Economia

Riforma degli incentivi alle imprese, ok dal Governo: cosa cambierà

L'impegno del Governo sulla riforma degli incentivi è quello di avviare una approfondita ricognizione del sistema dei bonus e delle misure per le imprese per dare all'Italia uno sviluppo coerente con i bisogni economici del Paese. Occorrerà aspettare per vedere i frutti di questo lavoro.

Sulla riforma degli incentivi alle imprese è arrivato, nella serata di ieri, il formale “via libera” dal Consiglio dei Ministri: il disegno di legge appena approvato, infatti, introduce una delega al Governo per la definizione di un sistema strutturato, chiaro e maggiormente fruibile per quanto concerne bonus e misure per le aziende.

In altre parole, la riforma degli incentivi ha l’obiettivo di efficientare e incrementare gli investimenti rivolti alle imprese, rendendo da un lato l’accesso più semplice e meno burocratizzato e dall’altro più congruenti le linee di supporto alla crescita industriale del tessuto produttivo del Paese.

Cosa succederà con la riforma degli incentivi?

Fra gli obiettivi della riforma degli incentivi – che al momento è nella stesura di un disegno di legge, quindi potrà essere emendata e modificata – le soluzioni attuative sulle quali si lavorerà nel prossimo futuro sono:

  1. il migliore governo della politica industriale;
  2. il coordinamento e la razionalizzazione degli aiuti rispetto alle finalità incentivanti; 
  3. la massima semplificazione, uniformità e conoscibilità del sistema degli incentivi.

Entro 12 mesi dall’entrata in vigore del disegno di legge il governo dovrà adottare uno o più decreti legislativi per l’attuazione della riforma che punta anche ad aumentare l’efficacia degli interventi agevolativi per le imprese del Mezzogiorno.

Secondo quanto comunica il Governo, poi,

Il principio della concentrazione e del coordinamento delle misure ha l’obiettivo di ridurre la frammentazione del sostegno pubblico, velocizzare la compensazione delle risorse finanziarie in ragione della relativa domanda, evitare la duplicazione e la sovrapposizione tra interventi indirizzati allo stesso target di riferimento. 

I decreti delegati istituiranno una Cabina di regia al fine di garantire l’integrale e coerente attuazione della nuova disciplina, di individuare eventuali ulteriori fabbisogni di intervento, compreso il coordinamento dinamico tra strumenti di incentivazione nazionali e regionali, nonché di verifica delle peculiari esigenze delle misure destinate al Mezzogiorno rispetto all’impianto incentivante nazionale.

Non a caso, infatti, un passo in avanti è già stato fatto in questo senso: a partire dal prossimo due giugno sarà attiva la piattaforma dedicata che permetterà a cittadini e imprese di conoscere e orientarsi in merito alle misure che il Governo ha varato “per la crescita e lo sviluppo del sistema produttivo italiano”. Sul portale, inoltre, saranno sempre aggiornate la normativa e la modulistica funzionali alla presentazione delle domande.

La domanda da porre in questo momento, dopo i due anni di congiuntura pandemica che hanno visto l’avvicendarsi di misure e bonus, dopo il massiccio utilizzo dei fondi REACT EU e adesso del PNRR è: sarà una riforma degli incentivi strutturale o solo formale? Le imprese, in altri termini, ne trarranno un reale beneficio o diventerà un (ennesimo) contenitore che riassume tutte le iniziative messe in campo (che pure potrebbe essere utile data la frammentazione esistente)?

Si riuscirà a rendere questo Paese maggiormente attrattivo per gli investimenti economici e si studieranno in modo mirato i target di riferimento?

La posizione del Governo

Secondo i proponenti, i Ministri Giancarlo Giorgetti (Sviluppo Economico) e Mara Carfagna (Sud e Coesione Sociale) la riforma degli incentivi

rappresenta un concreto passaggio per una vera semplificazione nel mondo degli incentivi spesso inaccessibili per troppa burocrazia” – dichiara Giorgetti – “Semplificazione, coordinamento e uniformità […] Uno strumento al servizio delle imprese e degli imprenditori che vogliono sviluppare un’idea e far crescere i loro progetti”.

Dal canto suo, il Ministro per il Sud spiega che

“Il nostro farraginoso sistema degli incentivi alle imprese sarà profondamente revisionato, semplificato e organizzato in modo che ogni singolo imprenditore possa accedere con facilità alle misure a cui ha diritto ‘sulla carta’ ma che spesso risultano impraticabili nella realtà”.

“Abbiamo affrontato un problema storico della nostra politica industriale – prosegue Carfagna – e cioè un sistema di incentivi al tempo stesso più ‘povero’ ed enormemente più complesso dello standard europeo, fondato su centinaia di micro-misure disomogenee di difficile accesso. Al Sud, in particolare, le agevolazioni concesse dallo Stato ‘valgono’ circa il 30 per cento del totale ma non hanno avuto effetti significativi sulla riduzione dei divari produttivi”.

L‘impegno del Governo sulla riforma degli incentivi è quello di avviare una approfondita ricognizione del sistema dei bonus e delle misure per le imprese per dare all’Italia uno sviluppo coerente con i bisogni economici del Paese. Occorrerà aspettare per vedere i frutti di questo lavoro.

Federica Colucci

Napoletana, classe 1990, Federica Colucci è giornalista, HR e communication specialist. Già responsabile della comunicazione dell'Assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, ha come expertise i temi del lavoro, del welfare e del terzo settore. Condirettore di FMag.it

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