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Manifatturiero, continua il trend positivo: agosto da record per la crescita

Il manifatturiero in Italia continua a crescere con valori da record, anche più dell'Eurozona: l'indagine Ihs Markit riporta tutti i dettagli

Il settore manifatturiero in Italia continua a crescere, lasciandosi quasi alle spalle le difficoltà derivanti dalla congiuntura pandemica. Ad un mese esatto dall’ultimo report, infatti, torna puntuale la rilevazione dell’Indice destagionalizzato Pmi (Purchasing Managers Index) Ihs Markit del settore manifatturiero italiano che, con una sola cifra, fornisce un quadro degli sviluppi delle condizioni generali del settore manifatturiero.

Lo scorso mese di luglio ha registrato forti tassi di crescita della produzione del manifatturiero, dei nuovi ordini e dei livelli di personale impiegato. Il tasso si aggirava attorno al 60,3 con la produzione aumentata per il quattordicesimo mese consecutivo. Agosto, anche questa volta, sorprende in positivo raggiungendo il 60,9 con produzione e nuovi ordini generalmente aumentati rapidamente e con tassi più veloci per via delle più forti condizioni della domanda.

Il livello del lavoro inevaso è di conseguenza aumentato ancora una volta, e le compagnie manifatturiere hanno continuato ad assumere personale aggiuntivo. Allo stesso tempo, però, rimangono gravi le pressioni inflazionistiche, anche se i tassi di aumento sia dei costi che delle tariffe hanno riportato durante il mese dei rallentamenti.

Lo stato di salute del manifatturiero italiano

Secondo l’indagine diffusa in un comunicato stampa di Ihs Markit, a causare questa crescita in agosto è stata l’ennesima espansione della produzione industriale e dei nuovi ordini.

Ad agosto è stato inoltre riportato un aumento del volume dei nuovi ordini esteri, con le esportazioni aumentate al tasso più rapido da maggio. I produttori del manifatturiero italiani hanno quindi aggiunto personale a quello già esistente nel mese di agosto, estendendo l’attuale sequenza di creazione occupazionale a 12 mesi. Le aziende aderenti all’indagine hanno riportato che è stato necessario un numero più elevato di personale per far fronte al crescente carico di lavoro.

Continuano ancora ad aumentare ad agosto le pressioni sulla capacità, il livello del lavoro inevaso è aumentato infatti per l’ottavo mese consecutivo. Il tasso di incremento, pur rimanendo elevato, è stato il più lento da aprile. L’ennesima crescita dell’attività di acquisto di agosto è stata inoltre attribuita dalle aziende campione al più alto carico di lavoro e alle maggiori esigenze della produzione. Il tasso di espansione degli acquisti è stato elevato e tra i più veloci mai registrati.

Di conseguenza, ad agosto i tempi medi di consegna per i beni manifatturieri ha continuato ad allungarsi. I ritardi riportati sono stati i meno elevati da marzo, pur rimanendo tra i maggiori dell’indagine. Secondo i dati raccolti, l’ultimo peggioramento è attribuito alla carenza di materiale e ai problemi con i trasporti.

Detto ciò, ad agosto, per la prima volta da gennaio sono aumentate le scorte di pre-produzione. Le aziende campione hanno collegato l’espansione alle maggiori esigenze della produzione e agli sforzi per riorganizzare i magazzini a seguito della carenza di materiali. Allo stesso tempo, nel corso del mese le giacenze dei prodotti finiti sono generalmente rimaste stabili. 

La nota negativa è data dalla pressione sui costi, che è aumentata ulteriormente per via della carenza di materiale, dei maggiori costi dei trasporti e degli aumenti di prezzo presso i fornitori. Di conseguenza, i produttori manifatturieri hanno ancora una volta aumentato ad agosto i loro prezzi di vendita. 

Lewis Cooper, Economist di IHS Markit, analizzando gli ultimi dati dell’indagine ha dichiarato:

“I dati di agosto hanno mostrato una crescita più veloce nel settore manifatturiero italiano. Il PMI è rimasto vicino al valore più alto di sempre, aumentando da luglio e segnalando un nuovo e forte miglioramento dello stato di salute del settore, causato maggiormente dall’espansione più rapida della produzione e dei nuovi ordini. Di conseguenza continuano ad aumentare le pressioni sulla capacità, con il livello del lavoro inevaso in forte espansione, anche se al tasso più lento da aprile. Le aziende hanno continuato ad aggiungere personale ad uno dei tassi più veloci di sempre, per far fronte al maggiore carico di lavoro”

E l’eurozona come se la cava?

Il settore manifatturiero dell’eurozona ha registrato ad agosto un’altra forte espansione, secondo gli ultimi dati Pmi, malgrado ancora una volta l’entità sia diminuita con l’indice principale al valore più basso in sei mesi. La lettura finale dell’indice Ihs Markit Pmi di agosto ha raggiunto 61,4, leggermente inferiore alla precedente stima flash di 61,5, e in discesa da 62,8 di luglio. Tale contrazione marca il secondo mese consecutivo di rallentamento del settore dall’espansione record registrata a giugno.

Tra le nazioni monitorate dell’eurozona, anche se con una crescita rallentata al livello più basso in 5 mesi, ancora una volta i Paesi Bassi hanno osservato il miglioramento più alto delle condizioni operative. Espansioni più tenui sono inoltre state riportate in Germania, Irlanda, Austria e Francia.

I dati di agosto sono stati particolarmente notevoli in Grecia, dove è stato registrato il Pmi manifatturiero maggiore da aprile del 2000. Allo stesso tempo, anche Italia e Spagna hanno riportato espansioni più veloci. 

Federica Colucci

Napoletana, classe 1990, Federica Colucci è giornalista, HR e communication specialist. Già responsabile della comunicazione dell'Assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, ha come expertise i temi del lavoro, del welfare e del terzo settore. Direttore editoriale di FMag.it

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