Economia

Sostegni Ter e caro bollette, deluse le imprese: “Misure insufficienti”

Da Confindustria Energia che lamenta l'assenza di interventi strutturali a Unindustria che parla di "intervento modesto", un coro (quasi) unanime sembra non apprezzare l'ultima misura di sostegno per l'Italia in pandemia

I toni si alternano: dalle voci più istituzionali a vere e proprie critiche feroci. Di base, però, il mondo dell’impresa non sembra aver recepito con gioia il decreto Sostegni Ter licenziato nelle score ore dal Governo Draghi.

Le prime bozze relative al dl Sostegni per fronteggiare il caro energia sono veramente modeste”, commenta il presidente Unindustria Angelo Camilli. “Siamo per il momento delusi dall’intervento dell’esecutivo, perché se fossero confermate si tratterebbe di misure congiunturali e non strutturali, che certamente non possono incontrare le esigenze del nostro sistema produttivo”.

Le critiche al Sostegni Ter

Sull’assenza di interventi strutturali chiosa anche Confindustria Energia: “Occorrono interventi strutturali e di politica industriale, come accaduto in Francia e in Germania e come richiesto dalle associazioni aderenti a Confindustria, tra cui la massimizzazione della produzione nazionale di gas e l’incremento delle agevolazioni per i settori industriali energivori a maggiore rischio chiusura o delocalizzazione”.

Secondo Confindustria Energia “le misure prese in considerazione dal Governo” sembrano essere “congiunturali e non strutturali“. “Piccoli interventi spot – vengono definiti in una nota stampa – senza una visione di lungo termine, purtroppo insufficienti a contrastare i fortissimi incrementi di costi che si sono abbattuti sui settori industriali energivori, con gravi conseguenze per la crescita del sistema Paese e per l’occupazione“, considerando anche che sembra ormai assodato che i rincari dell’energiaperdureranno per un lungo periodo e influenzeranno negativamente l’economia del nostro Paese per i prossimi anni”.

Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia, definisce gli interventi previsti dal Sostegni ter come “Deludenti, inadeguate, inutili pannicelli caldi“. “Una copertura di appena 1,7 miliardi – attacca duramente Scordamaglia – è quasi una presa in giro. Non c’è traccia di nessuna misura strutturale e concreta finalizzata a raddoppiare l’estrazione dei nostri giacimenti già attivi che potrebbero raddoppiare la loro capacità produttiva in 15 mesi appena e ridurre l’esorbitante bolletta energetica dall’estero”.

“Se le nostre PMI agroalimentari chiuderanno abbandonate a loro stesse dipenderemo dall’estero anche per i generi alimentari di prima necessità, il rischio è quello di precipitare nella peggiore situazione di shortage degli ultimi anni con la Cina che avrà nel primo semestre dell’anno accaparrato il 70% della produzione globale di mais, il 60% di riso ed il 50% di grano“, aggiunge Scordamaglia.

E sull’agroalimentare Filiera Italia trova sponda in Coldiretti che non smorza i toni, anzi. Contestualmente ai primi commenti a caldo su Sostegni ter l’associazione degli agricoltori lancia un SOS sui costi dei prodotti destinati alle nostre tavole che arriveranno ad aumentare fino al 30 percento.

“Serve responsabilità da parte dell’intera filiera alimentare – afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandinicon accordi tra agricoltura, industria e distribuzione per garantire una più equa ripartizione del valore per salvare aziende agricole e stalle anche combattendo le pratiche sleali nel rispetto della legge che vieta di acquistare il cibo sotto i costi di produzione” in uno scenario pandemico fatto di “accaparramenti, speculazioni e incertezza che deve spingere il Paese a difendere la propria sovranità alimentare“.

Nel frattempo, Confimi Industria bolla come “inconcludente” il vertice a porte chiuse tra il Mise e Confindustria da cui sarebbe scaturito un investimento di 1,7 miliardi per il caro bollette. “Senza un progetto proporzionale e strutturato di fronte a un incremento dei costi per le imprese tra gli 8 e i 37 miliardi non si può concorrere con il 4.5% lasciando l’industria italiana alla deriva”, spiega il presidente di Confimi Industria Paolo Agnelli. Che rincara: “Le misure che non sembrano accontentare neppure le associazioni territoriali e di categoria di Viale dell’Astronomia che hanno già fatto presente alla stampa il loro disappunto. E dove sono le misure per contenere i costi del gas?”.

Enrico Parolisi

Giornalista, addetto stampa ed esperto di comunicazione digitale, si occupa di strategie integrate di comunicazione. Insegna giornalismo e nuovi media alla Scuola di Giornalismo dell'Università Suor Orsola Benincasa. Aspirante re dei pirati nel tempo libero.

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