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Riforma fiscale, cosa cambia: le novità in arrivo su IVA, IRPEF, immobili e tasse

Si prospettano numerose le novità in arrivo, elaborate una generale ottica di politica economica di tipo espansionistica che ha come priorità il consolidamento della crescita e della produttività.

In attesa della conferenza stampa fissata per le ore 16,00 di oggi, è arrivato in Consiglio dei Ministri il testo della legge delega sulla Riforma fiscale elaborato sulla base del documento conclusivo delle Commissioni Finanze Camera e Senato “Indagine conoscitiva sulla riforma dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e altri aspetti del sistema tributario” approvato il 30 giugno scorso.

Si prospettano numerose le novità in arrivo, elaborate una generale ottica di politica economica di tipo espansionistica che ha come priorità il consolidamento della crescita e della produttività. In altre parole, la direzione presa non è improntata su tagli alla spesa e tasse, ma al contrario iniezioni economiche costanti (come prevede il Nadef).

Cosa cambierà, quindi, con la Riforma fiscale? In attesa di leggere il testo che verrà approvato alla fine del Consiglio dei Ministri, è possibile prevedere alcune novità che riguarderanno principalmente la revisione delle aliquote IRPEF, il sistema catastale (richiesto soprattutto dall’Unione Europea), l’abolizione dell’IRAP per le imprese piccole e medio piccole e una nuova modulazione delle aliquote IVA.

Riforma fiscale, le principali novità

Una delle principali novità della Riforma Fiscale sarà la revisione delle aliquote IRPEF: stando al testo dell’indagine conoscitiva, la riforma fiscale dovrebbe ridurre il gap dell’aliquota per i redditi da 28mila e 55mila euro (che attualmente sono tassati al 38%). Per lo scaglione precedente, quello dei redditi fino a 27mila euro, dovrebbe restare l’IPERF al 27%.

Nel testo, infatti, si legge che le indicazioni vanno in direzione della “riduzione dell’aliquota media effettiva con particolare riferimento ai contribuenti nella fascia di reddito 28.000-55.000 euro; e della modifica della “dinamica delle aliquote marginali effettive, eliminando le discontinuità più brusche”.

Non dovrebbe essere, però, l’unico intervento della Riforma fiscale: fra le proposte vi è anche quella di prevedere un sistema di aliquota continua per i redditi medi annesso ad un intervento sulla no tax area, dando il via così ad una deduzione fiscale de facto. Sulla stessa linea, l’ipotesi di una razionalizzazione effettiva delle detrazioni fiscali, in particolari per ridurne la numerosità e semplificare l’intero sistema.

Entra in gioco (o almeno sembra) anche l’esperienza del cashback: potrebbe essere previsto un nuovo sistema di premialità che, su base volontaria, in caso di pagamenti con carta di credito, bancomat o moneta elettronica trasforma le detrazioni fiscali in spese riconosciute sull’anno corrente, quindi senza rimandarne il riconoscimento alla dichiarazione dei redditi.

Nella Riforma fiscale viene dato ampio spazio all’intervento sulle aliquote IVA: sebbene l’intenzione sia quella di riequilibrare il sistema di tassazione dei beni e dei servizi, questo potrebbe tradursi in un aumento per alcuni beni.

Un intervento importante, indicato dal Nadef, sono i 6 miliardi disponibili per contrastare l’evasione fiscale.

Ancora, nella Riforma fiscale dovrebbe trovare spazio anche la rateizzazione del secondo acconto delle imposte sui redditi per le partite IVA: secondo il documento, è stato proposto un meccanismo di rateizzazione che possa prevedere il versamento del saldo e del primo acconto in sei rate mensili di uguale importo da luglio a dicembre dello stesso anno; il versamento del secondo acconto o in un’unica soluzione entro il 31 gennaio dell’anno seguente o in sei rate mensili di pari importo da gennaio a giugno dell’anno seguente.

Per il regime forfettario, invece, si fa strada l’ipotesi di introdurre una tassazione agevolata per le partite IVA che superino i 65.000 euro di ricavi e compensi.

Infine, ultimo ma non meno importante, l’ipotesi di abolire l’IRAP per le piccole imprese e la proposta di assorbimento nell’IRES per le società medio-grandi.

Nella Riforma fiscale resta ancora da sciogliere il nodo della riforma del catasto: l’Unione Europea ha chiesto all’Italia di adeguare il parametro (attualmente fra i più bassi d’Europa), ma al contempo il Governo Draghi ha assicurato che non intende aumentare le tasse.

Resta quindi da attendere l’approvazione della legge delega sulla Riforma fiscale che ridisegnerà i confini del sistema e aprirà la strada ai primi provvedimenti attuativi.

Federica Colucci

Napoletana, classe 1990, Federica Colucci è giornalista, HR e communication specialist. Già responsabile della comunicazione dell'Assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, ha come expertise i temi del lavoro, del welfare e del terzo settore. Direttore editoriale di FMag.it

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