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Sostenibilità economica, PMI a rischio esclusione nel divario Nord-Sud

Il rapporto Cerved segnala che il Paese è ancora più a rischio divario fra Nord e Sud se si considera la sostenibilità economica. Bisogna investire di più in finanza ESG

E’ stato presentato nella mattinata odierna il rapporto Rapporto Italia Sostenibile elaborato da Cerved (Centro Regionale Veneto Elaborazione Dati) sul futuro della sostenibilità economica del Belpaese. L’obiettivo dello studio è quello di misurare le fragilità e i punti di forza nostrani per ricavarne un quadro di riferimento che tenga conto dell’impatto sostenibile degli investimenti pubblici e privati.

“Il Rapporto è il contributo che Cerved vuole dare al Paese – ha dichiarato Andrea Mignanelli, Amministratore Delegato di Cerved Groupper stimolare un approccio data-driven ai problemi della sostenibilità. Stimiamo che per effetto del Covid il tasso di disoccupazione potrebbe arrivare al 17%, con effetti potenzialmente critici per le province che hanno sistemi sociali più deboli. Non parliamo solo del Sud, ma anche di alcune province come Rimini, Aosta, Imperia, Livorno, molto colpite dalla pandemia e con profili di sostenibilità sociale fragili”.

La sostenibilità economica del Belpaese

Vi è un dato che indica un netto divario fra Nord e Sud in termini di sviluppo: il motivo è legato alla forte correlazione fra la condizione economica dei territori e la sostenibilità sociale e ambientale, che rischia di ampliarsi ulteriormente per effetto della pandemia da Coronavirus.

Secondo l’indicatore legato alla finanza ESG Environmental, Social and Governance – che valuta gli investimenti responsabili non solo nei riguardi della gestione finanziaria dell’impresa, ma anche ponendo attenzione su aspetti di natura ambientale, sociale e di governance, la stagnazione dell’economia italiana degli ultimi decenni è il principale freno alla sostenibilità del Paese.

In altre parole, si è investito poco in servizi di welfare e nella tutela del territorio, mantenendo comunque buone performance, rispetto alle medie europee, in termini di emissioni di gas serra e di energia prodotta da fonti rinnovabili. Situazione riscontrata maggiormente al Sud.

Non sembra tutto perduto secondo Cerved: “La finanza Esg sta già veicolando grandi masse di fondi verso progetti sostenibili – ha sottolineato Mignanelli – e la regolamentazione bancaria amplierà ancora di più la portata di questo fenomeno. L’Italia, con una struttura produttiva fatta di piccole imprese, fuori dai radar di questi investitori, rischia però di rimanerne ai margini: è necessario promuovere la rendicontazione Esg e prevedere incentivi a sostegno delle pmi, perché anche loro possano accedere a questi fondi”.

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e la finanza sostenibile potrebbe innescare una ripresa orientata alla transizione verde e ai nuovi bisogni sociali. I crescenti flussi di finanza Esg potrebbero finanziare la transizione digitale e ambientale e innescare una ripresa sostenibile: tuttavia, in Italia solo poche centinaia di imprese hanno la capacità di intercettare questi flussi e la massa di pmi rischia di rimanere ai margini. La previsione è che a causa della pandemia potrebbero venire meno 65 miliardi di investimenti delle imprese nel 2020-2021.

Federica Colucci

Napoletana, classe 1990, Federica Colucci è giornalista, HR e communication specialist. Già responsabile della comunicazione dell'Assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, ha come expertise i temi del lavoro, del welfare e del terzo settore. Direttore editoriale di FMag.it

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