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Amalfi prima città del sud Italia a candidarsi al GIAHS della FAO

La città un tempo Repubblica marinara potrebbe essere la prima realtà meridionale a vedere "il suo paesaggio" iscritto all'elenco GIAHS, che individua gli agrosistemi gestiti in modo tradizionale in cui l'uomo è ormai intrecciato alla natura nella sua crescita.

Sostenibilità della produzione agroalimentare; mantenimento della biodiversità, delle conoscenze e delle tecnologie in uso nel sito; conservazione della vocazione culturale e della memoria storica; salvaguardia del valore paesaggistico: in questi obiettivi si riassume la linea che intende prendere il Comune di Amalfi per preservare i suoi classici limoneti, vigneti e terrazzamenti che ne contraddistinguono immagine e panorami. Nelle azioni che conducono a tali scopi, individuate in un dossier a cura dell’Università di Roma 3, si riassume la candidatura della città un tempo Repubblica marinara e della sua costa al GIAHS (Globally Important Agricultural Hertitage System) della FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura).

Un atto non solo formale, quello dell’iter avviato dall’amministrazione amalfitana: da un lato è innovativo (Amalfi è la prima città del sud Italia a candidarsi al GIAHS) e dall’altro indispensabile per guardare a un futuro diverso cristallizzando un presente sicuramente caratterizzante del comune campano, della sua unicità e della morfologia del suo territorio.

Il GIAHS

L’elenco Globally Important Agricultural Hertitage System (GIAHS) nasce con l’obiettivo di individuare e preservare agro-ecosistemi contraddistinti e intrecciati alla comunità che li vive. Gli agro-sistemi GIAHS sono “sistemi resilienti” caratterizzati da “una notevole agrobiodiversità, conoscenze tradizionali, culture e paesaggi inestimabili” gestiti in modo tradizionale e sostenibile da agricoltori, pastori, pescatori e abitanti delle zone boschive “in modi che contribuiscono al loro sostentamento e alla sicurezza alimentare”.

“Un GIAHS – si spiega sul sito web – è un sistema vivente e in evoluzione di comunità umane in una relazione intricata con il loro territorio, paesaggio culturale o agricolo o biofisico e ambiente sociale più ampio”. Una definizione quindi più specifica rispetto a quello del paesaggio protetto.

“Gli esseri umani e le loro attività di sostentamento – continua – si sono continuamente adattati alle potenzialità e ai vincoli dell’ambiente e hanno anche plasmato il paesaggio e l’ambiente biologico in gradi diversi. Ciò ha portato a un accumulo di esperienze nel corso delle generazioni, a una gamma e profondità crescenti dei loro sistemi di conoscenza e in generale, ma non necessariamente, a una gamma complessa e diversificata di attività di sostentamento, spesso strettamente integrate”.

Attraverso il programma GIAHS, la FAO ha individuato e avviato azioni di tutela in 60 siti in tutto il mondo. In questo elenco, che comprende paesi e paesaggi dalla Tanzania al Giappone, dall’Indonesia al Messico, ora Amalfi si candida ad entrare e come aprifila per il sud Italia. I “Limoneti, Vigneti e Boschi nel territorio del Comune di Amalfi” sono del resto già stati iscritti, dal 26 ottobre del 2018, al “Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali d’interesse storico” dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo. Se la candidatura andasse a buon fine, Amalfi andrebbe ad aggiungersi ai “paesaggi” italiani finora in elenco: i vigneti di Soave e gli uliveti tra Assisi e Spoleto. Con tre siti designati, l’Italia sarebba a un passo dalla Spagna, capofila in Europa di questa particolare classifica, con ben 4 siti in GIAHS.

La candidatura di Amalfi al GIAHS e l’action plan

La candidatura di Amalfi e della sua costa al GIAHS è “tesa – si legge in una nota stampa – alla tutela del paesaggio e alla salvaguardia del patrimonio agricolo secolare, in nuova visione che integri la società umana e l’ambiente, secondo gli obiettivi di sviluppo sostenibile”.

“I nostri terrazzamenti – sottolinea il primo cittadino della città campana, Daniele Milano – sono un’esperienza unica da preservare. Il riconoscimento internazionale GIAHS mira a dare visibilità al nostro modello di agricoltura tradizionale, che affonda le sue radici in secoli di storia, essenziale per la conservazione dell’ambiente naturale e per la mitigazione del dissesto idrogeologico. Standard di certificazione e tracciabilità, ma anche la possibilità sviluppare attività di ricerca, nell’approccio alla dimensione dinamica di produttività prevista dalla FAO, che non esclude la possibilità di introdurre pratiche o tecnologie innovative, purchè sostenibili e rispettose del sistema stesso”.

“Sono quattro – spiega la consigliera delegata all’Agricoltura Antonietta Amatruda – gli asset strategici delineati dal programma GIAHS: migliorare le condizioni economiche delle comunità rurali, promuovere l’uso di pratiche ecologiche sostenibili, preservare la diversità bioculturale e migliorare la qualità della vita delle zone rurali. Sulla base di questi indicatori, si sviluppa l’Action Plan presentato nelle scorse settimane in Regione Campania, realizzato con una metodologia partecipativa che ha visto il coinvolgimento della comunità rurale di Amalfi, dei principali attori istituzionali del sistema agricolo della Costiera Amalfitana, e ancora di istituzioni, governo regionale, Comune di Amalfi, Consorzi e OP di pertinenza, Associazioni e Cooperative”. Un iter complesso per arrivare al Dossier di candidatura ufficiale, che è stato inviato  al “Dipartimento delle politiche europee e internazionali e dello sviluppo rurale” del Mipaaf, passaggio obbligato per la candidatura alla FAO. Il prossimo passo sarà quello di istituire un Comitato Promotore in costiera.

Enrico Parolisi

Giornalista, addetto stampa ed esperto di comunicazione digitale, si occupa di strategie integrate di comunicazione. Insegna giornalismo e nuovi media alla Scuola di Giornalismo dell'Università Suor Orsola Benincasa. Aspirante re dei pirati nel tempo libero.

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