Tecnologia

Tecnologie ICT, contact tracing e privacy: siamo tutelati?

Le norme a protezione dei dati personali non ostacolano l'utilizzo di tecnologie ICT e contact tracing per il contrasto al COVID-19: lo spiega Fabrizio Corona, prof. di Informatica all'UniFortunato

In un momento così difficile e delicato, caratterizzato dalla pandemia da SARS-COVID-19 e da una crisi economica senza precedenti, un ruolo fondamentale va senza dubbio riconosciuto alle tecnologie ICT che offre un aiuto concreto ai Governi nel contrastare la diffusione del virus.

Stiamo parlando, dunque, delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (in acronimo TIC o ICT, dall’inglese information and communications technology) che rappresentano l’insieme dei metodi e delle tecniche utilizzate nella trasmissione, ricezione ed elaborazione di dati e informazioni (tecnologie digitali comprese).

Tecnologie ICT, privacy e contact tracing: il parere del prof. Fabrizio Corona

L’Università Giustino Fortunato di Benevento ha confermato l’attenzione per l’innovazione tecnologica applicata ai più impegnativi campi di ricerca e di studio. L’ateneo, da oltre 15 anni, ha mostrato come la caratterizzazione telematica della ricerca e della didattica universitaria corrisponda alle vie del futuro per l’intero sistema universitario.

Su questi argomenti di grande attualità l’UniFortunato ha diffuso mezzo stampa il parere del Prof. Fabrizio Corona, docente di Informatica, che spiega perché sono così utili le tecnologie ICT:

La fondamentale esigenza di contrastare i rischi sanitari derivanti dalla diffusione del COVID-19, dunque, ha creato i presupposti affinché fosse possibile mettere in “standby” alcune libertà fondamentali e costituzionalmente garantite dall’ordinamento giuridico italiano, quali, tra gli altri, la libertà di circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale (art.16 Cost.) e la libertà di riunirsi, anche in luogo aperto al pubblico, senza necessità di preavviso (art. 17 Cost.)”

prof. fabrizio corona (unifortunato)

In questa prospettiva – ha dichiarato il Prof. Fabrizio Corona – un aiuto concreto ai Governi può essere offerto dalle tecnologie ICT e dai big data disponibili sul mercato, che possono mappare il contagio, consentendo di limitare la circolazione di coloro che sono stati inconsapevolmente a contatto con i malati e, fornendo un’anteprima di quale sarà la diffusione del virus su un territorio nazionale, adottare le opportune misure di contrasto. Queste soluzioni c.d. di contact tracing possono concretamente aiutare i governi a frenare la moltiplicazione esponenziale del virus”

Ma come si concilia la tutela della protezione dei dati personali sancita dal GDPR con gli strumenti di contact tracing? “Sia il Garante per la protezione dei dati personali che l’European data protection board (Edpb), hanno recentemente ribadito come le norme e i diritti riconosciuti dal Regolamento UE 2016/679 (GDPR), sarebbero suscettibili di compressione in presenza di alcune situazioni estreme, qual è certamente la grave emergenza sanitaria in atto. Altri riferimenti possono, inoltre, essere rinvenuti negli artt. 6 e 9 del GDPR, che riconoscono agli Stati membri margini di discrezionalità nell’applicazione della normativa per motivi legati a misure eccezionali”.

“È evidente, dunque, che le norme a protezione dei dati personali, non ostacolano l’adozione di misure stringenti per il contrasto al COVID-19. Infatti, la tutela del diritto alla salute, in ragione dei numeri di contagi ancora alti di questa pandemia, equivale alla tutela della vita stessa, davanti alla quale tutti gli altri diritti fondamentali cedono il passo, compreso il diritto alla protezione dei dati personali”.

Redazione

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