Impresa e Startup

La sfida della sostenibilità passa per l’esperienza delle imprese storiche: i Centenari e gli obiettivi ESG

La sostenibilità rappresenta oggi la bussola per orientare le scelte delle imprese per raccogliere le sfide future della competizione. L’incontro di realtà ed esperienze aziendali diverse ha lo scopo di affrontare concretamente il tema della sostenibilità nei suoi vari aspetti.

Ugo Cilento, presidente dell’Associazione i Centenari, ha aperto il convegno “ESG: l’impatto della sostenibilità sul futuro delle Imprese”, organizzato da I Centenari, Associazione aziende storiche familiari, in collaborazione con la Banca di Credito Popolare:

“La grande esperienza delle aziende storiche familiari centenarie può diventare un modello per affrontare il futuro dell’impresa. La crisi ambientale può diventare una opportunità come noi abbiamo sempre fatto nel corso della nostra vita imprenditoriale, cogliendo le opportunità di innovazione e crescita.

Abbiamo mostrato queste capacità nei secoli e ultimamente anche uscendo dalla crisi Covid. La nostra forza di aziende storiche familiari oggi diventa anche un attrattore forte e come associazione diventata nazionale con la mia presidenza anche dal Nord Italia stiamo ricevendo segnali importanti di adesione”.

L’approccio dei Centenari per superare le nuove sfide

“Un nuovo approccio secondo il quale l’azienda non deve pensare solo al profitto ma anche alla sostenibilità sociale e noi pensiamo che le banche devono avere un ruolo importante di indirizzo delle imprese in questa direzione.

Ambiente, solidarietà, governance, parità di diritti sono oggi valori fondamentali anche in campo economico. Con i Centenari si sviluppa una conoscenza nel tempo perché la longevità aziendale ha consentito di sviluppare una grande capacità di innovazione avendo dovuto attraversare varie fasi e varie crisi, anche ambientali”

ha dichiarato Mauro Ascione, presidente della Banca di credito popolare aprendo il confronto, moderato dal giornalista Nando Santonastaso, con gli interventi di Felice Delle Femine, direttore generale Banca di credito popolare, Massimiliano Barbato partner EY – Ernst&Young, Armando De Nigris, presidente gruppo De Nigris 1889, Maurizio Marinella amministratore unico E.Marinella, Marco Monsurrò, amministratore delegato COELMO S.p.A., Francesco Tavassi, amministratore unico TEMI S.p.A.

Felice delle Femine, direttore generale Bcp:

“come Banca di Credito Popolare oramai gestiamo la sostenibilità ispirata ai valori ESG come una realtà quotidiana. È un forte cambiamento che al nostro interno abbiamo già superato frutto anche di un’attività ispirata a sostenere le imprese in questa fase di transizione attraverso un processo ben delineato, un progetto dove sono stati ben scanditi tempi, modalità ed obiettivi.

Il progetto ESG è parte integrante del nostro piano industriale 2023 2025 dove abbiamo già destinato importanti somme da destinare proprio agli investimenti in sostenibilità. E vorrei anche sottolineare infine che la nostra banca ha stanziato 1,7 miliardi in cinque anni per imprese e famiglie del nostro territorio”.

Questioni che oggi dilagano nel dibattito economico e non solo e di qui il ruolo di una associazione che tiene insieme mondi differenti e soluzioni complesse:

“La presenza della nostra Associazione al Convegno è segno sempre di una presenza vigile ed attenta alle tematiche innovative che investono le imprese. La sostenibilità è uno di quei temi che coinvolgeranno il mondo delle imprese nei prossimi anni, e dovranno trovare un management aziendale pronto a capirne e validarne i contenuti.

La sostenibilità rischia di nascere con nobili propositi e vivere di espedienti per mantenerla. Il convegno grazie alla presenza di autorevoli esponenti del mondo bancario, consulenziale ed imprenditoriale prova a fare il punto sulla reale e genuina applicazione nel mondo del lavoro”, commenta uno dei membri del direttivo dei Centenari Armando De Nigris.

Opinione condivisa con Marco Monsurrò, amministratore delegato di COELMO spa:

“Innovazione e sostenibilità, la materia di cui dovrebbero essere fatte le aziende. Tuttavia, se per l’innovazione si è lasciato al mercato il compito di pesarne e misurarne l’adeguatezza, premiando le migliori aziende con i ricavi, per la sostenibilità, misurata nelle tre direttrici (ambientale, sociale e di governance), si è deciso di affidarne la misurazione ad un articolato sistema di reporting, principalmente strutturato a vantaggio degli investitori finanziari e banche.

Inoltre, mentre l’innovazione è una moneta assoluta, riconosciuta e premiata in tutti i mercati del mondo, la sostenibilità non è un concetto assoluto ed il suo apprezzamento dipende tanto da retaggi culturali e situazioni contingenti (un euro investito in sostenibilità ambientale, per esempio, non ritorna linearmente in tutto il mondo).

Il problema, così non è tanto l’opportunità di una organizzazione aziendale votata alla sostenibilità, ma trasformare un impianto ESG in un investimento che possa realmente rappresentare un investimento in un’ottica di crescita, specialmente in contesti ipercompetitivi”.

Dunque l’urgenza di procedere verso la sostenibilità senza danneggiare le imprese ed una ulteriore burocratizzazione rappresentano temi dirimenti:

“Il ruolo dei giovani è importante per coniugare tradizione e innovazione, un modello che ci sta dando grandi opportunità. Noi vogliamo essere di esempio con la nostra storia perché per competere bisogna saper affrontare in maniera adeguata il futuro: per esempio la collaborazione con l’azienda Orange fiber ci ha consentito di produrre cravatte ‘sostenibili’. Allo stesso tempo realizziamo confezioni che si autodistruggono e invitiamo, in una logica del riuso, i nostri stessi clienti alla ristrutturazione di vecchie cravatte”, spiega Maurizio Marinella.

Infine, ha commentato Francesco Tavassi, amministratore unico di TEMI spa:

 “Anche la logistica, nell’era dell’urgente appello alla sostenibilità, è chiamata a materializzare il nuovo paradigma produttivo. Il nostro comparto sta facendo la Storia di questa trasformazione epocale, e Temi Spa ne è protagonista.

Attiviamo, con i nostri investimenti, le linee guida del gruppo GLS, di cui siamo rappresentanti esclusivi nella città metropolitana di Napoli, impegnato nella conversione radicale delle flotte. E lanciamo il cuore oltre la siepe: pubblichiamo il Bilancio Sociale e lavoriamo a dotarci di un Consiglio di Sostenibilità, precedendo così la norma europea sulla rendicontazione non finanziaria.

Sia nell’impianto esistente di Napoli che in quello, in corso di realizzazione, nell’Interporto di Nola, implementiamo il fotovoltaico, abbiamo 50 mezzi completamente elettrici e contiamo su 20 colonnine già operative per la ricarica. Ma c’è molto di più: Temi Spa realizzerà, con l’Interporto, un ramo di binario, che collegherà la neostruttura al terminal ferroviario.

Un investimento programmatico con il quale realizziamo il proposito di conseguire il massimo grado di intermodalità, nell’ottica di spostare, nei prossimi anni, alcuni traffici di merci su ferro. Anticipiamo la transizione ecologica della logistica, quando la gestione di merci di valore medio basso, e molto pesanti, costringerà il mercato ad orientarsi sul ferro, trasporto più economico e più sostenibile”.

Redazione

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