Cultura e Spettacoli

“La chiave dei sentimenti”: il nuovo progetto collettivo che riporta le emozioni al centro della formazione

Un volume corale curato da Valentina de Giovanni, con il contributo di Maurizio de Giovanni, che unisce ventitré scrittori, avvocati e studenti in un percorso di educazione emotiva attraverso narrazioni, saggi e un dizionario sentimentale realizzato nelle scuole.

Che cosa significa, oggi, educare ai sentimenti?
È una domanda che negli ultimi anni ritorna con insistenza in psicologia, pedagogia, diritto di famiglia e comunicazione. È anche la domanda intorno a cui si sviluppa La chiave dei sentimenti, il nuovo volume pubblicato da Homo Scrivens nella collana Polimeri – la prima collana italiana dedicata alla scrittura collettiva – e curato da Valentina de Giovanni, con un contributo di Maurizio de Giovanni.

Il libro parte da un presupposto semplice, ma spesso dimenticato: la competenza emotiva non nasce da sola. Si apprende, si esercita, si coltiva. E può essere alimentata attraverso la narrazione, il confronto e la pluralità dei linguaggi. È qui che entra in gioco la scelta, fortemente identitaria, di coinvolgere ventitré autori contemporanei nel dare voce a emozioni universali come amore, solitudine, sogno, giustizia, rispetto, bellezza, ribellione e benessere. Ognuno di questi temi diventa una “chiave”, un accesso simbolico al mondo emotivo.

Il volume offre dunque una struttura stratificata: racconti narrativi, contenuti saggistici, contributi specialistici e persino un laboratorio scolastico. La parte introduttiva è affidata alla curatrice, mentre la copertina d’autore della pittrice Francesca Strino conferisce un’identità visiva coerente con il concept del libro.

Accanto ai ventitré racconti, La chiave dei sentimenti propone un elemento di rilievo: Lessico sentimentale, un contributo di Maurizio de Giovanni che funge da trait d’union tra la dimensione narrativa e quella più riflessiva del progetto. La sua presenza contribuisce a dare ulteriore risonanza all’iniziativa, sottolineando la continuità tra emozione, letteratura e responsabilità civile.

All’interno del libro è presente anche un’intervista curata da Ida Palisi a Gian Ettore Gassani, presidente nazionale di AMI – Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani. L’inserimento di un punto di vista giuridico e familiare amplia lo spettro dei temi trattati: l’educazione emotiva non riguarda solo la sfera personale, ma entra quotidianamente nei tribunali, nei percorsi di mediazione, nel diritto minorile, nei conflitti familiari e nelle strategie di tutela.

A completare la parte teorica ci sono tre saggi firmati da Anna Copertino, Fabrizio Manuel Sirignano e Stefania Tondo. Si tratta di contributi orientati all’educazione, alla pedagogia e ai processi di crescita emotiva, che dialogano naturalmente con i racconti presenti nel volume.

Uno dei punti più originali del progetto è però il dizionario emotivo creato dagli studenti dell’I.I.S. “Francesco Saverio Nitti” di Portici, coordinati dalla dirigente scolastica Immacolata Iadicicco. La scelta di affidare a ragazzi e ragazze la scrittura di un repertorio di parole legate ai sentimenti introduce una dimensione partecipata, in cui la scuola diventa luogo di pensiero, espressione e costruzione collettiva.

L’intero volume – 244 pagine, formato 14×21 cm, prezzo di copertina 16 euro – è distribuito da Messaggerie Libri con promozione Bibliomanie.

Nel complesso, La chiave dei sentimenti si inserisce nel dibattito contemporaneo sull’importanza di rendere l’educazione emotiva un tema pubblico, culturale e trasversale. Non un argomento relegato all’ambito psicologico, ma una pratica che riguarda la letteratura, l’arte, il diritto, la pedagogia e i luoghi quotidiani in cui le relazioni prendono forma: le case, le scuole, gli spazi pubblici.

Il merito del volume sta nella capacità di restituire complessità senza perdere chiarezza: ogni contributo è autonomo, ma si inserisce in un mosaico coerente. Un progetto che racconta come la scrittura, quando diventa plurale e condivisa, possa ancora essere un dispositivo educativo capace di generare dialogo, consapevolezza e cura.

Enrico Parolisi

Giornalista, addetto stampa ed esperto di comunicazione digitale, si occupa di strategie integrate di comunicazione. Insegna giornalismo e nuovi media alla Scuola di Giornalismo dell'Università Suor Orsola Benincasa. Aspirante re dei pirati nel tempo libero.

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