Sociale

Progetti di inclusione sociale, Campania Welfare mette al bando 600 milioni

I fondi stanziati grazie al contributo della Regione verranno destinati a iniziative per i minori

Sono 600 i milioni di euro che la Fondazione Campania Welfare, che raccoglie l’eredità di quella che era la Fondazione Banco Napoli per l’assistenza all’infanzia, ha stanziato grazie al contributo della Regione Campania. Andranno a finanziare progetti di inclusione sociale con particolare attenzione ai minori con focus specifici su contrasto della ludopatia negli adolescenti, innovazione di servizi per la fascia d’età 0-6 anni, recupero della dispersione scolastica ma anche percorsi per “rafforzare la responsabilità genitoriale” o per aiutare le donne in percorsi di uscita dalla violenza di genere.

“È evidente che i più colpiti dalla pandemia sono soggetti che già erano tra i più vulnerabili; la crisi ha acuito la povertà per le fasce sociali più deboli ed è, purtroppo, ragionevole pensare che le difficoltà manifestate in quest’anno e mezzo possano avere ripercussioni durature”.

Patrizia Stasi, Presidente della Fondazione Campania Welfare

Il co-finanziamento è destinato a progetti che “pongano al centro l’inclusione sociale dei nostri bambini ed adolescenti”. Risorse definite dalla Fondazione Campania Welfare “importanti” se si considera che “molte delle fasce di popolazione più colpite dalla crisi erano a rischio di povertà già prima del coronavirus, come i giovani o i lavoratori a termine. In molte famiglie all’insufficienza di reddito si è aggiunta la mancanza di computer e connessione internet o di ambienti adatti all’istruzione a distanza dei figli”.

L’ammontare complessivo del contributo è pari a seicentomila euro, al netto del cofinanziamento del 20% richiesto dall’Avviso Pubblico; il massimo del contributo previsto per ogni progettualità non potrà essere superiore ad € 20.000 al netto del cofinanziamento di cui sopra.

L’iniziativa viene comunicata a mezzo nota stampa proprio mentre i servizi in oggetto diventano motivo di scontro in campagna elettorale a Napoli, non ultimo il candidato civico sostenuto dal centrodestra Catello Maresca che ha attaccato Regione e Comune, dove i due governi sono entrambi schierati a sinistra, proprio per la scarsa attenzione alle politiche sociali. “A Napoli – dichiara Maresca – la spesa investita in welfare è quattro volte inferiore rispetto a quella impiegata per il settore a Milano. Secondo una stima del Miur, invece, dei 90 mila bambini al di sotto di 3 anni che non hanno accesso al nido, il 34 per cento è campano. Due esempi lampanti dell’insipienza con cui negli ultimi anni la sinistra ha governato anche sul piano delle Politiche Sociali e dell’attenzione alle famiglie e ai più fragili”.

Bando Campania Welfare da 600 milioni, come accedere

Polemiche elettorali a parte, è possibile per le realtà interessate consultare l’avviso pubblico di manifestazione di interesse a questo link.

Le domande di contributo potranno pervenire attraverso Raccomandata con ricevuta di ritorno, fa fede timbro postale di invio, o consegnate direttamente all’Ufficio Protocollo della Fondazione alla Via Don Bosco n. 7 (Napoli), entro le ore
12,00 del 27 agosto 2021. La richiesta di contributo dovrà essere redatta dal Soggetto proponente, esclusivamente compilando il format di compilazione “Avviso n. 1/2021”.

Non sono ammissibili progetti che siano rivolti esclusivamente alla realizzazione di spettacoli, eventi, presentazioni di libri, cicli di conferenze e convegni, ricerca e che non generino impatto sociale sulle Comunità di riferimento.

Potranno presentare i progetti:

  • Associazioni ed organizzazioni aventi i requisiti richiesti per il riconoscimento di Ente del Terzo Settore ai sensi del D.lgs. n. 117/2017 e s.m.i. (“Codice del Terzo Settore”, di seguito CTS);
  • cooperative sociali, start-up a vocazione sociale e altre imprese sociali ai sensi del D.lgs. n. 112/2017;
  • altre Organizzazioni, che non abbiano scopo di lucro;

che devono in ogni caso:

  • perseguire scopi di utilità sociale o di promozione dello sviluppo delle comunità locali;
  • operare stabilmente nei settori di intervento ai quali è rivolta l’erogazione;
  • non avere finalità di lucro;
  • avere sede operativa nel territorio della Regione Campania;
  • garantire di essere in possesso di tutte le procedure privacy ai sensi del GDPR Regolamento n. 679/2016.

“Nel caso di richieste di contributo provenienti dagli Enti designanti – specifica l’Avviso – è necessario che dette richieste riguardino progetti per attività aggiuntive, innovative e sperimentali rispetto al programma ordinario delle attività dell’Ente richiedente”.

Per ulteriori informazioni si suggerisce di prendere visione dell’avviso pubblico di manifestazione di interesse pubblicato sul sito della Fondazione.

Enrico Parolisi

Giornalista, addetto stampa ed esperto di comunicazione digitale, si occupa di strategie integrate di comunicazione. Insegna giornalismo e nuovi media alla Scuola di Giornalismo dell'Università Suor Orsola Benincasa. Aspirante re dei pirati nel tempo libero.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Translate »