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Logistica “a emissioni zero” a Milano: intervista all’Ing. Crapanzano

Milano punta a rendere ecosostenibile il sistema di logistica cittadino: ne abbiamo parlato con l'Ing. Crapanzano, ideatore del progetto

Quante volte durante la giornata vediamo i furgoni dei corrieri in giro, magari di diverse ditte e parcheggiati nella stessa strada? Un traffico merci, quello del cosiddetto “ultimo miglio”, enormemente cresciuto nelle città durante la pandemia e che crea problemi al traffico con tutte le conseguenze sulla qualità dell’aria. Milano ha presentato un progetto per implementare una logistica a emissioni zero e con questo ha vinto un bando del c40, l’organizzazione che riunisce 97 grandi città del mondo con lo scopo di migliorare la qualità della vita nelle metropoli.

Il progetto milanese è nato da un’idea dell’Ordine degli ingegneri di Milano e proprio con l’ideatore, l’ingegner Salvatore Crapanzano presidente della Commissione infrastrutture e trasporti dell’ordine meneghino e dell’analoga Commissione lombarda, cerchiamo di capirne di più.

Perché partire dall’ultimo miglio?
“Innanzitutto perché l’ultima parte della filiera è quella più critica, perché arriva direttamente a casa e va a intasare il traffico. Ma il progetto vuole rovesciare la logica e considerare l’ultima parte del viaggio dei nostri pacchi come il “primo miglio” da cui può dipendere il resto. Se cambiamo questa parte e la rendiamo sostenibile e a emissioni zero, probabilmente tutta la filiera a monte dovrà rimodularsi nella stessa logica”.

Come funziona il progetto?
“L’idea di riferimento è quella di creare ai confini della città un Centro di Distribuzione Urbana. Qui la merce arriva, magari su rotaia, e viene “consolidata”, ovvero tutti i vari pacchi individuali che vanno in una stessa area vengono messi in un solo grande contenitore. Questi pacchi di aree omogenee vengono poi portati nelle singole abitazioni o da furgoni elettrici o da cargo bike. Nella sperimentazione si porterà con un treno la merce, già consolidata, all’interno di Milano”.

Quando partirà?
“La sperimentazione è oggi ipotizzabile per ottobre e ci stiamo organizzando in questo modo: di notte quando non c’è traffico passeggeri faremo arrivare in città un treno con il passante ferroviario, occupando la linea per poco tempo, così da permettere comunque il regolare lavoro di manutenzione dei binari che si fa in notturna. Arrivato a destinazione il treno, stiamo pensando, non solo a consegne dirette, ma anche a una rete di locker o “bancomat dei pacchi” dove il singolo cittadino può ritirare il suo ordine. Una modalità da incentivare, che comunque affiancherà la modalità attuale”.

Il modello è solo milanese o è replicabile?
Assolutamente replicabile, per questo abbiamo vinto il bando. E alcune città, come Genova, ci hanno già contattato per valutare un sistema simile”.

Sulla sostenibilità ecologica della logistica siamo tutti d’accordo, ma ci sarà anche sostenibilità sociale? Penso ai recenti scioperi dei fattorini che lamentano orari di lavoro eccessivi e paghe non sempre all’altezza.
“Con questa domanda mi invita a nozze. Attualmente il sistema è abbastanza squilibrato, per cui nella catena di distribuzione c’è chi guadagna una grossa fetta e chi, pur di portare a casa qualcosa, è costretto a correre e lavorare troppe ore. Il nostro progetto è aperto e controllato da tutti (infatti stiamo coinvolgendo anche associazioni e organizzazioni della logistica). Chi vi prende parte deve garantire condizioni eque a tutti e il rispetto delle regole. Quante volte, banalmente, vediamo i furgoni dei corrieri parcheggiati in doppia fila? Ecco, le dirò di più, con il sistema attuale spesso i corrieri viaggiano solo con il 30% del carico e pur di lavorare in fretta sfruttano lo spazio in doppia fila e intasano il traffico. Con il nostro progetto, grazie al consolidamento delle merci, i furgoni partiranno sempre a pieno carico, con un grosso vantaggio anche economico. La logica del progetto è che tutti lungo la filiera devo guadagnarci e al tempo stesso proteggere l’ambiente. Solo con un sistema vincente e conveniente per tutti possiamo cambiare davvero le cose”.

Federica Colucci

Napoletana, classe 1990, Federica Colucci è giornalista, HR e communication specialist. Già responsabile della comunicazione dell'Assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, ha come expertise i temi del lavoro, del welfare e del terzo settore. Direttore editoriale di FMag.it

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