Economia

Venture capital italiano in crescita: trend di investimenti e settori al top

Il Barometro di EY sul venture capital italiano segna un +55% di investimenti: la Lombardia si conferma capitale finanziaria, il Fintech è il settore al top seguito solo dall'Health&Science

Arriva una buona notizia che fa ben sperare per il futuro: malgrado le difficoltà correlate alla pandemia da Coronavirus, in Italia il venture capital continua a crescere. Gli investimenti procedono a ritmo sostenuto, complice un cambio culturale nei grandi gruppi societari italiani che hanno allargato la loro attenzione e il loro sostegno alle realtà innovative italiane. In altre parole, la pandemia sta cambiando i paradigmi di investimento nell’innovazione.

Lo scenario positivo emerge dal EY Venture Capital Barometer 2020, l’analisi di EY sull’asset class realizzata in collaborazione con Vc Hub Italia, associazione del venture capital, degli investitori in innovazione e delle startup e PMI innovative.

Il venture capital, lo ricordiamo, è l’iniezione di capitale di rischio da parte di un fondo di investimento per finanziare l’avvio o la crescita di un’attività in settori ad elevato potenziale di sviluppo, innovazione e attrattiva (anche se l’investimento è rischioso). Grazie a queste iniezioni economiche, il venture capital consente ad idee innovative di tradursi in imprese, PMI e startup concrete, dando luogo ad un vero e proprio sincretismo culturale fra business tradizionali e spinte innovative. E sono proprio le startup e le PMI i motori di questa nuova spinta verso la transizione digitale e l’innovazione.

Investimenti in Italia: + 55% nel 2020

Stando al barometro sul venture capital di EY, l’innovazione potrà dare un enorme contributo per far si che l’Italia esca dalla crisi economica e sociale. Nello scenario attuale, i numeri ci dicono che vi è una evidente crescita da parte dei capitali di rischio.

Infatti, nel rapporto si legge che “Nel 2020 startup e scaleup italiane hanno raccolto 569 milioni di euro, una crescita del 55% rispetto all’anno precedente, nonostante una riduzione del 37% del numero di deal (111 contro i 175 del 2019). Questi dati fanno emergere un ulteriore elemento positivo, ossia l’aumento del valore medio d’investimento (passato dai 2,1 milioni del 2019 ai 5,1 del 2020), segnando così un cambio di passo rispetto agli anni precedenti e consentendo all’Italia di colmare un po’ della distanza rispetto ad altre economie europee. Rispetto al 2019 il numero delle operazioni con una raccolta di capitale maggiore di €10 m è raddoppiato: da 7 operazioni registrate nel 2019 (di cui 4 deal > di €20 m) a 14 operazioni nel 2020 (di cui 6 deal > di €20 m). Rimangono in linea con il 2019 le operazioni effettuate da business angel, ovvero individui che forniscono finanziamenti a imprese in fase di avviamento“.

Con il dato del +55% di crescita, il venture capital italiano ha innescato una crescita sensibile e costante: si sta iniziando a ridurre il gap che finora ha penalizzato la nazione rispetto agli altri Paesi europei, sebbene resti ancora in coda in termini di crescita e investimenti.

In Europa, infatti, “la Germania macina il quadruplo del valore con 4,3 miliardi investiti e 394 operazioni, lo stesso la Francia con 3,9 miliardi e 407 investimenti. La Gran Bretagna che svetta con 8 miliardi investiti e 773 operazioni“. Ma il barometro di Ey segnala una svolta anche per l’apporto pubblico di capitali, attraverso Cdp Venture e il recente Fondo nazionale per l’innovazione, ma anche con la fondazione Enea Tech per il trasferimento tecnologico.

Venture capital italiano: dove si investe?

Secondo il barometro di EY, i settori innovativi che sono stati capaci di attrarre i maggiori investimenti sono: Fintech, Health e Life Science, Food and Beverage, Software & Digital services e Transportation and Delivery con oltre il 78% dei capitali di venture investiti nel nostro Paese nel 2020.

Nel dettaglio, il Fintech è stato quello che nel 2020 ha più catalizzato l’attenzione degli investitori, con più di 173 milioni di euro raccolti da 15 startup e scaleup italiane: “Il trend italiano si rivela allineato al trend europeo, dove il Fintech si è confermato il mercato che ha visto il maggiore ingresso di capitali (con più di €9b raccolti secondo le prime proiezioni), anche se emerge un segnale di contrazione in termini assoluti rispetto ai circa €10b del 2019”.

Il secondo classificato è il settore Health e Life Science, che in generale è in rapida crescita in tutta Europa, soprattutto nel 2020, dove – complice la pandemia – si registrano oltre 49 miliardi di investimenti e circa duemila startup attive nel settore. In Italia si attesta al primo posto per numero di investimenti, ma al secondo posto per l’ammontare investito pari a circa 101 milioni.

Dove si investe

In Italia, a livello regionale, la Lombardia continua a confermarsi come un polo di attrazione primario per gli investimenti del venture capital a livello nazionale. Al secondo posto c’è il Piemonte con 10 operazioni e 46,6 milioni di euro di capitali raccolti (8,2% del totale)” mentre in terza posizione troviamo il Lazio “che con 11 deal ha attratto investimenti per 29,3 milioni di euro (5,1% del totale)”. Seguono il Veneto (29,2 milioni di euro raccolti – pari al 5,1% del totale – in 4 operazioni) e la Toscana (6 deal per 24,6 milioni di euro, corrispondenti al 4,3% del totale).

La “maglia nera” per quota zero capitali raccolti va alle regioni Abruzzo, Basilicata, Marche, Molise, Umbria e Valle d’Aosta. Dal barometro di EY emerge con chiarezza come, nonostante la creazione di fondi dediti agli investimenti in startup e scaleup innovative del Sud Italia, i risultati del venture capital nel meridione risultino ancora oggi ben lontani da quelli raggiunti dalle regioni del Nord Italia.

Federica Colucci

Napoletana, classe 1990, Federica Colucci è giornalista, HR e communication specialist. Già responsabile della comunicazione dell'Assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, ha come expertise i temi del lavoro, del welfare e del terzo settore. Direttore editoriale di FMag.it

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