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Cashback verso la sospensione, le polemiche restano accese

Cashback si o cashback no? Secondo quanto è trapelato dalla Cabina di Regia di Palazzo Chigi, il Governo procederà alla sospensione del cashback – introdotto dall’ultimo Governo Conte nel pieno della pandemia con il doppio scopo di invogliare agli acquisti e, al tempo stesso, all’utilizzo della moneta elettronica – a partire dal primo luglio. Secondo le stime, viste le perplessità dell’attuale Governo Draghi si parla di una sospensione della misura di almeno sei mesi, in attesa di comprendere se verrà o meno rinnovata.

Tutti quelli che lo hanno utilizzato negli ultimi mesi però possono stare tranquilli: secondo il meccanismo di premialità del cashback, a partire dal 1 luglio – ed entro i successivi 60 giorni – verrà erogata in automatico, sull’iban inserito in fase di registrazione, la somma accumulata se si è rispettato il limite minimo di 50 transazioni con carta di credito, bancomat o con altri pagamenti digitali.

Chi ancora non ha raggiunto questa soglia ha tempo fino a domani 30 giugno per raggiungere il numero di transazioni richiesto, altrimenti perderà del tutto il rimborso del 10% maturato sui singoli importi degli acquisti. A questo proposito, si ricorda che il massimo dell’importo ricevibile è di 150 euro nei 6 mesi di attivazione.

Le polemiche sul cashback

Non vi è un coro unanime sulla decisione – mai smentita – del Governo di sospendere il cashback: c’è chi, come Gino Sciotto (Presidente di FAPI) che sottolinea come

“La crescita dei consumi delle famiglie non è stata incentivata da questo meccanismo di rimborso dei pagamenti tracciati, ma dalle riaperture dei centri commerciali e dalla ripresa del flusso turistico dopo le misure di lockdown”.

Sciotto non è l’unico: anche Mauro Bussoni, sottosegretario di Confesercenti, che rimarca come ”I risultati del cashback sono stati inferiori alle attese” e, ad essere stato fallace come obiettivo, ”sicuramente c’è l’aumento dei consumi e il contrasto all’evasione”.

Non la manda a dire nemmeno la portavoce di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che sostiene

“Il cashback sarà ‘sospeso’ dal primo luglio. Fratelli d’Italia è stata l’unica forza politica a dire chiaramente da subito che cashback e lotteria degli scontrini sono una idiozia che ci costa 4 miliardi. Un tentativo di controllare gli italiani in cambio di una elemosina. Ora ci è arrivato anche il governo Draghi. I quasi 2 miliardi risparmiati siano ora destinati ad attività e lavoratori colpiti dalla crisi e dalle chiusure, come avevo chiesto di fare al premier in una lettera inviata il 3 marzo scorso. Come sarebbe dovuto essere in una Nazione normale”.

D’altra parte, il deputato del M5S e membro della commissione Finanze Davide Zanichelli ci tiene invece ad evidenziare la bontà della misura e che

“La sospensione del Cashback di Stato è una decisione avventata che rischia di portare più danni che benefici e che ferma un processo virtuoso di digitalizzazione nei rapporti tra il cittadino e la pubblica amministrazione. La sospensione, anche se motivata ufficialmente dalla necessità di studiare modifiche alla misura, rischia di diventare definitiva. Molto meglio sarebbe stato proseguire con il programma operando subito degli aggiustamenti, come per esempio l’abolizione del Super Cashback, che ha effettivamente dato origine ad alcune distorsioni in tema di micropagamenti. Era sufficiente contrastare quel tipo di transazioni, che si limitano in ogni caso allo 0,2% delle transazioni totali, ed eventualmente abbassare la percentuale del rimborso. Il Cashback stava andando bene, tanto che nel mese di marzo, durante un’audizione in commissione Finanze, dallo stesso Ministero dell’Economia erano giunte lodi al programma. Così invece si lascia intendere ai cittadini che sul Cashback non potranno fare affidamento”.

Un dato sul cashback è certo: fino a questo momento hanno aderito circa 9 milioni di italiani per un totale di 780 milioni di transazioni. Non poche, neanche tantissime: forse con i dovuti aggiustamenti, si sarebbe potuto fare di più e adottare il cashback come azione complementare (e non unica) ad altre nel contrasto all’economia sommersa.

Federica Colucci

Napoletana, classe 1990, Federica Colucci è giornalista, HR e communication specialist. Già responsabile della comunicazione dell'Assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, ha come expertise i temi del lavoro, del welfare e del terzo settore. Direttore editoriale di FMag.it

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