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Riforma Fiscale 2021, approvata la legge: cosa cambierà per cittadini e imprese

Approvata la legge-delega sulla riforma fiscale: l'obiettivo è stimolare la crescita economica razionalizzando imposte e carico fiscale

Come avevamo anticipato nella giornata di ieri, è stata approvata la legge delega che fissa i principi della Riforma Fiscale tanto attesa. Nella conferenza stampa tenuta dal Premier Mario Draghi e dal Ministro all’Economia e alle Finanze Daniele Franco sono stati illustrati i principi che verranno poi attuati, con un programma di dieci articoli.

Sarà poi compito del Governo emanare, entro 18 mesi dall’entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi di attuazione.

In generale, comunque, sono quattro i principi cardine che guidano la riforma:

lo stimolo alla crescita economica attraverso una maggiore efficienza della struttura delle imposte e la riduzione del carico fiscale sui fattori di produzione;

la razionalizzazione e semplificazione del sistema anche attraverso la riduzione degli adempimenti e l’eliminazione dei micro-tributi;

la progressività del sistema, che va preservata, seguendo i dettami della Costituzione che richiamano un principio generale di giustizia e di equità;

il contrasto all’evasione e all’elusione fiscale.

Consiglio dei Ministri

La Riforma Fiscale, così come il NADEF, è elaborata in una generale ottica di politica economica di tipo espansionistica che ha come priorità il consolidamento della crescita e della produttività.

IRPEF, Aliquote, IVA e IRES: cosa cambia con la Riforma Fiscale

Una volta fissati i principi cardine su cui si basa la Riforma Fiscale, andiamo a sciorinarne i punti approvati.

In primis, la riforma fiscale rivoluzionerà l’IRPEF con l’obiettivo di “ridurre gradualmente le aliquote medie effettive derivante dall’applicazione dell’imposta anche al fine di incentivare l’offerta di lavoro e la partecipazione al mondo del lavoro, con particolare riferimento ai giovani e ai secondi percettori di reddito, nonché l’attività imprenditoriale e l’emersione degli imponibili”.

Cosa accadrà, quindi? La Riforma Fiscale andrà ad agire in due modi: completando il sistema duale e quindi la distinzione tra redditi da capitale e redditi da lavoro; riducendo le aliquote effettive che si applicano ai redditi da lavoro.

Sulle aliquote, infatti, il Governo vorrebbe “ridurre gradualmente le variazioni eccessive delle aliquote marginali effettive derivanti dall’applicazione dell’Irpef”, comprendendo “il riordino delle deduzioni dalla base imponibile e delle detrazioni dall’imposta lorda sul reddito delle persone fisiche”.

Il Governo vorrebbe ottenere anche “un’armonizzazione dei regimi di tassazione del risparmio, tenendo conto dell’obiettivo di contenere gli spazi di elusione dell’imposta”: come anticipato, le indicazioni vanno in direzione della “riduzione dell’aliquota media effettiva con particolare riferimento ai contribuenti nella fascia di reddito 28.000-55.000 euro; e della modifica della “dinamica delle aliquote marginali effettive, eliminando le discontinuità più brusche”.

Nel dettaglio, dal Consiglio dei Ministri informano che per i redditi da capitale è prevista la tassazione proporzionale, tendenzialmente con un’aliquota uguale per tutti i redditi da capitale, ma con gradualità. L’obiettivo è quello di razionalizzare l’attuale sistema e rendere più efficiente il mercato dei capitali.

Per i redditi da lavoro è prevista la riduzione delle aliquote effettive medie e marginali dell’Irpef, con l’obiettivo di incentivare l’offerta di lavoro, in particolare nelle classi di reddito dove si concentrano i secondi percettori di reddito e i giovani.

La riforma fiscale prevede anche la revisione delle deduzioni dalla base imponibile e delle detrazioni dall’imposta (cioè delle cosiddette spese fiscali), che dovrà basarsi su una valutazione attenta dell’equità e dell’efficienza dei diversi interventi. 

Anche per la tassazione d’impresa (IRES), con il testo approvato della riforma fiscale si lavorerà in direzione dell’approccio duale. Quindi “nel processo di attuazione della delega si potrà modificare la struttura delle imposte (aliquote e basi imponibili) a carico delle imprese in modo da allinearla a quella tendenzialmente e gradualmente omogena prevista per la tassazione di tutti i redditi da capitale”.

All’interno di questo contesto, in ogni caso gli interventi potranno anche favorire la semplificazione dell’IRES, con l’obiettivo di ridurre gli adempimenti a carico delle imprese e razionalizzare l’intero processo.

Coerentemente con le azioni appena elencate, anche per l‘IVA l’obiettivo della riforma fiscale è quello di “razionalizzare la struttura dell’imposta sul valore aggiunto con particolare riferimento al numero e ai livelli delle aliquote e alla distribuzione delle basi imponibili tra le diverse aliquote allo scopo di semplificare la gestione e l’applicazione dell’imposta, contrastare l‘erosione e l’evasione, aumentare il grado di efficienza in coerenza con la disciplina europea armonizzata dell’imposta”.

Catasto, mercato immobiliare, imposte e riscossioni

Spostando il focus sul catasto, sul mercato immobiliare, sulle imposte e sulle riscossioni sono previste ulteriori novità. Chiariamo subito che una riforma del catasto ci sarà, ma non sarà tributaria (almeno per il momento):

È prevista l’introduzione di modifiche normative e operative dirette ad assicurare l’emersione di immobili e terreni non accatastati.

Si prevede, inoltre, l’avvio di una procedura che conduca a integrare le informazioni sui fabbricati attualmente presenti nel Catasto, attraverso la rilevazione per ciascuna unità immobiliare del relativo valore patrimoniale, in base, ove possibile, ai valori normali espressi dal mercato e introducendo meccanismi di adeguamento periodico.

Questo intervento non ha tuttavia alcun impatto tributario.

Le nuove informazioni non saranno rese disponibili prima del 1° gennaio 2026 e intendono fornire una fotografia aggiornata della situazione catastale italiana.

Gli estimi catastali, le rendite e i valori patrimoniali per la determinazione delle imposte rimangono quelli attuali.

Le nuove informazioni raccolte non avranno pertanto alcuna valenza nella determinazione né delle imposte né dei redditi rilevanti per le prestazioni sociali.

Consiglio dei Ministri

Venendo al capitolo relativo alle imposte, il testo della riforma fiscale prevede la sostituzione delle addizionali regionali e comunali all’Irpef con delle rispettive sovraimposte. Il nuovo sistema potrà essere disegnato al fine di garantire comunque che nel loro complesso Regioni e Comuni abbiano un gettito equivalente. Si prevede la revisione dell’attuale riparto tra Stato e comuni del gettito dei tributi sugli immobili destinati a uso produttivo, al fine, tra l’altro, di rendere l’IMU un’imposta pienamente comunale.

Per il contribuente, in estrema sintesi, non cambierà nulla.

Infine, la riforma fiscale prevede il superamento della duplicazione di enti fra Agenzia delle Entrate e Agenzia delle Entrate – Riscossione: l’obiettivo resta comunque quello di eliminare “duplicazioni” organizzative, logistiche e funzionali, affidandosi anche in maggior misura agli apparati tecnologici.

La riforma fiscale, pertanto, interverrà per riformare il sistema della riscossione superando l’attuale sistema che vede una separazione tra il titolare della funzione di riscossione (Agenzia delle Entrate) e il soggetto incaricato dello svolgimento dell’attività (Agenzia delle Entrate-Riscossione).

Federica Colucci

Napoletana, classe 1990, Federica Colucci è giornalista, HR e communication specialist. Già responsabile della comunicazione dell'Assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, ha come expertise i temi del lavoro, del welfare e del terzo settore. Direttore editoriale di FMag.it

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