Innovazione

La guida gratuita Zerynth per investire in innovazione 4.0

Zerynth ha messo a disposizione un vademecum sul Piano Transizione 4.0 e credito di imposta sui beni strumentali 4.0 che spiega come risparmiare ed investire in innovazione.

Zerynth, realtà che supporta le aziende nella digitalizzazione dei processi industriali e nello sviluppo di prodotti connessi e innovativi, ha messo a disposizione delle startup, delle aziende e delle PMI un vademecum sul Piano Transizione 4.0 e credito di imposta sui beni strumentali 4.0 che spiega come risparmiare ed investire in innovazione.

Stilata in collaborazione con Value Services, società di consulenza in finanza agevolata, la guida pratica risponde alle domande più comuni sui temi del credito d’imposta per i beni materiali 4.0 e non 4.0.

Perché leggere la guida Zerynth

Con la legge di Bilancio collegata al Recovery Plan approvata il 30 dicembre 2020, sono stati stanziati oltre 24 miliardi di euro destinati al piano “Transizione 4.0”:  si tratta di un’occasione importante per tutte quelle aziende italiane che vogliono investire in innovazione (in beni materiali 4.0 e in ricerca e sviluppo).

«Vogliamo mostrare come sia possibile in modo semplice, rapido e sicuro digitalizzare la propria azienda, ottenendo un credito d’imposta fino al 50% per investimenti in beni materiali 4.0 fatti nel 2021 spiega Gabriele Montelisciani, ceo di Zerynth – Qualsiasi industria può essere trasformata in azienda IoT grazie all’installazione di dispositivi hardware e software. La trasformazione in azienda intelligente consente di accedere a fondi in grado di coprire non solo i costi dei dispositivi installati, ma anche il costo dei macchinari già presenti in azienda sui quali i dispositivi vengono installati. Quindi non solo l’applicazione di sistemi intelligenti può essere fortemente incentivata, ma può coprire parte dei costi di revamping di sistemi già acquistati»

Credito d’imposta per beni strumentali 4.0

La misura ha lo scopo di supportare e incentivare le imprese che investono in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato.

E lo fa attraverso il riconoscimento di un credito d’imposta sugli acquisiti effettuati che, nella nuova riformulazione data dal DL Sostegni, si applica:

  • per i beni strumentali materiali 4.0, aliquota maggiorata al 50% sia nel 2021 che nel 2022. Attualmente, la maggiorazione dell’aliquota al 50% è prevista solo per il 2021 e scende al 40% nel 2022 per le spese inferiori a 2,5 milioni di euro; per gli investimenti tra 2,5 e 10 milioni di euro è del 30% nel 2021 e del 20% nel 2022; tra i 10 e i 20 milioni di investimento, invece, l’aliquota è del 10% nel biennio 2021/22;
  • per i software 4.0, l’aliquota sale, invece, dal 20% dal 25%. Attualmente l’incremento previsto è dal 15 al 20%;
  • software tradizionali vedranno l’aliquota salire dal 10% al 15%. Attualmente, l’aliquota è fissata al 10% per gli investimenti fatti nel 2021 e al 6% per quelli effettuati nel 2022.
  • d’altra parte, è diminuita la quota di fondi destinati al credito d’imposta per i beni strumentali non 4.0 (ex super-ammortamento), con aliquota al 10% solo nel 2021.

Quali sono i beni materiali 4.0?

Per rientrare nella categoria beni materiali 4.0 un macchinario deve rispettare 5 requisiti:

  1. essere controllato da dispositivi computerizzati o programmabili, ossia, per mezzo di CNC (macchina a controllo numerico computerizzato) e/o PLC (controllore logico programmabile, un computer per l’industria specializzato in origine nella gestione o controllo dei processi industriali);
  2. essere interconnesso ai sistemi informatici di fabbrica;
  3. essere integrato con il sistema logistico della fabbrica o altre macchine;
  4. disporre di un’interfaccia semplice ed intuitiva;
  5. rispondere ai più recenti standard in termini di sicurezza, salute e igiene.

In aggiunta vi sono ulteriori requisiti che la macchina deve avere di cui almeno due presenti:

  1. sistemi di telemanutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto;
  2. monitoraggio in continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante sensori;
  3. disporre di un sistema cyberfisico (cioè che integri macchina fisica e/o impianto con la modellizzazione e/o la simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo.

La guida Zerynth per usufruire delle agevolazioni

È importante conoscere, infine, le modalità con cui è possibile usufruire delle agevolazioni. Zerynth ricorda, infatti, che il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, in tre quote annuali di pari importo, a decorrere dall’anno di avvenuta interconnessione dei beni (non dall’acquisto o dall’investimento, quindi, ma dalla messa in funzione secondo gli estremi del paradigma 4.0) in diretta liquidazione con gli F24 mensili.

Le agevolazioni inoltre sono cumulabili con altri finanziamenti (es. regionali, nazionali o europei come i contributi “de minimis”). Infine, rispetto agli investimenti materiali e immateriali 4.0, le aziende devono necessariamente prevedere una perizia tecnica rilasciata da parte di un ingegnere o perito o un attestato di conformità da un ente di certificazione accreditato (obbligatorio sopra ai 300.000 euro).

E’ possibile scaricare la guida qui inserendo la propria email.

Federica Colucci

Napoletana, classe 1990, Federica Colucci è giornalista, HR e communication specialist. Già responsabile della comunicazione dell'Assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, ha come expertise i temi del lavoro, del welfare e del terzo settore. Direttore editoriale di FMag.it

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