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Casalinghe e lavoro domestico: conoscete l’assicurazione obbligatoria dell’INAIL?

Non tutti sono a conoscenza dell'assicurazione obbligatoria dell'INAIL per gli infortuni domestici: non solo per casalinghe, casalinghi e lavoratori domestici ma anche per studenti fuori sede, lavoratori stagionali, pensionati e chi si dedica alla cura della casa in modo abituale

Il lavoro di casalinghe, casalinghi e in generale quello domestico comporta numerosi rischi, spesso sottovalutati per la ripetitività delle azioni: salire sulla scala, arrampicarsi sui mobili, utilizzare solventi, accendere il gas e così via. Per questo motivo, per il secondo anno parte la campagna di prevenzione degli incidenti domestici dell’INAIL #Perunavoltapensoame’, volta a promuovere l’assicurazione di cui non tutti sono a conoscenza.

L’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni domestici per le casalinghe, i casalinghi e i lavoratori domestici si può rinnovare nel 2022 con versamento del premio annuale di 24 euro entro il 31 gennaio.

Perché assicurare casalinghe, casalinghi e chi lavora in casa

Secondo l’INAIL,

sono tenuti ad assicurarsi tutti coloro che hanno un’età compresa tra i 18 e i 67 anni, che si occupano in maniera abituale, esclusiva e gratuita dei lavori in casa rivolti alla cura dei componenti del nucleo familiare e dell’ambiente in cui dimorano.

In caso di prima iscrizione, il premio di 24 euro va versato nel momento in cui ricorrono i presupposti dell’obbligo assicurativo e la copertura decorre dal giorno successivo al pagamento. Il modulo della domanda d’iscrizione si trova sui servizi on line del sito Inail dedicati all’assicurazione.

Chi ha un reddito personale complessivo lordo fino a 4.648,11 euro annui, o fa parte di un nucleo familiare il cui reddito complessivo lordo non supera i 9.296,22 euro annui, è esonerato dal pagamento del premio e dovrà semplicemente presentare un’autocertificazione utilizzando i servizi telematici dell’Istituto.

L’INAIL infatti parla di assicurazione obbligatoria per casalinghe, casalinghi e lavoratori domestici: ma quanti ne sono a conoscenza e hanno sottoscritto la misura? Non è un dato reperibile al momento. La polizza assicurativa contro gli infortuni domestici, infatti, offre una tutela assicurativa a chi svolge, un’attività rivolta alla cura dei componenti della famiglia e dell’ambiente in cui dimorano, in modo abituale, gratuito ed esclusivo.

Ma quel che è certo è che occorre impegnarsi ancora affinché la cura della casa e dei propri familiari sia considerata un’attività al pari di quelle svolte in altri ambiti lavorativi, come prevede la legge 493 del 1999, che riconosce il valore sociale, ma anche economico, del lavoro svolto da casalinghe e casalinghi.

Infatti, come sottolineato dal presidente dell’Inail, Franco Bettoni, “si tratta di un’opportunità estremamente importante e di un modo per riconoscere il valore del lavoro domestico, che è altrettanto dignitoso di quello svolto fuori casa e, purtroppo, non privo di rischi”. Secondo le stime più recenti dell’Istat, ogni anno in Italia si verificano più di tre milioni di incidenti in casa, con un numero di persone coinvolte che supera la quota di tre milioni e mezzo, tra cui circa 600mila casalinghe.

Per proteggersi non è mai troppo tardi – aggiunge Bettoni – ed è per questo che riteniamo necessaria una costante informazione per far conoscere il più possibile le misure previste dall’assicurazione obbligatoria. Un’efficace opera di divulgazione, infatti, può accrescere la consapevolezza sui rischi più frequenti e sui comportamenti da adottare per prevenirli non solo delle casalinghe, ma anche di studenti fuori sede, pensionati, lavoratori stagionali, a tempo determinato o in cassa integrazione, che possono sottoscrivere la polizza se si dedicano alla cura della casa e della famiglia in modo esclusivo, abituale e gratuito”.

I numeri dell’assicurazione

Sempre secondo quanto riporta l’INAIL, già a partire dal 2006 l’assicurazione è stata estesa anche ai casi di infortunio mortale mentre la soglia di invalidità riconosciuta per gli infortuni occorsi a partire dal 1° gennaio 2007 è stata abbassata dal 33% al 27%.

Dal 1° gennaio 2019 è stata innalzata l’età per la tutela assicurativa da 65 anni a 67 anni, è stato abbassato il grado di inabilità permanente necessario per la costituzione della rendita dal 27% al 16%; sono stati previsti la corresponsione della prestazione una tantum per i gradi di inabilità accertata compresi tra il 6% e il 15% e il riconoscimento dell’assegno per l’assistenza personale continuativa ai titolari di rendita con specifiche menomazioni (t.u. n. 1124 del 1965), è stato elevato a 10mila euro l’assegno una tantum riservato ai superstiti in caso di infortunio mortale.

Chi possiede i requisiti di legge ma non paga l’assicurazione, è soggetto ad una sanzione da parte dell’Inail, graduata in relazione al periodo di trasgressione e per un importo non superiore, comunque, all’equivalente del premio (24,00 euro).

Redazione

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