Economia

BCE: ecco come sarà il 2022 tra inflazione e politiche fiscali restrittive

"Secondo le attese, l’inflazione dovrebbe rimanere su livelli elevati nel breve periodo, ma ridursi nel corso dell’anno".

La BCE prospetta un 2022 non semplice nell’Eurozona, fra il tasso di inflazione in aumento (che peserà ancora per un bel po’) e le politiche fiscali “di rientro”, per cui più restrittive, inevitabili dopo il biennio 2020-2021 segnato dal gravoso peso della congiuntura pandemica e dagli extradeficit statali per le misure di aiuto e sostegno alla popolazione.

Sembra delinearsi così l’inizio di quest’anno, stando alle previsioni della Banca Centrale Europea che però definisce “la valutazione complessiva dei rischi per l’inflazione a livello mondiale” come “maggiormente incerta“. Insomma, la difficoltà non sarà solo europea, ma globale e forse non sarà tutto nero.

Le stime della BCE sull’inflazione nell’Eurozona

Secondo la BCE, il bilancio non sarà del tutto negativo: come già descritto nel bollettino dello scorso settembre, sembrerebbero comunque esserci indicazioni incoraggianti.

In particolare, nonostante la congiuntura pandemica “abbia continuato a incidere pesantemente sulle finanze pubbliche nel 2021” quest’anno la Bce prevede un netto calo del deficit dei conti pubblici nell’Eurozona: le stime degli esperti dell’Eurosistema prevedono che “dopo aver raggiunto un livello massimo pari al 7,2 per cento del PIL nel 2020, il rapporto disavanzo pubblico/PIL dovrebbe essere sceso al 5,9 per cento nel 2021 e ridursi ulteriormente al 3,2 per cento nel 2022, per poi stabilizzarsi appena al di sotto del 2 per cento entro la fine dell’orizzonte di previsione nel 2024″.

Miglioramenti che – si spiega – sono legati “a una combinazione di più elevati saldi primari e, soprattutto a partire dal 2022, di un contributo significativamente maggiore fornito dal ciclo economico”. Insomma, la via per la ripartenza c’è, seppur labile e ancora incerta.

Ancora, dalla BCE affermano che “la ripresa dell’economia prosegue nell’area dell’euro. La crescita è in via di moderazione, ma nel corso di quest’anno dovrebbe tornare a segnare un vigoroso recupero“. Ma non solo: anche “l’economia mondiale si conferma su un percorso di ripresa, sebbene le persistenti strozzature dal lato dell’offerta, l’andamento crescente dei prezzi delle materie prime e la diffusione della variante Omicron del coronavirus continuino a gravare sulle prospettive di crescita nel breve periodo“.

Occorrerà quindi spostare lo sguardo un po’ più lontano per vedere un netto miglioramento. Anche perché l’inflazione “rimarrà oltre il 2 per cento per la maggior parte del 2022. Secondo le attese, l’inflazione dovrebbe rimanere su livelli elevati nel breve periodo, ma ridursi nel corso dell’anno. In termini inflazione, il problema più gravoso è dato dall’impatto dei prezzi dell’energia, una componente alla quale “è riconducibile oltre la metà dell’inflazione complessiva registrata a novembre. La domanda, inoltre, continua a eccedere l’offerta che, in alcuni settori, è limitata”.

L’Eurotower parla anche di “incertezza circa il tempo necessario alla risoluzione di tali aspetti. Nel corso del 2022, tuttavia, i prezzi dell’energia dovrebbero stabilizzarsi, l’andamento dei consumi normalizzarsi e le pressioni sui prezzi derivanti dalle strozzature dal lato dell’offerta a livello mondiale attenuarsi”.

Politiche fiscali più stringenti: il quadro

Sempre secondo la BCE, per il 2022 nell’Eurozona è atteso un forte irrigidimento delle politiche fiscali per via del progressivo ritiro degli interventi di sostegno varati dopo lo scoppio della crisi coronavirus. Le politiche di bilancio, infatti, dopo la “forte espansione nel 2020″ seguiranno “irrigidimento solo marginale nel 2021 dopo le correzioni introdotte per accedere ai fondi del Next Generation EU”.

Nel 2022 – continua l’analisi – “tale orientamento dovrebbe inasprirsi considerevolmente, sebbene in misura di gran lunga inferiore a quanto previsto in precedenza, soprattutto per effetto del riassorbimento di una parte significativa del sostegno di emergenza offerto durante la crisi. Secondo le proiezioni, l’irrigidimento caratterizzerà la restante parte dell’orizzonte di previsione, ma sarà di entità molto più contenuta, poiché nei prossimi anni permarranno in vigore significativi provvedimenti di sostegno all’economia”.

La BCE suggerisce comunque che “misure di bilancio mirate e favorevoli alla crescita dovrebbero continuare ad affiancare la politica monetaria. Tale sostegno consentirà inoltre all’economia di adeguarsi ai cambiamenti strutturali in atto”.

Federica Colucci

Napoletana, classe 1990, Federica Colucci è giornalista, HR e communication specialist. Già responsabile della comunicazione dell'Assessorato al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, ha come expertise i temi del lavoro, del welfare e del terzo settore. Condirettore di FMag.it

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