Istituzioni

Parità di genere, Orlando: “Assicurare la più ampia partecipazione delle donne”

Il Ministro Orlando ha inviato una lettera agli Enti privati di previdenza e assistenza per incentivare azioni che favoriscano la parità di genere

Che in Italia vi sia un reale problema in termini di rappresentanza femminile nelle istituzioni è evidente. Come è altrettanto noto che di parità di genere se ne parla molto, ma spesso si agisce poco. Si continua, infatti, a confondere il concetto di parità – inteso come uguali opportunità di accesso ad un ruolo, uguale trattamento retributivo, medesime conciliazioni dei tempi vita-lavoro – con le quote rose, concetto scarno e svilente per la rappresentanza femminile.

Lo ripetiamo da anni, le donne devono (poter) sfondare il soffitto di cristallo. E, nel tempo attuale viziato dalla congiuntura pandemica, c’è bisogno di agire per frenare gli effetti sull’occupazione, soprattutto femminile, amaramente colpita dalle conseguenze della pandemia sanitaria.

La proposta di Orlando sulla parità di genere

Ad accendere un lumicino sulla questione della parità di genere- perché lo sappiamo tutti che non può risolversi con una semplice “raccomandazione” – è stato in questi giorni il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando. Ha inviato una lettera agli Enti privati di previdenza e assistenza vigilati dal Ministero per invitarli ad assumere le iniziative più adeguate, eventualmente anche di natura statutaria, per assicurare la più ampia partecipazione delle donne negli organi di governo degli enti e nelle assemblee rappresentative.

“La parità di genere – scrive il Ministro Orlando – rappresenta una priorità nell’azione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che sul fronte delle misure di reazione all’emergenza epidemiologica da COVID-19 è, con tutto il governo, impegnato a contrastare le ricadute che hanno colpito in modo particolare le condizioni di lavoro e di vita delle donne. Una equilibrata presenza di genere nelle sedi decisionali, principio ispiratore della legge 121/2011 che la prevede nei consigli d’amministrazione e nei collegi sindacali delle società quotate in borsa e delle società a controllo pubblico è un passaggio indispensabile per assicurare la realizzazione dei valori di parità non solo in termini di presenza percentuale, ma di concreta incidenza sulle scelte operative degli attori economici e sociali“.

Forse, quindi, qualcosa inizia a cambiare. Nella lettera il Ministro continua, spiegando che: “il tema della parità dei sessi negli organismi decisionali e rappresentativi va quindi collocato in una prospettiva più ampia; al di fuori dell’ambito strettamente lavoristico (dove pure è pressante perseguire una politica di parità retributiva e di opportunità professionali, con misure di conciliazione e di welfare familiare). Il superamento della sottorappresentazione di genere – si sottolinea in un passaggio della raccomandazione – risulta vieppiù necessaria nell’ambito dell’attività svolta dagli Enti in indirizzo – con la qualifica di soggetti pubblici – nel settore della sicurezza sociale, la cui corretta gestione, fin dalla costituzione degli organi di decisionali e di rappresentanza, appare cruciale per l’aspirazione verso una democrazia matura improntata alla pari partecipazione di tutti“.

Sembra evidente – continua il Ministro – che la minore presenza del genere femminile negli organi decisionali degli enti privatizzati sia suscettibile di incidere non solo sulla composizione dell’organo, ma anche sulla qualità della sua attività e di conseguenza sulla regolamentazione delle prestazioni previdenziali ed assistenziali erogate dalla stessa. È noto, del resto, che nei Paesi in cui questa presenza è più alta ciò dà vita a sistemi di welfare più evoluti anche sotto il profilo degli istituti volti a conciliare la funzione di cura familiare, con la possibilità di partecipazione alla vita pubblica su un piano di effettiva parità tra uomini e donne”.

“Le competenze in materia di vigilanza conferite a questo Ministero sono espressione di coerenza con i fini, complessivamente intesi e di diretta attuazione costituzionale, il cui conseguimento è rimesso alla cura degli Enti previdenziali. Nell’esercizio dei poteri conferiti, il Ministero del Lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, approva lo statuto e i regolamenti della Fondazione nonché le delibere in materia di contributi e prestazioni. A tale funzione non può ritenersi rimanga estraneo il tema dell’armonizzazione delle regole di governance con i principi e i valori assunti come generali. Ritengo necessario richiamare la vostra attenzione su un tema così cruciale – conclude il Ministro – chiedendovi di affrontarlo e di assumere le iniziative più adeguate, ove occorra anche di natura statutaria, per assicurare la più ampia partecipazione delle donne negli organi di governo degli enti e nelle assemblee rappresentative”.

Federica Colucci

Napoletana, classe 1990, Federica Colucci è giornalista, HR e communication specialist. Già responsabile della comunicazione dell'Assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, ha come expertise i temi del lavoro, del welfare e del terzo settore. Direttore editoriale di FMag.it

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