Come la sociologia interpreta la complessità del presente: lectio magistralis di Enrica Amaturo
Alla Federico II un confronto pubblico su metodi, disuguaglianze e trasformazioni digitali nell’Italia che cambia
Martedì 9 dicembre 2025, alle ore 10:30, il Complesso dei SS. Marcellino e Festo dell’Università degli Studi di Napoli Federico II ospiterà la lectio magistralis della Prof.ssa Enrica Amaturo dal titolo “Metodi per interpretare la società: nuovi paradigmi sociologici nell’epoca della complessità”. L’incontro, aperto dai saluti istituzionali del Rettore Matteo Lorito, si inserisce in un momento storico in cui il ruolo della ricerca sociale torna al centro del dibattito pubblico per orientare scelte politiche, istituzionali e civiche.
La cornice accademica non è solo un dettaglio logistico. La Federico II, nei suoi spazi dedicati alla discussione scientifica, diventa il luogo in cui si interroga la società sulle sue stesse trasformazioni. È un’esigenza che emerge con forza in un tempo segnato da crisi intrecciate, dalla dimensione economica a quella ambientale, dal confronto con nuove tecnologie alla riorganizzazione della vita collettiva. In questo scenario, la lectio si annuncia come un momento di riflessione civile prima ancora che accademico, capace di toccare questioni che coinvolgono concretamente il modo in cui si vive, si comunica e si governa.
Nel ripercorrere quarant’anni di attività scientifica, Amaturo intende offrire una lettura dell’evoluzione dei metodi della ricerca sociale. Un percorso che non si limita all’aspetto tecnico, ma riconduce strumenti, approcci e categorie interpretative alle trasformazioni della realtà. È la sociologia che osserva se stessa mentre osserva il mondo, registrando come l’accresciuta complessità richieda modelli capaci di cogliere fenomeni ibridi, flussi informativi continui, sistemi sociali instabili. Un movimento che porta a interrogare non solo ciò che accade, ma anche il modo in cui lo si studia.
Tra i temi annunciati emergono alcuni nodi centrali del dibattito contemporaneo: la riproduzione delle disuguaglianze, acuite da cicli economici e transizioni tecnologiche; l’impatto della digitalizzazione sui processi comunicativi, dove la mediazione algoritmica ridisegna tempi, spazi e priorità dell’informazione; i modelli di governance chiamati a gestire crisi globali e interessi locali; la crescente datificazione delle società, con la conseguente ridefinizione del rapporto tra cittadini, istituzioni e piattaforme. La lectio si situa così tra teoria e realtà, ponendo il metodo sociologico come chiave per comprendere gli spostamenti profondi che attraversano la vita sociale.
La figura di Enrica Amaturo consente di collocare questo percorso in un quadro istituzionale e biografico significativo. Già Presidente dell’Associazione Italiana di Sociologia, prima e unica donna preside di una Facoltà della Federico II, direttrice di Dipartimento e punto di riferimento nazionale per gli studi sulla comunicazione e i metodi della ricerca sociale, Amaturo rappresenta una delle voci che hanno accompagnato la trasformazione della disciplina dagli anni Ottanta a oggi. Il riconoscimento come Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, ricevuto nel 2020 per il contributo offerto alla task force della Presidenza del Consiglio durante l’emergenza COVID-19, segna un ulteriore passaggio nella relazione tra ricerca scientifica e responsabilità pubblica.
Il dibattito sarà moderato da Enzo Mingione, emerito dell’Università di Milano Bicocca, e arricchito dagli interventi di studiose e studiosi come Rita Bichi, Paola Borgna, Mauro Calise, Derrick de Kerckhove, Carlo Natale Lauro, Mariano Longo, Giuseppe Moro e Sonia Stefanizzi. La presenza di rappresentanti del mondo istituzionale, culturale e civile, tra cui Luigi Amodio, Antonio Bassolino, Annamaria Carloni, Enzo Lipardi, Don Antonio Palmese, Alfonso Pecoraro Scanio, Guido Trombetti e Giuseppe Zollo, sottolinea la natura trasversale del confronto, che supera il perimetro accademico e coinvolge comunità professionali e sociali diverse.
L’iniziativa si configura come un momento pubblico per ribadire il valore della ricerca sociale come strumento critico. Non un ambito specialistico chiuso, ma un sapere capace di dialogare con la società e di restituire interpretazioni utili a leggere mutamenti rapidi, conflitti emergenti e modelli organizzativi in trasformazione. In una fase in cui il rapporto tra cittadini e istituzioni è attraversato da nuove tensioni, la sociologia mostra la sua funzione originaria: offrire conoscenza per orientarsi nel presente e per immaginare ciò che può venire dopo.




