Economia

Il 2021 difficile dell’automotive: -23,5 percento di immatricolazioni rispetto al pre-pandemia

"Quello dell’automotive resta uno stato di crisi inascoltato che mette in pericolo l’occupazione di decine di migliaia di addetti", dichiara il presidente di Federmotorizzazione

Nel 2019 le immatricolazioni d’auto in Italia erano quasi due milioni, per la precisione 1.928.197; nel 2021 invece sono 1.475.393. Parliamo di una flessione di quasi un quarto, più precisamente del 23,5 percento. Quello appena trascorso, insomma, non è assolutamente da considerarsi come l’anno della ripartenza per il settore automotive; al contrario, può essere considerato ancora un anno con il freno a mano tirato.

Si pensi, a tal proposito, che anche nei confronti del 2020 dei lockdown (le attività del settore hanno chiuso almeno un mese e mezzo) e dell’inizio della pandemia la situazione è solo leggermente migliorata: rispetto al milione e 475mila auto del 2021 nel 2020 sono state immatricolate poco più di un milione e 394mila auto.

“Quello dell’automotive – spiega il presidente di Federmotorizzazione Confcommercio Simonpaolo Buongiardino – resta uno stato di crisi inascoltato che mette in pericolo l’occupazione di decine di migliaia di addetti, con molti operatori a rischio di chiusura”. Il comparto dell’automotive vale attualmente circa il 5% del Pil e del gettito fiscale e conta globalmente oltre 430mila addetti, agenti inclusi, e quasi 126mila aziende interessati da questa complessa flessione.

Automotive, il problema non è solo il Covid

Guai, però, ad attribuire tutti i mali del settore automotive italiano alla sola situazione pandemica. Buongiardino, ad esempio, ricorda che “si stanno pagando anche le difficoltà dovute alla carenza e all’aumento di costo di alcune materie prime come i semiconduttori” che dilatano i tempi di attesa per la consegna dei veicoli, mediamente già a tre mesi.

“All’unisono con le altre componenti associative del comparto automotive – aggiunge – abbiamo più volte invocato iniziative concrete di pianificazione strutturale degli incentivi per non rimanere sempre il fanalino di coda nell’evoluzione del parco circolante (ancora 10,5 milioni di veicoli ante euro 4) con tutto ciò che ne consegue non solo per l’ambiente”.

In effetti, c’è del vero nel leggere i dati diffusi in queste ore proprio dalla Federmotorizzazione agli organi di stampa: le auto ibride elettriche hanno quasi pareggiato per numero di immatricolazioni nel 2021 le auto a benzina (la differenza è di poco meno di 10mila unità, per la precisione 428mila circa contro 438mila circa) mentre le auto elettriche, sebbene con una quota di mercato ancora residuale (67.542 immatricolazioni che rappresentano all’incirca il 4,6 percento del mercato) registrano un +538 percento rispetto alla rilevazione precedente. Bene anche l’ecobonus, ma non basta per gli addetti ai lavori.

L’Italia è pronta per la tecnologia elettrica nell’automotive?

La transizione energetica, secondo il presidente di Federmotorizzazione, si scontra anche con una “realtà oggi acuita dalla carenza di energia e dal caro-bollette” che “sta facendo riflettere sulla sostenibilità di questa visione, in particolare in termini di costi, disponibilità di energia e infrastrutture”. Per la mobilità, secondo Buongiardino, sarebbe “più conveniente e sostenibile utilizzare la tecnologia già disponibile che azzera o quasi le emissioni dei motori più evoluti ed incentivare la ricerca di carburanti sempre più puliti e biocompatibili”.

“D’altra parte – prosegue Buongiardino – lo stato attuale della tecnologia elettrica non consente di soddisfare le utenze ad alta percorrenza e le attuali caratteristiche delle batterie saranno oggetto di grandi innovazioni: diventeranno molto più leggere, economiche ed efficienti e questo crea una prospettiva di attesa che scoraggia ulteriormente l’acquisto”.

“Al Governo – conclude Buongiardino – chiediamo perciò un bagno di realismo stanziando incentivi incentrati sulle basse emissioni senza la pregiudiziale della trazione elettrica. Questo fino al consolidamento della tecnologia che parifichi la trazione elettrica a quella endotermica in termini di costi, prestazioni, infrastrutture e disponibilità di energia”.

Enrico Parolisi

Giornalista, addetto stampa ed esperto di comunicazione digitale, si occupa di strategie integrate di comunicazione. Insegna giornalismo e nuovi media alla Scuola di Giornalismo dell'Università Suor Orsola Benincasa. Aspirante re dei pirati nel tempo libero.

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