio energetico è la riduzione del riscaldamento e del raffrescamento, soprattutto negli edifici pubblici.

Il piano di riduzione della domanda di gas aiuterà inoltre gli Stati membri a identificare e dare priorità , all’interno dei loro gruppi di consumatori “non protetti”, ai clienti o agli impianti più critici sulla base di considerazioni economiche generali e dei seguenti criteri:

  •  Criticità per la società – settori quali salute, alimentazione, sicurezza, sicurezza, raffinerie e difesa, nonché fornitura di servizi ambientali;
  • Catene di approvvigionamento transfrontaliere : settori o industrie che forniscono beni e servizi essenziali per il buon funzionamento delle catene di approvvigionamento dell’UE;
  • Danni agli impianti – per evitare che non possano riprendere la produzione senza notevoli ritardi, riparazioni, approvazione normativa e costi;
  • Possibilità di riduzione del gas e sostituzione di prodotti/componenti : la misura in cui le industrie possono passare a componenti/prodotti importati e la misura in cui la domanda di prodotti o componenti può essere soddisfatta attraverso le importazioni.

Federica Colucci

Napoletana, classe 1990, Federica Colucci è giornalista, HR e communication specialist. Già responsabile della comunicazione dell'Assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, ha come expertise i temi del lavoro, del welfare e del terzo settore. Condirettore di FMag.it

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