Interviste

500 ore di consulenza psicologica: il dono di Serenis alle neo-mamme

Silvia Wang, CEO di Serenis: "Tutto il team di Serenis ha molto a cuore il benessere mentale e tutto quello che facciamo nasce dalla nostra esperienza come pazienti in primis. Quindi ci siamo detti: perché non dedicare maggio, che è il mese della salute mentale, alle mamme?"

Serenis, la startup nata per rendere accessibile a tutti la consulenza psicologica e il benessere mentale, ha lanciato una nuova iniziativa rivolta alle neo mamme: ha messo a disposizione 500 ore gratuite di psicoterapia per supportare le donne che soffrono di depressione post partum. Il fenomeno, infatti, è molto più diffuso di quello che si pensa: se la maternità comporta uno stravolgimento della vita personale e familiare, a pesare sulle neo mamme sono anche le pressioni sociali e lavorative.

E allora, per fortuna, c’è chi si è attivato per dare una risposto ad un bisogno crescente: ne abbiamo parlato con Silvia Wang, imprenditrice e fondatrice di Serenis, Ambassador Gamma Donna (dopo aver vinto il premio nel 2018).

Come nasce questo progetto e come funziona?
Sin dalla sua fondazione, Serenis ha avuto la missione di rendere più accessibile il benessere mentale, e l’idea di farlo anche attivando progetti di questo tipo è sempre stata nei nostri pensieri. Quello della depressione post-partum, e in generale dei disagi psicologici avvertiti dalle mamme, è un problema diffusissimo e sottovalutato, di cui anche io ho sofferto in prima persona dopo la mia prima gravidanza.

Tutto il team di Serenis ha molto a cuore il benessere mentale e tutto quello che facciamo nasce dalla nostra esperienza come pazienti in primis. Quindi ci siamo detti: perché non dedicare maggio, che è il mese della salute mentale, alle mamme? Così è nato questo progetto, con cui mettiamo a disposizione di più di 100 neo-mamme (o donne in dolce attesa) quattro sedute di psicoterapia. Non richiediamo nient’altro che la compilazione di un breve form e la disponibilità a dare continuità al percorso” .

Che riscontro ha avuto l’iniziativa?
Ha avuto un bellissimo riscontro, non solo da un punto di vista del numero di mamme che hanno aderito e stanno aderendo (stiamo per andare al completo) ma soprattutto da un punto di vista di accoglienza in generale. Abbiamo ricevuto tanti messaggi bellissimi sia dalle neomamme che usufruiranno dei pacchetti che mettiamo a disposizione, sia da donne di tutte le età (mamme di lungo corso, donne senza figli) che ci hanno aiutato a diffondere il progetto. E anche da parte di tanti papà!”.

Lei da fondatrice ci ha letteralmente “messo la faccia”, spiegando di aver sentito il bisogno, dopo la gravidanza, di iniziare un percorso di supporto per la sua salute mentale. Crede che rivolgersi allo psicologo sia considerato ancora un tabù, soprattutto in correlazione con la gravidanza, spesso narrata come “momento più bello della vita di una donna”?

“”Andare dallo psicologo” è senz’altro ancora considerato motivo di “vergogna”, anche a causa della poca informazione, consapevolezza ed educazione sul tema della salute mentale. A maggior ragione diventa un tema delicato in un periodo della vita così unico ed emotivamente impegnativo come la maternità. Il progetto, e Serenis in generale, nascono anche con questo obiettivo: non solo aiutare le mamme durante questo periodo della loro vita, ma anche normalizzare il fatto di chiedere un aiuto a un professionista per prendersi cura di sé e della propria mente”. 

Quanto può essere complicato – fra pressioni sociali e lavorative – essere madri oggi? E quali altre azioni si potrebbero mettere in campo?
“E’ molto complicato ed è vero, non si tratta solo dei – normali – disagi post-partum (ricordiamo che la depressione post-partum colpisce tra il 7% e il 12% delle neomamme, e addirittura tra il 50 e l’80% delle mamme soffre di baby blues, una forma benigna di depressione con sintomi lievi), ma a questi si aggiungono le pressioni sul lavoro – prima della gravidanza, durante e dopo – e quelle sociali. Le azioni sono potenzialmente infinite, ma vanno tutte in una direzione: una migliore parità di genere, che tuteli la donna a 360° – sul lavoro, nel sociale – e quindi anche in quanto mamma”.

Pensate di replicare l’iniziativa anche in favore dei neo-padri?
Ci sono arrivate tante richieste dai papà, quindi ci stiamo pensando. Perché no? Di sicuro abbiamo in programma di replicare l’iniziativa anche per altri gruppi di persone – non solo mamme e papà – che per motivi particolari potrebbero faticare ad accedere al benessere mentale, penso ad esempio anche ai giovani o ai redditi più bassi”.

Federica Colucci

Napoletana, classe 1990, Federica Colucci è giornalista, HR e communication specialist. Già responsabile della comunicazione dell'Assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, ha come expertise i temi del lavoro, del welfare e del terzo settore. Condirettore di FMag.it

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