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Obbligo POS: da quando è attivo? E quanta strada c’è ancora da fare?

Salvo imprevisti (e il passato insegna essere possibili) dal 1 gennaio 2023 prevista una multa per gli esercenti che rifiutano i pagamenti con carta. Ma siamo sicuri che serva?

Nullum crimen, nulla poena sine lege: nessuno può essere punito per un fatto che non sia espressamente previsto come reato dalla legge, né con pene che non siano da essa stabilite. Ed è l’assenza di sanzione, multa e pena che, de facto, rende inapplicabile quanto già stabilito dallo Stato italiano nel lontano 2014: l’obbligo POS.

La misura, su cui il pressing negli anni è sempre stato alto ma non sempre accompagnato da bravura e lungimiranza del legislatore, è ritenuta utile per favorire la tracciabilità dei pagamenti, la smaterializzazione del denaro contante e quindi la lotta all’evasione fiscale.

Con l’articolo 19-ter del Dl n. 152/2021, una modifica al decreto sull’attuazione del PNRR approvato dalla Camera, l’obbligo da parte di esercenti e professionisti di accettare pagamenti con carta tramite apparecchi POS ha finalmente le sue sanzioni in caso di inadempienza. In pratica, finora era obbligatorio accettare pagamenti POS ma non era stabilito cosa accadesse in caso contrario.

Nulla di nuovo all’orizzonte: il meccanismo sanzionatorio è identico a quello che doveva scattare già nel 2020 con la Legge di Bilancio. Allora, la mancata attivazione delle sanzioni fu causato da un problema squisitamente tecnico da un punto di vista legislativo: si demandava infatti a un Decreto la “definizione di elementi essenziali della norma quali sono le sanzioni applicabili in violazione della stessa” e il parere avverso del Consiglio di Stato fu la pietra messa definitivamente sopra il tentativo. Le regole, mai entrate in vigore, sono ora riproposte nella stessa forma e saranno attive a partire dal primo giorno del 2023 (e non 2022 come in prima stesura).

Obbligo POS, a quanto ammonta la sanzione?

Dal giorno 1 gennaio 2023, i commercianti che rifiuteranno di far pagare con POS il consumatore rischiano 30 euro di sanzione (e non multa) a cui va aggiunto il 4% del valore della transazione rifiutata. Facendo un esempio: se un commerciante è beccato a rifiutarsi di farvi pagare con carta di credito o debito 100 euro, viene sanzionato per 34 euro (30 euro fissi più il 4 percento della transazione rifiutata). Come da legge 689/1981 la violazione è accertata da ufficiali e agenti di polizia giudiziaria.

Chi è tenuto ad accettare pagamenti con POS?

Tutti. Sia esercenti che professionisti.

Esiste l’obbligo di possedere un apparecchio POS?

Bisogna fare un opportuno appunto: l’obbligo non è inteso nel possedere fisicamente un apparecchio ma nell’accettare i pagamenti tracciabili. Ciò vuol dire che un professionista con partita IVA ad esempio non è passibile di sanzione per il mancato possesso di un POS ma è passibile di sanzione se rifiuta di essere pagato con carta o in modo che il pagamento sia tracciabile. Sempre per fare un esempio, il libero professionista consulente, o giornalista freelance, che è pagato esclusivamente con bonifici bancari non ha la necessità di possedere un apparecchio.

Resta ora da comprendere cosa accadrà fino al 1 gennaio 2023 e se nel frattempo cambierà qualcosa.

Enrico Parolisi

Giornalista, addetto stampa ed esperto di comunicazione digitale, si occupa di strategie integrate di comunicazione. Insegna giornalismo e nuovi media alla Scuola di Giornalismo dell'Università Suor Orsola Benincasa. Aspirante re dei pirati nel tempo libero.

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