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Come le neuroscienze cambieranno la user experience: il progetto di Gruppo Reti

"Le persone e le tecnologie sono elementi differenti ma appartenenti a uno stesso sistema che cresce e si autoalimenta generando dati che vanno a influire sulle successive esperienze"

Applicare le neuroscienze al marketing, studiare le emozioni umane e coniugarle con la tecnologia per migliorare i dispositivi e, al tempo stesso, le esperienze degli utenti. Uno studio approfondito, che si evolve giorno dopo giorno. Ne abbiamo discusso con il ricercatore di Gruppo Reti Riccardo Trecciola, che spiega ai lettori di F-Mag come le neuroscienze, applicate all’innovazione tecnologica, possono cambiare la fruizione del mondo attorno a noi.

In Gruppo Reti applicate le neuroscienze al marketing, alla ricerca e sviluppo, alla user experience: qual è il valore aggiunto e cosa cambia rispetto agli approcci “tradizionali”?
Le ricerche di Neuroscienze applicate permettono di arrivare a una conoscenza profonda, sistematica e responsabile dei processi decisionali delle persone, delle loro emozioni, dei loro comportamenti, delle loro aspettative esplicite e implicite nei confronti di aziende, brand, APP… Essenzialmente mettiamo al centro le persone e ci focalizziamo sulla semplicità così come sulla fluidità e sull’efficienza dei processi. È un cambio di paradigma!”

Il vostro laboratorio fornisce indicazioni operative per la realizzazione di prodotti, partendo dal principio dell’economia dell’attenzione: di cosa si tratta? E come riuscite a tradurre questo processo in un prodotto?
“Secondo il principio dell’economia dell’attenzione “In un mondo oberato di informazioni, la ricchezza di informazioni indica la carenza di qualcos’altro. Quindi la ricchezza di informazioni crea povertà di attenzione e la necessità di allocare tale attenzione in modo efficiente tra la sovrabbondanza di fonti di informazione che potrebbero consumarla” (Simon, 1971 – premio Nobel per le scienze economiche nel 1978). In sostanza, la nostra attenzione non è infinita, il nostro cervello è in grado di elaborare solo pochi elementi contemporaneamente. Di conseguenza, noi dedichiamo una cura particolare a tutto ciò che viene inserito in una APP o in un sistema, affinché sia facilmente assimilabile dal nostro cervello”.

Uno dei vostri applicativi servirà a fornire al turista una user experience totalmente personalizzata, a partire dalle emozioni che prova e dalle preferenze. Può essere questo un modo per rilanciare il turismo, soprattutto nei Borghi d’Italia?
Sì, vorremmo coinvolgere in questo sistema/progetto tutti i viaggiatori, non solamente i turisti occasionali, ma tutti coloro che si spostano (per lavoro, per piacere) affinché vivano i territori, i borghi e le diverse realtà italiane in modo più consapevole e ad hoc per loro. Van Gogh disse: “Non dimentichiamo che le piccole emozioni sono i grandi capitani della nostra vita e che vi ubbidiamo senza saperlo.” Se sapremo canalizzare le emozioni verso esperienze vissute nei borghi potremo rilanciarne il turismo”.

Se si può studiare con attenzione e minuzia lo spettro emotivo comportamentale dell’essere umano, quale crede siano gli sviluppi futuri nel rapporto fra uomo ed utilizzo della tecnologia rispetto al marketing “esperienziale”?Secondo Norman (2000), il più famoso studioso di usabilità ed esperienza d’uso, “oggi siamo intrappolati in un mondo creato da tecnologi per altri tecnologi. Ci è stato persino detto che essere digitali costituisce una virtù. Non è vero. Gli individui sono analogici, non digitali, biologici, non meccanici” Quindi, non possiamo più parlare di uomo e tecnologia come due elementi distinti, ma come un tutt’uno. Le persone e le tecnologie sono elementi differenti ma appartenenti a uno stesso sistema che cresce e si autoalimenta generando dati che vanno a influire sulle successive esperienze. I dati, i numeri sono concreti, vivono nei comportamenti, nelle emozioni e nelle azioni delle persone. Ecco perché le potenzialità delle Neuroscienze in questi campi sono strettamente legate al mondo dell’Intelligenza Artificiale”.

Federica Colucci

Napoletana, classe 1990, Federica Colucci è giornalista, HR e communication specialist. Già responsabile della comunicazione dell'Assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, ha come expertise i temi del lavoro, del welfare e del terzo settore. Direttore editoriale di FMag.it

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