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Una cyber-unit comunitaria contro gli attacchi informatici, l’obiettivo europeo

Una piattaforma comune e condivisa in grado di superare gli attuali limiti nella gestione dei cyber-crimini. Un fenomeno che preoccupa sempre di più.

Entro il 30 giugno 2023 l’Europa vuole dotarsi di una piattaforma condivisa a livello comunitario – o meglio una cyber-unit – al servizio di tutti gli Stati membri per contrastare gli attacchi informatici contro servizi pubblici, imprese e cittadini che costituiscono secondo l’Unione un trend in costante aumento. La prima proposta in tal senso è agli atti dell’Unione già nel 2019, ma con l’escalation ora sembra che si voglia schiacciare il piede sull’acceleratore.

Se si vuole avere idea dell’impatto e delle conseguenze di un attacco informatico a uno Stato, si pensi al caso Irlanda: il 14 maggio l’HSE (il sistema sanitario irlandese) ha subito un attacco ransomware con conseguente richiesta di riscatto; dopo un mese la situazione era ancora paralizzata.

“Rispondere a questi attacchi in modo coordinato a livello europeo – sostiene la Commissione Europea nella raccomandazione ad istituire l’unità – è sempre più necessario, anche perché non c’è ancora una piattaforma comune Ue sulla quale le informazioni raccolte dalle varie comunità attive nella cybersicurezza possano essere scambiate in modo efficiente e sicuro, e nella quale possano essere coordinate e mobilitate le capacità operative“.

Perché in effetti, ricorda sempre la Commissione, benché in Europa siano comunque attive una serie di strutture che si occupano di sicurezza informatica “un meccanismo per ottimizzare le risorse esistenti e fornire mutua assistenza nel caso in cui avvenga una crisi non esiste ancora“. Ed è per questo che la Commisione spinge verso una Joint Cyber Unit che, nella timeline che si è data la stessa, dovrebbe avviare la fase operativa il 30 giugno 2022 per concluderla dopo un anno.

Tra due anni circa, quindi, la piattaforma dovrebbe essere a disposizione degli Stati membri. Ma anche di polizia anticrimine, società di sicurezza, servizi militari, in un concept di condivisione come sembrano suggerire diversi importanti analisti in materia. Lo strumento dovrebbe garantire la cooperazione orizzontale e verticale tra autorità nazionali e europee.

Enrico Parolisi

Giornalista, addetto stampa ed esperto di comunicazione digitale, si occupa di strategie integrate di comunicazione. Insegna giornalismo e nuovi media alla Scuola di Giornalismo dell'Università Suor Orsola Benincasa. Aspirante re dei pirati nel tempo libero.

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