Interviste

Villone: “La Costituzione indica la strada per l’elezione del Presidente della Repubblica”

"Dipende tutto dalla politica, la Costituzione offre un modello di elasticità e questo, a parer mio, è un bene perché si adatta meglio alle contingenze"

Elezione del Presidente della Repubblica: la Costituzione consentirebbe sia un Mattarella bis che un passaggio di Mario Draghi da palazzo Chigi al Quirinale. Non ci sono ostacoli costituzionali, la partita è solo ed esclusivamente politica. A parlarne con F-Mag è il professore emerito di Diritto costituzionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II Massimo Villone.

Professore, sono giornate decisive nelle trattative tra partiti per l’elezione del Presidente della Repubblica. Qualcuno cerca di tirare fuori un nome dal cilindro, altri invocano un Mattarella bis e altri ancora sperano che il nuovo capo dello Stato possa essere il premier Draghi. In questi ultimi due c’è chi parla di forzatura della Costituzione. E’ così?
“Non vedo perché si pensi ad una forzatura. La Costituzione per fortuna non è carente in materia, ma elastica e non pone ostacoli. L’elezione di Draghi è tecnicamente fattibile, la difficoltà non è costituzionale, ma politica. La Costituzione prevede che la carica di presidente della Repubblica sia incompatibile con qualsiasi altra carica. Ciò significa che non si possono assolvere più funzioni insieme. Tale incompatibilità però non nasce col voto, ma dopo il giuramento. Ciò significa che nel caso in cui venisse eletto Draghi, ci sarebbe lo spazio dal momento del voto affinché si dimetta da premier. Il ‘supplente’ viene indicato nel vicepremier o, come in questo caso nel ministro anziano che sarebbe Brunetta. Successivamente questo governo sarebbe chiamato alle dimissioni formali e dall’assunzione del capo dello Stato della crisi di Governo. E’ chiaro che non c’è uno specifico ed esplicito ostacolo costituzionale. Ma si tratta di una semplice constatazione di natura politica”.

Se fosse Draghi a diventare presidente della Repubblica e ad indicare un suo successore come premier avremmo un governo eterodiretto?
“Non dipende dal Quirinale, ma dalle forze politiche e qualsiasi governo possa seguire a quello attuale deve sempre e comunque avere la fiducia del Parlamento. La Costituzione da elasticità di modello”. 

E per quanto riguarda un Mattarella bis?
“La Costituzione non lo impedisce. Dipende tutto dalla politica, la Costituzione offre un modello di elasticità e questo, a parer mio, è un bene perché si adatta meglio alle contingenze. Se Mattarella ritiene che la sua sensibilità sia diversa è una scelta che rispetto, ma se accadesse nella votazione Parlamentare che in maggioranza lo rivotassero non sarebbe grave e spetterebbe solo a lui dire no. Sicuramente se prendesse 600 voti difficilmente direbbe no”.

Quindi tutto è possibile in termini costituzionali e i problemi che si sollevano sono politici…
I partiti hanno una percezione politica del problema perché fanno il loro mestiere e parlano di Costituzione a seconda del momento, ma visto da vicino si capisce che le argomentazioni tecniche non sono insuperabili”.

Dalle ultime Politiche sono cambiate diverse cose, è stata approvata la riduzione del numero di parlamentari a condizione di una nuova legge elettorale che ancora non è stata fatta, si è solo modificato qualcosa del rosatellum. Questo creerà difficoltà?
“Di leggi elettorali noi ne abbiamo fatte più che in altri Paesi, il problema è politico. Ci saranno sicuramente difficoltà. Il taglio del numero di parlamentari è stata una mossa sbagliata fatta perché i 5 Stelle doveva piantare una bandierina. Innanzitutto avremo problemi di rappresentatività del Parlamento perché la legge così com’è, anche con le correzioni introdotte, esprime una rappresentanza non adeguata soprattutto al Senato. Nei territori mal rappresentati sarà complicato mantenere un rapporto tra eletti ed elettori e avremo problemi anche nel funzionamento delle Camere. Le commissioni dovranno occuparsi di più materie contemporaneamente a discapito dell’approfondimento concreto dei temi”.  

Per questo serviva cambiare la legge elettorale?
Sì, alcune difficoltà si volevano evitarsi con una nuova legge elettorale e con il passaggio al sistema proporzionale per la rappresentatività. Questa era stata posta come condizione al taglio dei parlamentari, ma non è stato fatto e se si continuerà a non farlo ci saranno evidenti ripercussioni”.

Tornando all’elezione del presidente della Repubblica, potrebbero esserci problemi per i parlamentari risultati o che risulteranno positivi al Covid…
C’è il problema di far votare i positivi, ma pare si stiano vagliando delle strade alternative alla presenza. Ma al di là di tutto voglio ricordare che c’è stata qualche giorno fa una pronuncia della Corte costituzionale, di cui abbiamo ancora solo un comunicato, sul conflitto di attribuzione sollevato da qualche parlamentare contro la legge che, dal loro punto di vista, impedisce di esercitare le funzioni parlamentari a chi, per esempio, viene dalle isole e non può prendere una nave e i mezzi di trasporto pubblici senza il certificato verde. La Corte ha rigettato la richiesta dei parlamentari perché il principio di eguaglianza in garanzia delle comunità prevale sul privilegio richiesto da deputati e senatori”.

Loredana Lerose

Giornalista pubblicista, laureata in sociologia. Di origine lucana, trapiantata a Napoli da più di vent'anni, appassionata di danza, teatro, letteratura e psicologia. Scrive per il quotidiano Cronache di Napoli dal 2009.

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