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PMI e manifatturiero, si continua a crescere: il trend post Covid è positivo

Il mese di agosto parte con una notizia che fa ben sperare dopo i mesi lunghi e difficili che abbiamo vissuto: il settore del manifatturiero italiano ha osservato, nello scorso mese di luglio, un ulteriore miglioramento stabilizzando in positivo il trend di crescita.

L’indagine, che si basa sull’osservazione dell’Indice destagionalizzato Pmi (Purchasing Managers Index)di Ihs Markit sul settore manifatturiero italiano, riassume in poche cifre l’andamento delle condizioni di sviluppo, benessere economica e crescita di personale del settore.

Secondo gli ultimi dati Pmi, il settore manifatturiero italiano ha osservato a luglio l’ennesimo e rapido miglioramento delle condizioni. La crescita è rimasta vicina al livello record, anche se lo slancio è diminuito leggermente e ha raggiunto il livello più lento da febbraio per via delle pressioni sulla capacità e delle interruzioni sulla fornitura che hanno ostacolato la prestazione del settore.

Come cresce il manifatturiero italiano

I forti tassi di crescita della produzione manifatturiera e dei nuovi ordini rimangono le ragioni principali della crescita generale di luglio. La produzione è aumentata per il quattordicesimo mese consecutivo con l’ultima espansione che sebbene sia stata la più lenta in cinque mesi, è stata elevata. Secondo le aziende campione, l’allentamento delle misure anti Covid-19 e la riapertura di alcuni settori dell’economia hanno incoraggiato la domanda.

Lewis Cooper, Economist di IHS Markit, analizzando gli ultimi dati dell’indagine ha dichiarato:
“A luglio il settore manifatturiero italiano continua a riportare una forte crescita, anche se con una entità leggermente minore per via dei ritardi della catena di distribuzione e delle pressioni sulla capacità che hanno condizionato la produzione manifatturiera. Detto ciò, l’ultima crescita della produzione e dei nuovi ordini è stata rapida, e le aziende campione hanno notato che l’allentamento delle restrizioni anti Covid-19 e la riapertura di alcuni settori economici hanno continuato a stimolare la domanda dei clienti. Rimangono diffuse a luglio le pressioni inflazionistiche, con
molti commenti che si riferiscono alla carenza di materiale e all’aumento di prezzo presso i fornitori attribuito dalle
aziende campione all’inflazione dei costi quasi record. I maggiori costi sono stati ancora una volta trasferiti ai clienti, i prezzi di vendita infatti sono aumentati al livello record storico. Le aziende sono rimaste ottimiste riguardo alla maggiore attività per i prossimi 12 mesi, anche se i dubbi che circondano la diffusione del Covid-19 e sulla potenziale
reintroduzione delle misure di restrizione hanno pesantemente influito sull’ottimismo. In generale, i dati di luglio hanno mostrato un’altra prestazione strepitosa. La crescita è rimasta vicina al valore record ed è stata ostacolata solo leggermente dalle attuali restrizioni sulla fornitura e dalla pressione sulla capacità. Le ultime stime IHS Markit suggeriscono tuttavia che nel corso del 2021 è prevista una crescita annua del PIL di oltre il 10%”.

Certamente i nuovi ordini ricevuti sono aumentati ulteriormente e hanno esteso l’attuale sequenza di crescita a otto mesi. L’espansione dei nuovi ordini ha perso vigore ma il tasso di aumento è stato tra i più rapidi mai registrati dall’indagine. Anche gli ordini esteri hanno registrato una crescita sostenuta, ad un tasso che generalmente è stato elevato e invariato rispetto a giugno.

Secondo i dati raccolti, le forti vendite e le maggiori esigenze della produzione hanno costretto le aziende ad aumentare di nuovo a luglio i loro acquisti. Il tasso di aumento dell’attività di acquisto è risultato elevato ma il più lento da febbraio.

Alcune aziende campione, continua l’indagine sul manifatturiero, hanno riportato di aver acquisito maggiore materiale per far fronte alle interruzioni sulla catena di distribuzione, considerando che i tempi medi di consegna si sono allungati al terzo livello record d’indagine.

Le aziende che aderiscono all’indagine hanno attribuito i tempi più lunghi alla carenza di materiale, ai problemi di natura logistica e alla maggiore richiesta di materiale.

Il crollo delle giacenze dei prodotti finiti è stato inoltre attribuito principalmente alle interruzioni sulla catena di distribuzione. Il tasso di riduzione è stato il più veloce da aprile e in generale è stato elevato. A luglio sono diminuite inoltre le giacenze dei prodotti finiti, con le aziende campione che hanno notato come le forti vendite hanno velocizzato lo smistamento immediato degli ordini non appena erano pronti. L’ultimo crollo è stato notevolmente più lento rispetto a quello di giugno ma in generale è rimasto elevato.

L’indagine di luglio ha registrato l’undicesimo mese consecutivo di aumento dei livelli del personale. Il tasso di creazione occupazionale, malgrado sia rallentato nel corso del mese, ha indicato per la seconda volta il quarto valore più veloce della storia dell’indagine. Quest’ultimo incremento è stato in parte causato dalle maggiori pressioni sulla capacità, mentre il lavoro inevaso è aumentato al secondo tasso maggiore mai registrato dall’indagine.

Rimangono elevate a luglio le pressioni inflazionistiche. I prezzi di acquisto sono aumentati al secondo tasso più veloce di sempre per via di diffusi problemi di carenza di materiale e aumenti di prezzi presso i fornitori. Di conseguenza, le aziende hanno aumentato i loro prezzi medi di vendita al tasso più alto della storia dell’indagine.

Guardando avanti, le aziende del manifatturiero hanno espresso previsioni ottimistiche rispetto all’attività dell’anno prossimo, riportando però una moderazione del livello di fiducia al livello più basso in 15 mesi. Alcune aziende campione hanno espresso preoccupazioni per il crescente numero dei casi di Covid-19 e alle conseguenti e possibili misure restrittive.

Origine
Markit Economics

Federica Colucci

Napoletana, classe 1990, Federica Colucci è giornalista, HR e communication specialist. Già responsabile della comunicazione dell'Assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, ha come expertise i temi del lavoro, del welfare e del terzo settore. Direttore editoriale di FMag.it

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