Impresa e Startup

Contratti di Sviluppo, dall’11 aprile al via le domande: disponibili 3,1mld

Più di tre miliardi di euro destinati agli investimenti nelle filiere industriali strategiche e innovative: sono i Contratti di Sviluppo, misura del Ministero dello Sviluppo Economico recentemente modificata, volta a rafforzare gli investimenti, anche in ricerca e innovazione, sulle principali filiere della transizione ecologica, favorendo anche i processi di riconversione industriale con la costruzione di Gigafactory per realizzare batterie e pannelli fotovoltaici e per l’eolico.

Sostenere gli investimenti produttivi in questa fase – sottolinea il Ministro Giancarlo Giorgetti – “risponde non solo alla necessità di gestire l’impatto economico e sociale della transizione digitale e green ma anche gli effetti del conflitto in Ucraina sulle nostre filiere industriali. Dobbiamo pertanto accelerare su tutte quelle misure pensate per rafforzare la competitività delle imprese, in particolare quelle del settore manifatturiero, assicurando così all’Italia e alla Ue l’autonomia strategica”.

Come funzionano i Contratti di Sviluppo

Al sostegno di investimenti nelle filiere produttive strategiche sono destinati 750 milioni di euro per favorire progetti legati alla digitalizzazione, all’innovazione e competitività del made in Italy nei settori: automotive, agroindustria, design, moda e arredo, microelettronica e semiconduttori, metallo ed elettromeccanica, chimica e farmaceutica. Di queste risorse almeno il 40% agevolerà progetti da realizzare nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Un miliardo di euro è invece dedicato al rafforzamento degli investimenti sulle principali filiere della transizione ecologica, incentivando programmi di ricerca e innovazione nonché i processi di riconversione industriale attraverso la costruzione di Gigafactory nel settore delle batterie, a cui verranno destinati 500 milioni della dotazione finanziaria, mentre per le tecnologie dei pannelli fotovoltaici e per l’industria eolica saranno rispettivamente destinati 400 milioni e 100 milioni.

Le agevolazioni dei Contratti di Sviluppo sono concesse nelle seguenti forme, anche in combinazione tra loro:

  • finanziamento agevolato, nei limiti del 75% delle spese ammissibili
  • contributo in conto interessi
  • contributo in conto impianti
  • contributo diretto alla spesa

L’entità delle agevolazioni, nel rispetto dei limiti delle vigenti norme in materia di aiuti di Stato, è determinata sulla base della tipologia di progetto, dalla localizzazione dell’iniziativa e dalla dimensione di impresa, fermo restando che l’ammontare e la forma dei contributi concedibili vengono definiti nell’ambito della fase di negoziazione.

Ma, finalmente, si ha una data di partenza: i due bandi previsti al momento, quello sulle filiere industriali e quello per batterie e rinnovabili, si apriranno alle ore 12,00 del prossimo 11 aprile 2022 attraverso il portale di Invitalia.

Saranno invece pubblicati prossimamente i bandi per la costruzione di autobus elettrici a cui sono destinati ulteriori 300 milioni di euro. Obiettivo del Mise è di favorire la creazione di una filiera autonoma in Italia che non si limiti al solo assemblaggio.

Contratti di Sviluppo, i bandi

I Contratti di Sviluppo, annuncia il MISE, sono

“uno strumento fondamentale che crea sviluppo e occupazione e noi intendiamo metterlo a disposizione di tutti gli imprenditori che vogliono utilizzarli per un nuovo percorso di crescita. Abbiamo inoltre chiesto alla ministra Carfagna di anticipare e sbloccare ulteriori fondi per i Contratti di sviluppo per renderli immediatamente disponibili e far partire più velocemente altri progetti al Sud.

Al netto delle successive modifiche ed integrazioni, per la normativa attualmente in vigore (con decreto del Ministro dello sviluppo economico del 9 dicembre 2014 e s.m.i.), che è valevole per il periodo di programmazione 2014-2020, i Contratti di Sviluppo consentono la finanziabilità di:

  • programmi di sviluppo industriali, compresi i programmi riguardanti l’attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli;
  • programmi di sviluppo per la tutela dell’ambiente;
  • programmi di sviluppo di attività turistiche che possono comprendere, per un importo non superiore al 20% degli investimenti complessivi da realizzare, programmi destinati allo sviluppo delle attività commerciali.

Nell’ambito dei programmi elencati, i Contratti di Sviluppo possono finanziare programmi di ricerca, sviluppo e innovazione nonché opere infrastrutturali nei limiti previsti dalla normativa di attuazione.

L’elemento innovativo dei nuovi Contratti di Sviluppo è la clausola occupazionale: per le imprese destinatarie della misura, nel caso di un incremento occupazionale delle loro attività, si applica l’impegno ad assumere in via prioritaria i percettori di interventi di sostegno al reddito, disoccupati a seguito di procedure di licenziamento collettivo e lavoratori di aziende coinvolte in tavoli di crisi attivi presso il Ministero.

Per maggiori informazioni sui bandi disponibili, si consiglia di visionare la pagina web dedicata.

I progetti d’investimento che verranno finanziati dal Mise dovranno comunque rafforzare le imprese appartenenti alle filiere strategiche, aumentando la produttività, l’autonomia strategica e l’occupazione. Oltre alle risorse del Pnrr lo strumento dei Contratti di sviluppo potrà contare sul rifinanziamento stabilito dalla legge di Bilancio per gli anni dal 2022 al 2026, pari a una dotazione complessiva di 1,37 miliardi di euro.

Redazione

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