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Zucchetti e l’Industria 4.0: “Deve essere il seme per stimolare il cambiamento”

Aprire una strada verso il filone dell’Industria 4.0 non è sempre semplice, soprattutto quando gli incentivi iniziano a scarseggiare con la chiusura degli sportelli dedicati come, ad esempio, quello della Nuova Sabatini e della Tecno Sabatini. Ma ad un incontro con la stampa tenutosi nei giorni scorsi, Marco Colombo, Innovation manager di Industria 4.0, e Paolo Susani, Direttore commerciale di Zucchetti hanno voluto condividere con il pubblico idee, proposte ed esperienze, provando a fare il punto della situazione.

Secondo l’Innovation Manager quello attuale è un ottimo momento per fare innovazione in Italia: “Una simile quantità di agevolazioni e incentivi, per le aziende nazionali, non c’era mai stata. Quello che voglio portare è un messaggio di positività” ci tiene a sottolineare.

“Industria 4.0 è l’insieme di alcune politiche di incentivazione e agevolazione per l’innovazione digitale in quattro grandi filoni. Ci sono gli investimenti in beni strumentali, la ricerca e sviluppo, l’innovazione e il design, la formazione 4.0 per l’acquisizione di nuove conoscenze e infine il cosiddetto Patent Box, un regime opzionale di detassazione per i beni immateriali come i brevetti o i software. Lo spazio di manovra, come si vede, è davvero piuttosto ampio e la possibilità di orientare le imprese all’innovazione è concreta e senza precedenti. Tutti i settori possono beneficiarne, come è dimostrato dai primi due progetti in ottica transizione 4.0 che abbiamo seguito insieme a Zucchetti, un’azienda di Roma che opera nel campo edilizio e un’altra nel Pavese che rientra nella filiera agroalimentare.”

Marco Colombo

Zucchetti: con le partnership il cambiamento è più vicino

In effetti, di incentivi ce ne sono tanti – anche su base territoriale, con le Camere di Commercio oppure le Regioni – che sono ancora attivi e continuano a spingere verso l’industrializzazione avanzata del Paese. Per quanto riguarda poi l’azienda Zucchetti, questa ha creduto molto nel processo di innovazione legato ai temi dell’industria 4.0: dalla collaborazione con CRS Laghi stanno arrivando i primi progetti finanziati dal programma di transizione industriale che vede

una sinergia di ruoli e competenze che permette alle aziende di innovare il proprio parco hardware e software potendo contare su un recupero fiscale importante, ma che soprattutto consente alle imprese di concretizzare un significativo cambio di mentalità, essenziale, di questi tempi, per tutte quelle realtà che vogliano farsi trovare preparate ad affrontare le sfide di domani.

Secondo Paolo Susani di Zucchetti, la collaborazione fra aziende è un “ catalizzatore del cambiamento e del miglioramento delle realtà imprenditoriali costituendo una vera e propria opportunità“. Anche perché gli incentivi, ci tiene a sottolineare, non sono regali dello Stato ma devono essere “il seme per stimolare il cambiamento e l’innovazione delle aziende”.

Questo, ad esempio per il digital manufacturing, è il momento migliore – continua Susani – “per semplificare ed efficientare i propri processi e noi siamo perfettamente in grado di coprire da ogni punto di vista il cambio di paradigma che si deve verificare all’interno di queste, come di molte altre realtà. L’obiettivo di questa partnership è quello di fornire un lungo miglioramento della produttività aziendale, che sappia durare negli anni, perché noi non forniamo solo soluzioni innovative, noi vogliamo essere gli alleati delle aziende nella loro trasformazione digitale.

Occhi anche ai futuri professionisti

L’idea di Zucchetti non è orientata solo a costruire nuove partnership e progetti nel tempo presente ma a guardare anche i professionisti di domani: secondo i dati dell’Osservatorio delle Competenze Digitali, ogni anno in Italia si ricercano più di 100.000 figure in ambito IT, ma il 46% delle posizioni rimane vacante perché sul mercato del lavoro non si trovano i profili richiesti. Il motivo principale è che rispetto alle necessità delle imprese pochi ragazzi scelgono di intraprendere i cosiddetti percorsi STEM (Science, Technology, Engineering e Mathematics), in particolare la componente femminile, che rappresenta soltanto il 18% degli iscritti a queste discipline.

C’è anche, però, un gap di formazione tra scuola e mondo del lavoro riguardo alle competenze IT e in particolare sull’utilizzo dei software applicativi che servono a gestire le diverse aree aziendali, a partire da quelli di carattere contabile, fiscale e amministrativo.

Per questo motivo Zucchetti ha voluto realizzare una piattaforma web a disposizione di istituti tecnici e università scientifiche affinché gli studenti possano imparare a utilizzare i software gestionali: “Da anni collaboriamo con le scuole del nostro territorio e con le principali università italiane per portare ai giovani la nostra esperienza di prima azienda italiana in ambito IT, ma vogliamo fare ancora di più – aveva dichiarato in un comunicato stampa Cristina Zucchetti, presidente Zucchetti Group – portando direttamente i software applicativi all’interno dei percorsi di studio, affinché si possa familiarizzare con questi strumenti prima di entrare nel mondo del lavoro, conciliando teoria e pratica in modo facile e veloce”.

Federica Colucci

Napoletana, classe 1990, Federica Colucci è giornalista, HR e communication specialist. Già responsabile della comunicazione dell'Assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, ha come expertise i temi del lavoro, del welfare e del terzo settore. Direttore editoriale di FMag.it

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